Polonia: il primo ministro Morawiecki licenzia il suo vice, coalizione di governo in bilico

Il leader di Accordo ed ex vicepremier polacco, Jaroslaw Gowin. [EPA-EFE/Radek Pietruszka]

Martedì 10 agosto il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha licenziato dal governo il suo vice Jaroslaw Gowin, leader del piccolo partito di orientamento conservatore Accordo (Porozumienie), a causa di alcuni dissidi sulla politica fiscale e su una controversa legge sui media – su cui il Parlamento di Varsavia dovrebbe pronunciarsi mercoledì 11 agosto – che rischia di incrinare i rapporti tra Polonia e Stati Uniti.

L’uscita di Gowin, la cui formazione conta 13 deputati, potrebbe mettere a rischio la tenuta del governo in Parlamento, dove la coalizione della ‘Destra unita’ guidata dal partito di Morawiecki, Diritto e Giustizia (PiS) – entrata più forte in conflitto con l’Unione Europea in merito al rispetto dello stato di diritto e alle riforme del settore giudiziario – ha una maggioranza di soltanto un seggio.

La coalizione di governo ha affrontato diverse turbolenze nell’ultimo anno, soprattutto a causa delle divergenze tra le posizioni più liberali di Accordo e quelle molto più di destra del PiS e di Polonia Unita, guidata dal ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro. Le critiche di Accordo alle riforme fiscali previste dal ‘Polish Deal’, il programma economico di punta del governo, hanno portato allo scoperto un dissidio che covava da tempo.

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“Il primo ministro Mateusz Morawiecki ha chiesto oggi al presidente Andrzej Duda di licenziare Jaroslaw Gowin dalle cariche di vice primo ministro e ministro dello Sviluppo, del Lavoro e della Tecnologia”, ha detto martedì il portavoce del governo, Piotr Muller, in una conferenza stampa. Il portavoce di Duda ha detto all’agenzia di stampa statale PAP che la richiesta del primo ministro sarà soddisfatta, e che un annuncio in merito verrà diffuso a tempo debito.

Muller ha affermato che la decisione di Morawiecki è dovuta principalmente a causa di “progressi insufficienti” nelle dicussioni riguardo il pacchetto ‘Polish Deal’ con il ministero guidato da Gowin: “Eravamo a disagio per le azioni intraprese da Jarosław Gowin; sta minando il lavoro del governo”, ha detto Muller. La scorsa settimana, Morawiecki aveva licenziato anche la vice di Gowin, Anna Kornecka – pure lei esponente di Accordo – che aveva espresso critiche sulle riforme fiscali del governo.

Diritto e Giustizia sostiene che le riforme previste (tagli alle tasse per i redditi medio-bassi, aumenti delle pensioni e della spesa sanitaria, aiuti alle giovani famiglie per l’acquisto della prima casa) avvantaggeranno la stragrande maggioranza dei contribuenti, mentre secondo Accordo il pacchetto penalizzerà la classe media e alimenterà l’inflazione.

Il disaccordo tra i due partiti riguarda anche una questione delicata come la nuova legge sull’emittenza televisiva (Broadcasting Act). La formazione di Gowin è infatti contraria a un emendamento, sostenuto dal PiS, che impedirebbe alle società con sede al di fuori dello Spazio economico europeo di possedere una partecipazione di maggioranza nelle aziende di media polacche: secondo i critici dell’esecutivo, il vero obiettivo della disposizione sarebbe la popolare emittente TVN24, di proprietà del gruppo statunitense Discovery, che sarebbe invisa al  governo con la sua copertura delle notizie indipendente e in diversi casi molto critica.

Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza martedì sera per manifestare contro il disegno di legge, lamentando che mette in pericolo la libertà di stampa, e nelle scorse settimane anche il governo statunitense aveva espresso la sua preoccupazione in merito alla vicenda.

La nuova legge è osteggiata anche da gran parte della stampa polacca: una lettera firmata da oltre 750 giornalisti negli scorsi giorni ha denunciato che il progetto di “neutralizzare TVN e renderla subordinata allo stato è una delle fasi finali per prendere il controllo delle ultime istituzioni che tengono d’occhio il governo e difendono i valori democratici… Se il governo mette a tacere un mezzo scomodo, questo sarà anche il destino di altri mezzi di comunicazione gratuiti. Questa battaglia non può essere persa”.

Anche in merito ai contrasti con l’Unione Europea sul rispetto dello stato di diritto, Gowin aveva espresso le sue perplessità sulla condotta del governo polacco, affermando che “non avrebbe senso” entrare in conflitto con l’UE sulle riforme giudiziarie varate dall’esecutivo.

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“Questo licenziamento – ha detto Gowin ai giornalisti martedì – è di fatto la rottura della coalizione di governo, e la fine di fatto di ‘Destra unita’”, aggiungendo che mercoledì 11 agosto gli organi direttivi di Accordo prenderanno una decisione ufficiale sulle prossime mosse, e che lui chiederà ai deputati del suo partito di votare contro la legge sui media.

“Questo disegno di legge – ha detto Gowin – mina chiaramente il principio della libertà dei media”, “crea il rischio di cacciare i legittimi proprietari” di TVN24 “e ci porta a combattere con il nostro più importante alleato, gli Stati Uniti”.

Muller, il portavoce dell’esecutivo, ha detto invece che ‘Destra unita’ potrebbe ancora essere in grado di ottenere la maggioranza in Parlamento anche dopo il licenziamento di Gowin, in quanto alcuni deputati di Accordo sarebbero disponibili a continuare a sostenere il governo: “Sono convinto che ci saranno persone in ‘Destra unita’ e nel resto del Parlamento polacco che sosterranno le benefiche riforme che abbiamo proposto”, ha affermato Muller.

Dall’opposizione, nel frattempo, sono arrivate le parole dell’ex primo ministro ed ex presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, secondo cui “questo governo adatto per una cosa soltanto: le dimissioni”.