Petrolio russo, impegno del G7 sull’embargo. A livello Ue slitta l’accordo

Il presidente francese Emmanuel Macron durante la videoconferenza del G7. [EPA-EFE/Thibault Camus / POOL MAXPPP OUT]

I leader del G7 domenica 8 maggio si sono impegnati a eliminare gradualmente la dipendenza dei loro Paesi dal petrolio russo e hanno riaffermato la loro unità nel condannare l’aggressione ingiustificata da parte della Federazione Russa nei confronti dell’Ucraina, che ha riportato l’Europa agli orrori della Seconda guerra mondiale.

“Ci impegniamo a eliminare gradualmente la nostra dipendenza dall’energia russa, anche eliminando gradualmente o vietando l’importazione di petrolio russo. Ci assicureremo di farlo in modo tempestivo e ordinato, e in modi che forniscano il tempo necessario al mondo per assicurare forniture alternative”, si legge in una dichiarazione congiunta

Questo colpirà duramente l’arteria principale dell’economia di Putin e gli negherà le entrate di cui ha bisogno per finanziare la sua guerra”, ha sottolineato l’amministrazione Biden in una nota.

Intanto a livello Ue la Commissione ha già proposto un embargo graduale sul petrolio russo, ma un fine settimana di trattative non è bastato a trovare un’intesa tra gli ambasciatori dei 27 Paesi membri riuniti nel Coreper. Il premier ungherese Viktor Orbán venerdì 6 maggio ha accusato la Commissione di aver lanciato “una bomba nucleare” contro l’economia del suo paese. Budapest vorrebbe ottenere un’esenzione totale dall’embargo e fondi europei per ristrutturare la sua infrastruttura petrolifera. Anche la Bulgaria ha chiesto un rinvio di due anni sull’embargo e ha minacciato di porre il veto, se non lo dovesse ottenere.

Nella loro riunione in videoconferenza, i leader del G7 hanno ribadito la loro condanna alla “guerra di aggressione provocata” del presidente russo contro il suo vicino dell’Europa orientale che copre di “vergogna la Russia e i sacrifici storici del suo popolo”.

“La Russia ha violato l’ordine internazionale basato sulle regole, in particolare la Carta delle Nazioni Unite, concepita dopo la seconda guerra mondiale per risparmiare alle generazioni successive il flagello della guerra”, hanno affermato i leader del G7.

“Insieme alla comunità internazionale abbiamo fornito e assicurato dall’inizio della guerra un sostegno aggiuntivo che supera i 24 miliardi di dollari”, si legge nel comunicato diffuso dalla Casa Bianca al termine del meeting virtuale. “Nelle prossime settimane aumenteremo il nostro sostegno finanziario collettivo a breve termine per aiutare l’Ucraina a colmare le lacune finanziarie, e fornire servizi di base alla sua popolazione, sviluppando al contempo meccanismi per sostenere la ricostruzione a lungo termine, in collaborazione con le autorità ucraine e le istituzioni finanziarie  internazionali”, hanno assicurato i leader.

“Dobbiamo continuare a sostenere l’Ucraina e dobbiamo andare avanti con il sesto pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia, ma allo stesso tempo dobbiamo fare ogni sforzo per aiutare a raggiungere quanto prima un cessate il fuoco e per dare nuovo slancio ai negoziati di pace”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Mario Draghi, al termine del vertice straordinario.

I leader “hanno condiviso la viva preoccupazione per il prolungarsi delle ostilità e la necessità di mantenere alta attraverso le sanzioni la pressione sul Cremlino”, ha fatto sapere Palazzo Chigi in una nota. Il G7, secondo Draghi, deve anche “continuare a impegnarsi per aiutare quei Paesi poveri che rischiano una crisi alimentare. Il nostro impegno e la nostra unità sono essenziali”.