Patto anti-Cina: Ue esclusa dall’alleanza Usa-Australia-Regno Unito. Francia: “Una pugnalata alla schiena”

Il primo ministro australiano Scott Morrison (al centro) alla conferenza stampa di presentazione dell'Aukus. In collegamento virtuale il premier britannico Boris Johnson (a sinistra) e il presidente americano Joe Biden (a destra). [EPA-EFE/MICK TSIKAS AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT]

La decisione di Australia, Regno Unito e Stati Uniti di stringere un patto sulla difesa allo scopo di contrastare la Cina ha suscitato l’indignazione di Bruxelles, rimasta esclusa, e della Francia, che vede andare in fumo un contratto miliardario per la fornitura di sottomarini.

Stati Uniti, Australia e Regno Unito hanno annunciato nella serata di mercoledì 15 settembre un’alleanza per la difesa dell’area indo-pacifica, che comprende il sostegno a Canberra per lo sviluppo di sottomarini a propulsione nucleare.

Il presidente americano Joe Biden, il primo ministro britannico Boris Johnson e quello australiano Scott Morrison hanno annunciato l’accordo in una conferenza virtuale. Il patto, chiamato Aukus, rafforzerà la cooperazione nelle tecnologie di difesa avanzate e migliorerà la capacità dei partner di affrontare le minacce di questo secolo.

I sottomarini forniti all’Australia non avranno a disposizione armi nucleari, ma si serviranno di un reattore come sistema di propulsione, ha specificato Biden, sottolineando che in questo modo aumenteranno considerevolmente le capacità offensive australiane perché il raggio d’azione sarà molto maggiore.

Molto critica la reazione dell’Unione europea, che ha sottolineato come questa sia la seconda occasione in cui viene presa una decisione geopolitica importante e Bruxelles resta esclusa, facendo riferimento all’Afghanistan.

Tuttavia, il Paese che ha pagato le conseguenze maggiori è senza dubbio la Francia, che si è vista annullare un contratto per la fornitura di 12 sottomarini del valore di 90 miliardi di dollari australiani (56 miliardi di euro) da parte di Canberra, che li costruirà in proprio sfruttando la tecnologia statunitense e britannica.

“La decisione di non continuare con il sottomarino Attack Class e di percorrere questa strada non è un voltafaccia, ma una necessità”, ha dichiarato il premier australiano Scott Morrison. “Condividiamo un profondo impegno nei confronti della Francia, non vediamo l’ora di incontrarci una volta superata quella che è una decisione molto difficile e deludente per loro”, ha aggiunto.

Tuttavia, il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian ha definito la decisione “una pugnalata alla schiena”. Le Drian si è anche scagliato contro il presidente americano Biden, che ha preso una decisione “brutale, unilaterale e imprevedibile che assomiglia molto a quanto fatto da Trump”.

Non si è fatta attendere anche la condanna della Cina, che ha definito il patto Aukus “estremamente irresponsabile” e ha aggiunto che danneggerà la pace e la stabilità regionale, spingendosi ad affermare che “gli Stati Uniti dovrebbero superare la loro mentalità da guerra fredda e il pregiudizio ideologico”.

Focus sull’Indo-pacifico

Questa decisione degli Stati Uniti sancisce in maniera sempre più evidente lo spostamento dell’attenzione americana verso l’area indo-pacifica, ora più che mai centrale nei rapporti di forza a livello globale in quanto terreno di scontro con le ambizioni egemoniche della Cina.

Lo dimostra il fatto che, pochi giorni prima di annunciare il patto Aukus, gli Stati Uniti avessero rivitalizzato l’accordo Quad con Giappone, India e Australia, creato nel 2007 e mai effettivamente attivato. Con questo patto gli Stati Uniti mirano ad arginare l’avanzata della Cina in campo militare nell’area.

L’accordo Quad potrebbe diventare non dissimile da una sorta di Nato asiatica, con il Giappone in particolare intenzionato a espandere il suo ruolo geopolitico. Non è un caso che per il 2022 sia stato approvato un bilancio difensivo da record.

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Europa indebolita

L’annuncio improvviso della creazione dell’alleanza Aukus ha colto di sorpresa l’Europa, che era pronta a pubblicare la sua strategia sull’Indo-pacifico giovedì 16 settembre. Con questo partenariato, l’Europa intende concludere i negoziati commerciali con i partner della zona, siglare alleanze verdi e digitali, rafforzare il controllo degli oceani e valutare il dispiegamento di forze navali.

L’alleanza Aukus ha indebolito la posizione europea nell’area, con l’Australia che ha preferito Londra e Washington come partner dal punto di vista militare e con Giappone e India che guardano agli Stati Uniti come primi alleati in materia strategica.