Nuove tensioni tra Grecia e Turchia nell’Egeo, la marina greca avverte: “Pronti a rispondere”

Un militare della Marina greca. EPA/PARIS PAPAIOANNOU

Dopo l’annuncio turco di esplorazioni energetiche nei pressi di un’isola greca nell’estremo sud-est arriva la reazione per mezzo della Marina militare ellenica. In ballo le risorse dopo la scoperta di enormi riserve di gas negli ultimi anni.

“Heightened readiness”, vale a dire maggiore prontezza, cioè una intensificazione dell’allerta, è l’ordine arrivato alla Marina militare di Atene dopo che la Turchia ha annunciato piani di esplorazione energetica nei pressi di un’isola greca davanti alle coste dell’Anatolia. Lo si apprende da un articolo di Euractiv.com rispetto a dichiarazioni di mercoledì 22 luglio.

Il disaccordo tra Turchia da un lato e Grecia e Unione Europea dall’altro, è relativo ai diritti marittimi nel Mediterraneo orientale. Una corsa alle risorse a seguito della scoperta di enormi riserve di gas negli ultimi anni.

Il ministero degli Esteri greco ha protestato formalmente ad Ankara martedì scorso dopo l’annuncio relativo ad una nave di perforazione turca che avrebbe effettuato esplorazioni a sud dell’isola greca di Kastellorizo, che si trova a ridosso delle coste turche.

“Da ieri sono state dispiegate unità della marina militare nel sud e nel sud-est dell’Egeo”, ha detto una fonte della marina greca all’Afp, rifiutando di fornire ulteriori dettagli. Le unità “sono pronte a rispondere a qualsiasi attività”, ha detto l’ufficiale.

Un portavoce dell’Ue ha detto che la mossa della Turchia “non è stata di aiuto e ha inviato il messaggio sbagliato”, chiedendo che le decisioni sui diritti marittimi siano “affrontate attraverso il dialogo e i negoziati”.

“Chiediamo alla Turchia di cessare immediatamente le sue attività illegali, che violano i nostri diritti sovrani e minano la pace e la sicurezza nella regione”, ha dichiarato martedì il ministero degli Esteri greco. Tuttavia Ankara ha ribattuto dicendo che la località è “interamente all’interno della piattaforma continentale turca”.

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L’anno scorso la Turchia ha firmato un accordo controverso con il governo libico (quello di Serraj, riconosciuto dall’Onu), che ha rivendicato vaste aree di mare per la Turchia. La Grecia però accusa che l’accordo ha completamente trascurato i diritti marittimi ellenici nell’area dell’isola di Creta.

Gli analisti dicono che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha usato la sua influenza sul governo libico – come principale finanziatore militare – per ottenere l’accordo.

Ma la Turchia si sente anche trattata ingiustamente dalle nazioni rivali della regione che hanno cercato di escluderla dai progetti energetici, tra cui un enorme accordo per un gasdotto tra Grecia, Cipro e Israele per trasportare il gas dal Mediterraneo orientale all’Europa.

Erdogan ha detto martedì che le mosse di trivellazione di Ankara hanno “sventato le trappole che si cercava di mettere contro la Turchia nel Mediterraneo orientale”. “Continueremo ininterrottamente le attività di esplorazione e di perforazione… nella nostra piattaforma continentale” e nelle aree autorizzate dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord, che è riconosciuta solo dalla Turchia.

Le relazioni tra Bruxelles e Ankara si sono deteriorate su molteplici questioni, nonostante la Turchia sia ancora formalmente candidata all’adesione all’Ue.

Oltre alle trivellazioni per la ricerca di petrolio e gas al largo di Cipro e al sostegno militare al governo libico, all’inizio di quest’anno la Turchia ha fatto infuriare la Grecia e l’Ue quando ha smesso di impedire ai migranti di partire per l’Europa, causando un’ondata di decine di migliaia di rifugiati al confine greco.

La recente decisione di Erdogan di trasformare l’iconico museo di Istanbul, l’Hagia Sophia, un’ex cattedrale bizantina, in una moschea, è l’ultimo argomento di discussione, che la Grecia ha definito “una provocazione al mondo civile”.

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