Nord Stream 2, i timori dell’Ucraina e le rassicurazioni di Merkel. Piattaforma Crimea: al via il summit

Il presidente Zelensky (dx) e la cancelliera Merkel dopo i loro colloqui a Kiev il 22 agosto 2021. [EPA-EFE/SERGEY DOLZHENKO]

La cancelliera tedesca sostiene che il gasdotto, che non attraverserà l’Ucraina, non dovrebbe essere usato come “arma geopolitica”, ma il presidente Zelenskiy non è convinto. Intanto da Mosca profetizzano un brusco abbandono degli ucraini da parte degli Usa, come in Afghanistan.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, domenica 22 agosto, ha chiesto un accordo per estendere il transito del gas russo attraverso l’Ucraina, nel tentativo di rassicurare Kiev sul gasdotto Nord Stream 2, quasi giunto alla completa realizzazione, che porterà il gas in Europa senza passare per il paese ex sovietico.

Il viaggio di Merkel è arrivato due giorni dopo un incontro a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin, in cui entrambi i leader non sono stati in grado di estendere l’accordo sul transito del gas attraverso l’Ucraina dopo il 2024.

“Siamo d’accordo con gli americani che il gas non dovrebbe essere usato come arma geopolitica”, ha detto Merkel dopo l’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy. “Abbiamo chiarito che, nel quadro europeo, siamo favorevoli a nuove sanzioni se la Russia tenterà di utilizzare questo gasdotto come un arma”. Questo si rifletterà anche nell’estensione del contratto di transito attraverso l’Ucraina, e “prima questo accade, meglio è”, ha aggiunto.

“È importante che l’Ucraina rimanga una terra di transito”, ha spiegato la leader tedesca, annunciando che i negoziati per estendere l’accordo di transito del gas si stanno avviando. “Ma questo è un progetto che deve ancora essere sviluppato passo dopo passo e che non può sostituire il transito del gas nel 2024”, ha precisato.

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L’amministrazione Biden ha deciso a maggio di non imporre sanzioni sul gasdotto, adottando una posizione più morbida sulla questione rispetto al precedente presidente Donald Trump che aveva instaurato pessimi rapporti con la Germania e manifestato la sua intransigenza contro la grande infrastruttura. Gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo con la Merkel su Nord Stream a luglio, fatto che da alcuni attori dell’Europa orientale è stato interpretato come un gioco nelle mani di Mosca.

La Merkel ha detto di considerare il recente accordo tedesco-statunitense “come un impegno del governo tedesco a scongiurare la preoccupazione del presidente Zelenskyy, cioè che l’energia venga usata come un’arma”. L’accordo tra la Merkel e il presidente Biden include un impegno ad aiutare l’Ucraina a continuare a riscuotere le tasse di transito una volta che Nord Stream 2 sarà diventato operativo.

Kiev, che sperava in sanzioni che affossassero definitivamente il progetto, non ha accolto con favore l’intesa tra Germania e Stati Uniti. L’Ucraina, infatti, teme di non poter più imporre tasse di transito sul gas russo una volta che il gasdotto sarà in funzione.

I dubbi di Kiev nell’incontro ucraino-tedesco

Parlando a fianco della Merkel a Kiev, il presidente Zelenskiy ha insistito sul fatto che Nord Stream 2 è un'”arma pericolosa”, che rappresenta una minaccia per tutta l’Europa. “Credo che non notare che questa è un’arma pericolosa, non solo per l’Ucraina ma per tutta l’Europa, sia sbagliato”, ha detto il leader ucraino nella conferenza stampa congiunta a Kiev.

“Per quanto riguarda la continuazione del transito attraverso l’Ucraina dopo il 2024, penso che gli impegni presi finora siano troppo generici”, ha aggiunto, mostrando i suoi dubbi sulle rassicurazioni della Merkel.

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Zelenskyi ha detto che l’Ucraina ha avviato consultazioni con il Parlamento europeo e il governo tedesco sul gasdotto Nord Stream 2. I ministri dell’energia di Stati Uniti, Germania e Ucraina si incontreranno a Kiev nella giornata  di lunedì 23 agosto.

La settimana scorsa, a Mosca, Merkel ha detto che avrebbe “combattuto fino all’ultimo giorno in carica per far sì che l’integrità territoriale dell’Ucraina possa essere garantita”. Putin ha replicato che Mosca era pronta ad estendere l’accordo di transito oltre il 2024, ma che erano necessari maggiori dettagli su come questo potesse essere fatto.

Berlino ha proposto di creare un meccanismo per compensare le mancate entrate di Kiev, promettendo anche di sostenere la diversificazione energetica dell’Ucraina, impegnando un totale di 1 miliardo di euro per sviluppare progetti di energia rinnovabile nel paese.

Un’idea è quella di utilizzare i gasdotti esistenti del paese per trasportare idrogeno. La compagnia energetica ucraina Naftogaz e la tedesca Rwe hanno recentemente concordato di sviluppare congiuntamente la produzione, lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno verde.

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L’Ucraina il 24 agosto celebrerà il 30° anniversario della sua dichiarazione di indipendenza dall’Unione Sovietica e ospiterà un summit sulla de-occupazione della Crimea, occupata e annessa dalla Russia dopo la guerra del 2014.

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Il vertice della Piattaforma Crimea parte lunedì 23 agosto a Kiev. Al vertice partecipano numerosi capi di Stato e di governo e i vertici di Parlamenti ed organizzazioni internazionali, insieme a leader della società civile.

Anche qui gli occhi sono sempre puntati su Merkel che ha fatto sapere che non parteciperà al vertice. Alla domanda se la sua decisione sia stata presa per compiacere la Russia, la cancelliera ha risposto che non è così. “Ho chiarito che consideriamo l’annessione della Crimea una violazione del diritto internazionale, e nulla è cambiato – ha spiegato Merkel –. La ragione della mia visita, che si svolge prima della Piattaforma Crimea, era di discutere sia gli accordi di Minsk che il formato Normandia”.

In origine al summit di Kiev avrebbe dovuto partecipare il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas che sarà sostituito dal ministro dell’Economia Peter Altmaier. “Il fatto che il nostro ministro degli Esteri non possa partecipare non dipende dalle nostre relazioni con la Russia, è legato solo all’attuale situazione in Afghanistan”, ha precisato Merkel.

Gli organizzatori spiegano che il “vertice intende dimostrare l’unità internazionale intorno alla posizione che afferma che ‘la Crimea è Ucraina’, condannare i crimini della Russia in Crimea e dintorni, e delineare i parametri della politica internazionale per porre fine all’occupazione”.

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Il vertice sarà l’occasione per lanciare ufficialmente la Piattaforma Crimea, il nuovo formato di coordinamento e consultazione sviluppato dal ministero degli Affari esteri ucraino. Si prevede che dal summit uscirà poi una dichiarazione congiunta in cui i partecipanti dovrebbero confermare “la volontà di aderire alla politica di non riconoscimento dei tentativi di annessione della Crimea”.

La riunione sulla Crimea si tiene dopo che nei giorni scorsi Nikolai Patrushev, segretario del Consiglio di sicurezza della Russia, ha messo in dubbio l’impegno degli Stati Uniti verso l’Ucraina facendo un paragone con quanto accaduto in Afghanistan, dove gli Usa hanno deciso di abbandonare velocemente il campo. Secondo l’alto funzionario russo un giorno gli Usa abbandoneranno gli alleati ucraini in modo altrettanto brusco.