Nato, gli Stati Uniti si impegnano a ricostruire l’alleanza e promettono cooperazione sull’Afghanistan

Il segretario di Stato americano Antony Blinken e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg orm the military alliance. [EPA-EFE/YVES HERMAN / POOL]

Il segretario di Stato è in visita a Bruxelles martedì e mercoledì (23-24 marzo) per partecipare a una riunione dei ministri degli esteri della Nato, che si svolge di persona per la prima volta dal novembre 2019.

Antony Blinken si è impegnato a ricostruire e rivitalizzare l’alleanza militare transatlantica della Nato e a condividere i piani americani su un eventuale ritiro dall’Afghanistan. Parlando nella sua prima visita alla sede della Nato, Blinken ha dichiarato: “Sono venuto qui per esprimere l’impegno degli Usa nell’alleanza, che è stata la pietra angolare per la pace, la prosperità, e la stabilità per la comunità transatlantica per oltre 70 anni e sono venuto a Bruxelles perché gli Usa vogliono ricostruire la partnership con i nostri alleati”.

Dopo quattro anni di attrito con Washington sotto la presidenza di Donald Trump gli alleati europei della Nato hanno accolto con favore il cambiamento di tono della presidenza Biden. Stoltenberg ha indicato le aree in cui la Nato potrebbe modernizzarsi nel medio termine: dagli interventi per contrastare il cambiamento climatico a un finanziamento più sostenibile delle operazioni militari.

Il ritiro dall’Afghanistan

In cima all’agenda della Nato c’è il futuro della missione in Afghanistan, dopo che Trump ha trovato un accordo con i talebani per ritirare le truppe entro il 1° maggio. Gli alleati stanno aspettando che Biden riveli se gli Stati Uniti si atterranno a quella data o meno.

Alla domanda di un giornalista su un possibile ritiro dall’Afghanistan, Blinken ha detto che gli Stati Uniti stanno ancora facendo le loro valutazioni e che ascolteranno il parere degli alleati. I ministri degli Esteri della Nato discuteranno dell’Afghanistan nei prossimi due giorni a Bruxelles. “Siamo entrati insieme, ci siamo adattati insieme e quando sarà il momento giusto, ce ne andremo insieme”, ha assicurato il segretario di Stato.

Sul tavolo della Nato c’è anche la preparazione al summit tra capi di Stato e di governo, previsto più avanti nel corso dell’anno. Stoltenberg aggiornerà i ministri sull’iniziativa “Nato 2030”, avviata lo scorso anno. L’agenda Nato 2030 prevede anche di “proteggere l’ordine internazionale basato sulle regole, che viene sfidato da potenze autoritarie come Russia e Cina”, ha ricordato il segretario generale della Nato alla presentazione del vertice. “Quindi dobbiamo lavorare ancora più strettamente con i partner che la pensano come noi in tutto il mondo. Mi aspetto che i ministri compiranno un primo passo appoggiando un documento politico sul nostro approccio”, ha aggiunto Stoltenberg.

La minaccia russa

Un’altra questione importante da discutere sarà il rapporto con la Russia. Per questo capitolo ai ministri degli Esteri della Nato si aggiungeranno quelli di Finlandia e Svezia e l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell. “a relazione tra Nato e Russia è stata difficile ed è il risultato del comportamento di Mosca”, ha dichiarato Stoltenberg alla stampa, citando le “azioni aggressive” di Mosca sia nei confronti degli Alleati Nato che di altri Paesi. Per il segretario generale della Nato “Vladimir Putin è il responsabile ultimo di tutte le azioni intraprese dallo Stato russo”. In proposito Stoltenberg ha citato “l’uccisione mirata di oppositori” e le segnalazioni di presunte taglie sui soldati dell’Allenza atlantica impegnati in alcuni teatri operativi.

Nord Stream 2

Al centro del confronto tra Blinken e gli alleati, in particolare il ministro tedesco Maas, potrebbe esserci anche il gasdotto Nord Stream 2. “Il presidente Biden è stato molto chiaro nel dire che crede che il gasdotto è una cattiva idea. Cattiva per l’Europa e per gli Stati Uniti”, ha ribadito il segretario di Stato Usa nel corso di una punto stampa con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, precisando che il progetto è “in contraddizione con gli obiettivi di sicurezza energetica dell’Ue” e potrebbe “minare” gli interessi di Ucraina, Polonia “e di altri alleati”.