Nagorno-Karabakh, Macron e Putin chiedono il cessate il fuoco completo

Il presidente russo Vladimir Putin (al centro) insieme al ministro della Difesa Sergei Shoigu (a destra) e al Capo di Stato Maggiore delle forze armate Valery Gerasimov (a sinistra). [EPA-EFE/MICHAIL KLIMENTYEV / SPUTNIK / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT]

Il presidente russo Vladimir Putin e il leader francese Emmanuel Macron hanno chiesto la cessazione “completa” dei combattimenti nel Nagorno-Karabakh e si sono detti pronti a intensificare gli sforzi diplomatici per aiutare a risolvere il conflitto.

“Vladimir Putin ed Emmanuel Macron hanno chiesto alle parti in guerra di cessare il fuoco completamente e al più presto possibile, di allentare le tensioni e di dar prova della massima moderazione”, ha detto mercoledì (30 settembre) il Cremlino.

In una conversazione telefonica avvenuta su iniziativa di Macron, i due leader hanno discusso “parametri concreti di cooperazione ulteriore, in primo luogo nel quadro del Gruppo di Minsk dell’Osce”, ha fatto sapere il Cremlino in una dichiarazione.

I due leader hanno espresso la “disponibilità” a preparare una dichiarazione a nome dei copresidenti del Gruppo di Minsk – Russia, Francia e Stati Uniti – che chieda la fine “immediata” dei combattimenti e l’inizio dei colloqui, ha aggiunto il Cremlino.

Putin ha anche detto a Macron che ogni tentativo di intromettersi negli affari di un Paese terzo è “inaccettabile”, riferendosi in particolare alla situazione in Bielorussia, riferisce ancora il Cremlino.

Putin ha rilevato la “posizione di principio” della Russia, secondo cui “ogni tentativo di interferire negli affari interni di uno Stato sovrano e le pressioni esterne sulle autorità legittime sono inaccettabili”, riporta il Cremlino.

La telefonata tra i due leader è arrivata dopo che Macron ha incontrato la figura dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya a Vilnius martedì 29 settembre. La dichiarazione del Cremlino non ha fatto alcun riferimento all’incontro.

La Bielorussia sta affrontando settimane di proteste dopo un’elezione in cui Alexander Lukashenko è stato dichiarato vincitore con grande margine. L’opposizione sostiene però che i risultati siano stati truccati.

La Francia con Macron ha perseguito una politica di dialogo con la Russia, una posizione che a volte l’ha messa in contrasto con gli alleati europei.

Ma recentemente ha iniziato ad avvicinarsi alla retorica più dura di Berlino, con il ministero degli Esteri francese che ha descritto l’avvelenamento del leader dell’opposizione russa Alexei Navalny come un “atto criminale”.

La settimana scorsa, il quotidiano francese Le Monde ha riferito che in una telefonata in cui Macron ha chiesto a Putin di far luce sull’incidente, il leader russo ha suggerito che Navalny potrebbe aver preso il veleno da solo “per un motivo non specificato”.

Conflitto Armenia-Azerbaigian, l’Ue chiede di tornare subito alle negoziazioni

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha chiesto domenica (27 agosto) di cessare gli scontri tra separatisti armeni e azeri per la regione del Nagorno-Karabakh e un “ritorno immediato ai negoziati”.

“L’azione militare deve cessare, con urgenza, per evitare un’ulteriore …

Critiche alla Turchia

Mercoledì 30 settembre il presidente Emmanuel Macron ha anche criticato la retorica “aggressiva” della Turchia, che avrebbe incoraggiato l’Azerbaigian a conquistare il Nagorno-Karabakh con la forza delle armi.

“Le dichiarazioni politiche della Turchia [in favore dell’Azerbaigian] sono sconsiderate e pericolose”, ha detto Macron durante la sua visita nei paesi baltici. “La Francia è molto preoccupata per questa retorica aggressiva, che essenzialmente rimuove ogni inibizione azera alla riconquista delm Nagorno-Karabakh. Non lo possiamo accettare”, ha aggiunto il presidente francese.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan aveva infatti dichiarato lunedì 28 che l’Azerbaigian avrebbe dovuto “prendere in mano la situazione” e che la Turchia “sarebbe sempre rimasta dalla parte azera con tutte le sue risorse e tutto il cuore”.

Riguardo le dichiarazioni armene secondo cui un jet turco avrebbe partecipato agli scontri e abbattuto un aereo militare di Yerevan, Macron ha detto di non avere prove concrete del coinvolgimento di paesi terzi nello scontro.

Anche la Russia aveva provato a calmare le acque nello scontro tra Armenia e Azerbaigian, con il suo ministro degli Esteri Sergey Lavrov che aveva contattato telefonicamente gli omologhi degli entrambi paesi, chiedendo un cessate il fuoco e il termine della retorica “provocatoria e guerrafondaia”.

Lavrov ha confermato l’impegno della Russia, sia indipendente che insieme agli altri rappresentanti del Gruppo di Minsk dell’Osce, per mediare il conflitto.