Nagorno-Karabakh, il cessate il fuoco americano dura solo un’ora

Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo (a destra) all'incontro con il ministro degli Esteri azero Jeyhun Bayramov (a sinistra). Pompeo ha incontrato in separata sede anche il ministro armeno Zohrab Mnatsakanyan. [EPA-EFE/Freddie Everett / US DEPARTMENT OF STATE HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES]

Armenia e Azerbaigian hanno accettato di rispettare un nuovo “cessate il fuoco umanitario” nel conflitto del Nagorno-Karabakh, con effetto da lunedì 26 ottobre, ha annunciato il Dipartimento di Stato americano. Tuttavia, dopo meno di un’ora sono già ripartite le accuse reciproche di aver violato l’accordo.

Il vice segretario di Stato Stephen Biegun ha incontrato sabato i ministri degli Esteri dei due Paesi e i copresidenti del Gruppo di Minsk, ha detto il dipartimento in una dichiarazione congiunta domenica.

Washington, insieme a Francia e Russia, fa parte del Gruppo di Minsk, che è stato formato dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) per essere il principale mediatore nel conflitto.

La dichiarazione diceva che il cessate il fuoco sarebbe entrato in vigore alle 8:00 del mattino, ora locale, di lunedì, dopo che un precedente cessate il fuoco aveva portato un breve sabato di tregua, prima che ciascuna parte accusasse l’altra di averlo violato.

Tuttavia, dopo appena un’ora dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, sono ripartite le accuse reciproche tra Yerevan e Baku. Entrambe le parti hanno infatti accusato l’altra di aver violato i termini dell’accordo: il ministero degli Esteri azero ha accusato l’Armenia di aver bombardato la città di Terter e i villaggi circostanti. A sua volta, il ministero della Difesa armeno ha denunciato il fuoco dell’artiglieria nemica su varie sue postazioni.

Preoccupato dalla caduta di granate nel proprio territorio in seguito al conflitto armato, domenica 25 ottobre l’Iran ha schierato l’esercito lungo il proprio confine con Armenia e Azerbaigian, nel sud dei due Paesi caucasici. Teheran ha dichiarato che le truppe posizionate alla frontiera hanno lo scopo di “proteggere gli interessi nazionali e mantenere la pace e la sicurezza”.

L’ultimo scoppio del conflitto nel Nagorno-Karabakh, riconosciuto a livello internazionale come parte dell’Azerbaigian ma controllato dai separatisti armeni, è iniziato il 27 settembre.

Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver preso di mira la popolazione civile dall’inizio delle ostilità nella regione montuosa. Ogni tregua sancita finora non ha funzionato.

L’ultimo accordo è arrivato dopo un “intenso negoziato” tra il ministro degli Esteri armeno Zohrab Mnatsakanyan e il ministro degli Esteri azero Jeyhun Bayramov, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha twittato.

Pompeo si era incontrato separatamente venerdì con Mnatsakanyan e Bayramov, esortandoli a “porre fine alle violenze e a proteggere i civili”.

Il Dipartimento di Stato ha detto che i copresidenti di Minsk e i ministri degli Esteri “hanno accettato di incontrarsi di nuovo a Ginevra il 29 ottobre” per cercare “tutti i passi necessari per raggiungere una soluzione pacifica del conflitto del Nagorno-Karabakh”.