Moldavia, migliaia di manifestanti chiedono le dimissioni immediate del governo uscente

Cortei di protesta nella capitale della Moldavia, Chisinau. 6 Dicembre 2020. [EPA-EFE/DUMITRU DORU]

Migliaia di manifestanti si sono radunati nella capitale moldava domenica 6 dicembre per chiedere le dimissioni del governo e il regolare svolgimento delle elezioni parlamentari.

Il mese scorso la Moldavia ha eletto alla presidenza Maia Sandu, candidata filoeuropea, che si è guadagnata una vittoria a sorpresa contro il rivale filorusso in carica, Igor Dodon.

Tuttavia, questa settimana l’organo legislativo moldavo ha approvato una legge che trasferisce il controllo dell’agenzia di intelligence del Paese dal presidente al parlamento, e Maia Sandu ha chiesto ai suoi sostenitori di mobilitarsi contro questa decisione.

Secondo la presidente eletta e i suoi sostenitori, l’obiettivo della legge è quello di minare la presidenza prima che Maia Sandu entri in carica e di rafforzare il parlamento, dove i sostenitori di Dodon sono più numerosi rispetto all’opposizione. Più di 5.000 persone sono scese in piazza giovedì contro la decisione.

Domenica, secondo gli organizzatori, più di 50.000 manifestanti si sono riuniti davanti alla sede del parlamento. I giornalisti dell’Afp presenti hanno dichiarato di aver visto almeno 20.000 manifestanti. L’opposizione sostiene che molti manifestanti non siano riusciti ad unirsi alla protesta, accusando la polizia di aver bloccato l’ingresso a Chisinau a chi veniva da fuori, compresi gli agricoltori arrivati in città con i trattori.

Durante la protesta, i manifestanti hanno cantato “Abbasso Dodon!” e “Non ci arrenderemo!”. Centinaia di poliziotti hanno isolato l’edificio del parlamento, ma non hanno interferito con la manifestazione.

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I manifestanti hanno anche chiesto l’insediamento di Maia Sandu il 10 dicembre, giorno in cui la Corte costituzionale dovrebbe ufficializzare la sua vittoria. L’insediamento è attualmente previsto per due settimane dopo. “Non possiamo aspettare l’insediamento del presidente il 24 dicembre”, ha detto il rappresentante dell’opposizione e vicepresidente del parlamento Alexandru Slusari. “Igor Dodon saccheggerà l’intero Paese in queste due o tre settimane”.

Parlando al comizio di domenica, Maia Sandu ha ribadito la sua richiesta di dimissioni del governo e di elezioni parlamentari anticipate. “Igor Dodon non vuole ammettere la sconfitta”, ha detto alla folla. “Vuole dare fuoco al Paese, provocare il caos, portare la Moldavia all’isolamento internazionale!”.

Alle ultime elezioni parlamentari del 2019, il partito di Dodon si è assicurato un terzo dei seggi. Durante i suoi quattro anni al potere, ha ricevuto un forte sostegno da Mosca e ha cercato di intensificare i propri rapporti con la Russia.

Nel corso della sua campagna elettorale, Maia Sandu ha promesso di combattere la corruzione nell’ex Paese sovietico di 3.5 milioni di persone, uno dei più poveri d’Europa.

Incuneata tra l’Ucraina e la Romania, Paese membro della Nato, con il quale condivide una lingua comune, la Moldavia è stata a lungo divisa tra la volontà di rafforzare le relazioni con l’Unione europea e quella di mantenere i tradizionali legami con Mosca.