Minacce turche alla Grecia: il silenzio tedesco non va giù ad Atene (che intanto estende le acque territoriali). Cavusoglu a Bruxelles

I ministri degli Esteri tedesco e turco, Maas (sx) e Cavusoglu, ad Ankara nel gennaio 2021. [EPA-EFE/CEM OZDEL/UFF. STAMPA MIN. ESTERI TURCO]

Secondo la deputata greca Bakoyanni, il ministro degli Esteri turco avrebbe minacciato il paese ellenico in una conferenza stampa dove era presente l’omologo tedesco che non ha ribattuto. il 21 e 22 gennaio Cavusoglu a Bruxelles. 

“Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas deve spiegare perché è rimasto in silenzio dopo che il suo omologo turco Mevlut Cavusoglu ha minacciato la Grecia” in una conferenza stampa congiunta lunedì 18 gennaio.

Ad affermarlo è Dora Bakoyanni, ex ministro degli Esteri e deputata del partito di governo Nuova democrazia (Ppe), alla quale non è andata giù la mancata risposta del rappresentante della Germania. L’’incidente” è avvenuto mentre Maas si trovava ad Ankara per discutere della crescente crisi nel Mediterraneo orientale e in particolare sulle tese relazioni tra Grecia e Turchia.

Le parole incriminate, espresse dal ministro turco, sarebbero le seguenti: “Se la Grecia insiste a non cooperare, allora la responsabilità di qualsiasi tensione tra i due Paesi sarà sulle spalle di Atene”.

Oltre alle poco concilianti affermazioni turche, è stata la mancata reazione di Maas a scatenare le recriminazioni di Bakoyanni, voce autorevole greca sulle questioni diplomatiche, che, conoscendo il tedesco, ha ipotizzato che il ministro non abbia colto il messaggio dato che “il turco è una lingua difficile” e “la traduzione in tedesco può avere a volte delle lacune” e quindi la frase non sarebbe stata riportata. In ogni caso, Bakoyanni ha ribadito che non è accettabile che “ un partner” dell’Europa minacci uno Stato membro.

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La Grecia sta pianificando l’acquisto di armamenti e il potenziamento del settore della difesa e dell’esercito, secondo quanto riferito da un portavoce governativo lunedì 7 settembre. Si tratta di una risposta alle crescenti tensioni con la Turchia sulle dispute territoriali …

Ad Atene non è andato giù neanche il Consiglio europeo del dicembre scorso, quando, grazie all’intervento di Angela Merkel e Boyko Borissov, sono state risparmiate sanzioni più dure alla Turchia, in risposta alle trivellazioni nel Mediterraneo orientale.

La posizione dell’esponente del centrodestra greco non è condivisa da un altro ex ministro degli Esteri, Nikos Kotzias, membro del governo Tsipras. Ad Euractiv.com, il politico vicino alle posizioni di Syriza, ha detto di considerare un errore quello di “tirare per la giacchetta” la Germania, in quanto la Grecia dovrebbe cercare di “capire e risolvere il problema con la Turchia”. Invece, ha proseguito, nel tentativo di “influenzare Berlino” o di “convincerla a non essere pro-turca”, rischia di fare andare “altrove” il negoziato.

Nel 2020 le tensioni Atene-Ankara si sono acuite e la Germania ha tentato di mediare tra le due eterne rivali. Il prossimo 25 gennaio Grecia e Turchia riprenderanno i ‘colloqui esplorativi’ per verificare la possibilità di avviare un dialogo ufficiale tra i due Paesi.

Ma l’ordine del giorno dell’appuntamento è già motivo di incomprensioni: Atene insiste sul fatto che dovrebbero essere discussi solo i problemi relativi alle zone marittime, mentre Ankara vorrebbe trattare tutte le questioni, compresa la smilitarizzazione delle isole, vista dalla Grecia come un tentativo di mettere in discussione la sua sovranità.

La mancanza di serenità in vista dei nuovi colloqui è dovuta inoltre al fatto che, la scorsa settimana, la guardia costiera turca ha infastidito un peschereccio greco nei pressi dell’isola di Imia [video]. In più, Ankara ha annunciato che terrà nuove esercitazioni militari nel Mar Egeo, alcune delle quali dovrebbero durare fino alla fine dell’anno.

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“L’Europa ora capisce che Erdoğan sta usando …

Nella giornata di mercoledì il Parlamento greco voterà l’estensione delle acque territoriali della Grecia nel Mar Ionio da 6 a 12 miglia, a seguito di alcuni accordi firmati con l’Italia (una stipula simile è avvenuta anche con l’Egitto).

L’Albania, che si affacciano anch’essa sulle coste ioniche, non ha posto alcun veto alla decisione di Atene, che però rischia di inasprire le tensioni con Ankara che, oltre a temere azioni simili nell’Egeo, vede l’estensione come un potenziale disturbo verso i crescenti traffici diretti nei Balcani occidentali.

A metà anni ’90 il Parlamento turco dichiarò che qualsiasi estensione delle acque territoriali dalla Grecia verso la Turchia nell’Egeo sarebbe stato considerato, di fatto, un atto di guerra.

Nelle tensioni degli ultimi giorni si è inserita pure Cipro che, già alle prese con la disinvoltura turca sulla ‘linea verde’ Onu che separa Nicosia dall’autoproclamata Repubblica di Cipro del nord, si è vista negare da Ankara la possibilità di poter partecipare alla conferenza delle Nazioni Unite sul disarmo a Ginevra (l’Iran lo ha negato all’Arabia saudita). Decisione che ha suscitato le critiche degli altri membri tra cui Ue, Usa, Uk ed India.

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Giovedì il ministro degli Esteri turco sarà Bruxelles e l’Unione europea spingerà la Turchia a dare seguito alle recenti aperture del presidente Recep Tayyip Erdoğan per stemperare le tensioni.

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I colloqui nel passato weekend tra la Von der Leyen ed Erdogan fanno pensare ad un nuovo corso nelle relazioni dopo gli attriti del 2020, ma sono molti i conti in sospeso con Ankara. Le critiche turche ai negoziati Ue …

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Le tensioni tra Bruxelles e Ankara sono cresciute nel 2020, dopo le continue esplorazioni energetiche della Turchia in acque contese, facendo infuriare l’Ue e i suoi stati membri, Grecia e Cipro per primi. Poi, però, ha ritirato la nave per le trivellazioni, la Oruç Reis.

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