Mike Pompeo in visita in Italia, ma non viene ricevuto dal Papa

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo all'incontro con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, 1° ottobre 2020. [EPA-EFE/VATICAN MEDIA HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES]

Mike Pompeo, Segretario di Stato cioè ministro degli Esteri americano, ha in corso un tour europeo che lo sta portando a numerosi incontri in varie capitali europee. Un tour che ha sia finalità tipiche della politica estera, ma ha anche un significato rispetto alle elezioni americane. Il tour di Pompeo vuole infatti anche mostrare in qualche misura agli americani il sostegno degli alleati all’Amministrazione Trump, nonostante il Presidente abbia fortemente indebolito l’alleanza transatlantica. In questo contesto la visita a Roma sarà ricordata a lungo. Non solo per quanto ha fatto o detto, ma per quanto non ha potuto fare o dire.

Da tempo gli USA insistono affinché il Vaticano non rinnovi l’accordo con la Cina sulla nomina dei vescovi volto a tutelare i cattolici in Cina. Dire al Papa cosa deve fare è difficilmente una buona idea, e ha pochi precedenti nella storia. A peggiorare le cose, l’ambasciata americana presso la Santa Sede ha promosso un convegno sulla libertà religiosa in cui Pompeo ha ancora una volta attaccato l’accordo tra Vaticano e Cina. La risposta del Papa è stata il semplice rifiuto di incontrarlo, lasciando che Pompeo fosse ricevuto dal suo omologo, il Cardinale Parolin. E il portavoce vaticano ha spiegato esplicitamente le ragioni per cui il Papa non ha ricevuto Pompeo. Se Trump sperava che una foto tra Pompeo e il Papa potesse aiutarlo a conquistare il voto dei cattolici americani, la risposta di Papa Francesco non poteva essere più dura e netta.

Pompeo ha invece potuto incontrare il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte e poi il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, con cui ha discusso delle relazioni bilaterali, della risposta alla pandemia e di tutte le principali crisi internazionali, dalla Bielorussa al Nagorno-Karabakh, dal Mediterraneo orientale alla Libia, oltre che al tema dei rapporti con Russia, incluso il caso Navalny, e con la Cina. Di Maio ha ringraziato gli Usa per il sostegno durante la pandemia e ribadito l’ancoraggio dell’Italia verso l’Ue, gli Usa e l’alleanza atlantica. Un’affermazione importante venendo da un esponente del M5S, che in passato ha avuto posizioni ambigue sul tema e che aveva sostenuto l’adesione dell’Italia all’iniziativa cinese della nuova Via della seta. Il governo italiano ha anche rassicurato sull’attenzione dell’Italia alla questione della sicurezza delle reti 5G, su cui Pompeo si è soffermato anche nella conferenza stampa congiunta con Di Maio.

Resta il fatto che in assenza di una vera politica estera, di sicurezza e di difesa europea gli Usa avranno sempre buon gioco nelle relazioni bilaterali con i singoli Paesi ad esercitare la propria influenza.