L’Ue sarà all’insediamento del nuovo presidente iraniano, Israele protesta: “Sconcertante”

Il presidente eletto dell'Iran Ebrahim Raisi durante la sua prima conferenza stampa dopo aver vinto le elezioni presidenziali, a Teheran, Iran, 21 giugno 2021. [EPA-EFE/ABEDIN TAHERKENAREH]

Il ministero degli Esteri israeliano ha protestato pubblicamente contro la decisione dell’Unione europea di inviare il diplomatico Enrique Mora all’insediamento del nuovo presidente iraniano Ebrahim Raisi.

La decisione dell’Unione europea di far partecipare un proprio rappresentante all’insediamento del nuovo presidente iraniano Ebrahim Raisi ha scatenato la rabbia di Israele, con il primo ministro israeliano Naftali Bennett che martedì 3 agosto ha accusato Bruxelles che “non si può parlare di diritti umani e allo stesso tempo rendere omaggio a un assassino, a un boia che ha assassinato centinaia di oppositori del regime”. Già nella giornata di lunedì 2 agosto, il ministero degli Esteri ha parlato di una decisione “sconcertante”, che “mostra scarso giudizio”.

La decisione dell’Ue si inserisce nel quadro dei negoziati sull’accordo per il nucleare, non a caso Enrique Mora è il negoziatore capo di Bruxelles. I colloqui sono in stallo, fermi da due mesi e senza che vi sia un accordo su quando riprenderli. Una portavoce dell’Ue conferma che proprio questo è lo scopo del viaggio. L’idea di Borrell sarebbe cioè quella di impegnarsi diplomaticamente con la nuova amministrazione con un gesto simbolico.

“La partecipazione del rappresentante dell’Ue alla cerimonia arriva solo pochi giorni dopo che l’Iran ha ucciso due civili, uno dei quali cittadino di uno stato membro dell’Ue, in un atto di terrorismo di stato contro la navigazione civile”, hanno detto dal Governo di Israele.

Israele, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno incolpato l’Iran per un attacco a una petroliera al largo dell’Oman la scorsa settimana. Nell’attacco sono rimasti uccisi una guardia di sicurezza britannica e un membro dell’equipaggio rumeno. La nave era gestita da Zodiac Maritime, che è di proprietà di un miliardario israeliano.

L’ultraconservatore Raisi, 60 anni, ha ricevuto l’incarico dal leader supremo Ayatollah Ali Khamenei nella giornata di martedì 3 agosto. Giurerà davanti al Parlamento due giorni dopo. Raisi, dopo la vittoria alle presidenziali, ha fatto sapere che il suo governo seguirà i negoziati nucleari con le potenze mondiali, ma specificando che gli Stati Uniti devono togliere le sanzioni e tornare all’accordo Jcpoa.