L’Ue sanziona sei persone per violazione dei diritti umani in Nicaragua

Uomini in coda davanti a un negozio di prodotti sanitari in Nicaragua. [EPA-EFE/Jorge Torres]

Bruxelles – Lunedì l’Unione Europea (UE) ha annunciato una serie di sanzioni come le restrizioni ai viaggi e il congelamento dei beni contro sei cittadini nicaraguensi ai quali attribuisce la violazione dei diritti umani nel Paese centroamericano.

“Negli ultimi due mesi, in Nicaragua non sono stati compiuti progressi concreti in materia di democrazia e diritti umani”, ha dichiarato Josep Borrell, vicepresidente della Commissione europea e alto rappresentante dell’UE per la politica estera.

Borrell ha affermato che “è proseguita la repressione da parte delle forze di sicurezza e dei gruppi armati filo-governativi contro gli oppositori politici, i manifestanti, i giornalisti, gli organizzazioni della società civile e i membri della Chiesa cattolica”.

In risposta, il Consiglio dell’UE ha deciso lunedì di includere “sei persone”, che le autorità europee non hanno rese pubbliche ma che sono state comunicate agli interessati, nella lista delle sanzioni, il che implica delle restrizioni relative al transito nell’area europea e il congelamento dei beni.

“Le misure sono dirette contro le persone responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Nicaragua e non danneggiano la popolazione nicaraguense”, ha affermato Borrell.
La decisione risponde alla volontà dell’UE di utilizzare “tutti i suoi strumenti per sostenere una soluzione politica e negoziata all’attuale crisi in Nicaragua” e Bruxelles ha esortato Managua a rispettare gli accordi raggiunti con l’opposizione nel marzo 2019.

L’UE ha identificato nello specifico tre aree in cui chiede progressi al Nicaragua, la prima delle quali prevede il rafforzamento dei diritti e delle garanzie civili e politiche, compreso il ripristino dello status giuridico e delle libertà politiche alle organizzazioni messe fuorilegge, nonché il rimpatrio sicuro e volontario degli esiliati e il rilascio dei prigionieri politici. “Ciò significa anche che le accuse contro i prigionieri politici cadono, che le molestie e le intimidazioni nei loro confronti e nelle loro famiglie finiscono e che la loro sicurezza e integrità fisica sono garantite”, afferma la dichiarazione. L’UE chiede inoltre la “piena cooperazione” e il ritorno in Nicaragua di organizzazioni quali “l’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani ” delle Nazioni Unite e la Commissione interamericana per i diritti umani.


Allo stesso modo, l’UE chiede al Nicaragua di giungere a un accordo con tutti gli attori politici al fine di tenere “elezioni libere e trasparenti” e raccomanda, tra l’altro, di nominare i nuovi membri del Consiglio elettorale supremo e di accreditare gli osservatori internazionali. Bruxelles ha aggiunto che la pandemia di coronavirus rafforza la necessità di cooperazione internazionale e ha sottolineato che l’UE è pronta “per aiutare il Nicaragua in questi tempi difficili”.