L’Ue chiede il rilascio di Navalny e approva nuove sanzioni per il colpo di stato in Myanmar

Alexei Navalny [EPA-EFE/YEVGENY FELDMAN]

I ministri degli Esteri Ue, riuniti in Consiglio lunedì 19 aprile, hanno discusso anche della situazione al confine con l’Ucraina e hanno deciso di sanzionare 10 persone e due società a controllo militare per il colpo di Stato in Myanmar del febbraio scorso.

“Le condizioni di Navalny sono critiche. Abbiamo saputo che è stato trasferito nell’ospedale della prigione. Chiediamo che abbia accesso immediato ai suoi medici di fiducia. Riteniamo la Russia responsabile per la salute di Navalny”, ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, al termine della videoconferenza dei ministri degli Esteri dei 27 Paesi.

L’Ue chiede il “rilascio immediato e incondizionato” del principale oppositore di Vladimir Putin.Navalny sarà trasferito nel reparto ospedaliero della colonia penale IK-3 del Servizio Penitenziario Federale russo (FSIN) nella regione di Vladimir, specializzato nell’osservazione medica dei detenuti. Lo fa sapere il servizio stampa del FSIN. Secondo il servizio penitenziario le condizioni di Navalny sono “soddisfacenti”.

Lo staff dell’oppositore ha replicato immediatamente. “Il trasferimento alla colonia penale IK-3 è un trasferimento alla stessa colonia di tortura, solo con un grande ospedale, dove vengono trasferiti i malati gravi – ha scritto su Twitter Ivan Zhdanov, direttore del Fondo Anti-Corruzione -. E questo va inteso come il fatto che le condizioni di Navalny sono peggiorate così tanto che persino la colonia della tortura lo ammette. È abbastanza chiaro che ora ci viene data una sorta di ‘buona notizia’ sulle condizioni di Alexey prima della protesta. Non fatevi ingannare: possiamo ottenere le vere informazioni solo dagli avvocati”.

A preoccupare l’Ue è anche la crescente tensione al confine con l’Ucraina. “La situazione con le truppe russe ammassate alle frontiere è molto pericolosa e chiediamo a Mosca di ritirarsi. La Russia sta continuando a trasferirvi qualsiasi tipo di materiale militare, compresi gli ospedali da campo, e vi ha concentrato oltre 150mila truppe, il più alto dispiegamento dell’esercito russo alle frontiere ucraine di sempre. Il rischio di un’ulteriore escalation è evidente”, ha detto Borrell.

Pur ribandendo il forte sostegno a Kiev, al momento i ministri degli Esteri Ue non intendono infliggere nuove sanzioni a Mosca.  “Ma le cose possono anche cambiare”, ha avvertito l’alto rappresentante.

Le sanzioni contro il Myanmar

Nuove sanzioni sono invece previste per i responsabili del colpo di Stato in Myanmar del febbraio scorso. Il Consiglio Affari esteri ha deciso di sanzionare 10 persone e due società a controllo militare, Myanmar Economic Holdings Public Company Limited (Mehl) e Myanmar Economic Corporation Limited (Mec).

“Le persone colpite dalle sanzioni sono tutte responsabili di minare la democrazia e lo stato di diritto in Myanmar, nonché di decisioni repressive e gravi violazioni dei diritti umani”, spiegano i ministri in una nota. Le due entità sanzionate sono grandi conglomerati che operano in molti settori dell’economia del Myanmar e sono posseduti e controllati dalle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e gli forniscono entrate.

Le sanzioni adottate mirano a colpire gli interessi economici del regime militare del Myanmar, responsabile del rovesciamento del governo democraticamente eletto. Le sanzioni sono predisposte in modo tale da evitare danni indebiti al popolo, assicura Bruxelles.

Le misure restrittive, che ora si applicano a un totale di 35 individui e due aziende, includono un divieto di viaggio e un congelamento dei beni. Inoltre, ai cittadini e alle aziende dell’Ue è vietato mettere fondi a disposizione degli individui e delle entità elencate.

Anche le misure restrittive preesistenti dell’Ue rimangono in vigore. Queste includono un embargo sulle armi e le attrezzature che possono essere utilizzate per la repressione interna, restrizioni all’esportazione di attrezzature per il monitoraggio delle comunicazioni che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, e un divieto di addestramento militare e di cooperazione militare con il Tatmadaw, l’esercito birmano.

Le nuove misure restrittive si aggiungono al blocco dell’assistenza finanziaria e al congelamento di tutta l’assistenza agli organismi governativi che hanno contribuito a legittimare la giunta militare.