Lituania-Russia: tensione dopo il blocco del traffico merci verso Kaliningrad. L’UE: Vilnius sta solo applicando le sanzioni

Con le restrizioni sulla linea ferroviaria, Kaliningrad deve ora intensificare il trasporto marittimo. [Shutterstock/travelarium.ph]

La Lituania ha parzialmente chiuso il transito ferroviario alle merci russe da e verso l’exclave di Kaliningrad: una decisione che ha scatenato la reazione di Mosca, che ha promesso di reagire e ha acceso i timori per il cosiddetto ‘corridoio di Suwalki’.

Lunedì 20 giugno il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che la decisione lituana è “senza precedenti” e “in violazione di tutto”, aggiungendo che il divieto di transito per le merci sanzionate “richiede un’analisi approfondita prima che la Russia agisca, [che] sarà fatta entro pochi giorni”.

La notizia del blocco è stata annunciata per la prima volta venerdì sera (17 giugno), quando il governatore di Kaliningrad ha affermato che la regione avrebbe perso dal 40 al 50 per cento delle merci in transito.

“Riteniamo che questa sia una violazione molto grave […] del diritto al libero transito da e verso la regione di Kaliningrad”, aveva scritto Anton Alikhanov in un post su Telegram. Tuttavia, il governo lituano era rimasto in gran parte in silenzio fino a quando la notizia non è stata diffusa da parte russa.

L’exclave, in cui sono presenti una grande base della Marina russa e piattaforme di lancio per i sistemi missilistici russi Iskander, è geograficamente inserita tra Polonia e Lituania e non ha collegamenti terrestri con la Russia.

Fonte: LRT.lt

In vista del Consiglio Affari Esteri che si è svolto a Bruxelles lunedì, il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, ha affermato che il paese sta solo adottando le sanzioni dell’UE.

“Prima di tutto, non è la Lituania a fare nulla, sono le sanzioni europee che hanno iniziato a funzionare dal 17 giugno. L’industria che sta imponendo le sanzioni, le ferrovie [lituane], hanno informato i loro clienti che […] le merci sanzionate [ …] non saranno più autorizzato a transitare in Lituania”, ha detto, aggiungendo che si tratta di un provvedimento preso “in consultazione con la Commissione europea e secondo le [loro] linee guida”.

Parole confermate dall’Alto rappresentante UE per la politica estera, Josep Borrell: “In conformità con le sanzioni dell’UE, ci sono restrizioni alle importazioni e alle esportazioni che si applicano in relazione a determinati beni”, ha spiegato: “L’accusa contro la Lituania di applicare le sanzioni lituane è falsa, pura propaganda. La Lituania non fa altro che attuare le linee guida fornite dalla Commissione europea”.

Borrell ha affermato che l’UE comunque “ricontrollerà” le linee guida dell’UE per verificare che siano “completamente allineate” con qualsiasi tipo di regola, e ha negato fermamente che sia stato imposto un “blocco” tra Kaliningrad e altre parti della Russia, spiegando che il transito di passeggeri e merci non sanzionate continua, e che Kaliningrad continua a ricevere le merci russe via mare.

La Russia, da parte sua, ha minacciato di vendicarsi contro le restrizioni “apertamente ostili” della Lituania dopo che Vilnius aveva interrotto il trasporto ferroviario di merci russe nell’ambito delle sanzioni dell’UE all’enclave russa di Kaliningrad, incuneata tra Lituania e Polonia, lunedì mattina.

Il ministero degli Esteri russo ha chiesto in una nota a Vilnius di invertire immediatamente quella che aveva definito una mossa “apertamente ostile”, affermando che Mosca “si riserva il diritto di intraprendere azioni per proteggere i suoi interessi nazionali” se il transito delle merci da Kaliningrad al resto del paese attraverso la Lituania non verrà ripristinato completamente presto.

L’attuale regolazione del transito ferroviario verso l’exclave attraverso il territorio lituano è entrato in vigore il 1° luglio 2003 ed è il risultato di un accordo tra Bruxelles e Mosca. Il Cremlino lo accettò nonostante in precedenza avesse tentato di fare pressione sulla Lituania affinché accettasse un corridoio militare o una presenza continua di truppe russe sul suo territorio, il che avrebbe sostanzialmente fermato le aspirazioni NATO del paese.

Ora, i funzionari di Vilnius affermano che il paese non può decidere unilateralmente restrizioni sui trasporti proprio perché l’accordo è stato siglato dall’UE. Ogni mese circa un centinaio di treni entrano in Lituania dalla Bielorussia e proseguono via Vilnius fino a Kaliningrad.

In un commento inviato a LRT.lt, le ferrovie statali lituane hanno affermato di stare nottando le sanzioni dell’UE: “Il transito via terra tra la regione di Kaliningrad e altre parti della Federazione Russa non è sospeso o bloccato”, si legge. “Continua ad essere assicurato il transito di passeggeri e merci, il cui trasporto non è limitato da sanzioni”.

Lunedì, il dipartimento doganale lituano ha anche affermato che il paese “non ha imposto alcuna restrizione unilaterale, individuale o aggiuntiva”.

L’attuale divieto sancito dall’UE sull’acciaio e altri prodotti in metallo dovrebbe estendersi per includere cemento e alcol il 10 luglio, carbone e altri combustibili solidi il 10 agosto e petrolio il 5 dicembre.

Paura per il ‘corridoio di Suwalki’

I timori sulle possibili reazioni russe si concentrano sul cosiddetto ‘corridoio di Suwalki’. Il piccolo tratto di terra, largo circa 70 chilometri, separa Kaliningrad e la Bielorussia ed è stato anche soprannominato ‘il tallone d’Achille della NATO’: un nome inventato dall’ex presidente dell’Estonia, Toomas Hendrik Ilves, per far capire all’Alleanza atlantica il problema.

“È un’enorme vulnerabilità perché un’invasione taglierebbe fuori la Lituania, la Lettonia e l’Estonia dal resto della NATO”, ha detto Ilves in un’intervista pubblicata lunedì.

Fonte: LRT.lt

Secondo l’agenzia Reuters, sui media statali russi ci sono già state richieste di aprire un corridoio terrestre tra la Bielorussia e Kaliningrad. Questo, tuttavia, significherebbe una guerra con la NATO.

Nel 2017 e nel 2021, delle esercitazioni congiunte bielorusse e russe hanno simulato tale conflitto, inclusa la messa in sicurezza di questo stesso corridoio.

Tuttavia, l’adesione di Finlandia e Svezia alla NATO potrebbe alterare in modo significativo lo status di del corridoio, ha affermato in una recente intervista il massimo comandante militare dell’Estonia.

Se la Russia “blocca il mio Suwalki, io [la NATO] blocco il tuo Golfo di Finlandia”, ha detto il tenente generale Martin Herem, che ha aggiunto: “Il corridoio di Suwalki non è solo un nostro problema. L’anno prossimo avremo le capacità per causare un dilemma strategico per la Russia. Potremmo chiudere la linea di comunicazione del Mar Baltico” tra l’exclave di Kaliningrad e San Pietroburgo, “e quindi del corridoio di Suwalki ne hanno più bisogno” i russi.