Libia, Draghi: “Il popolo si esprima con elezioni libere e credibili”

I partecipanti alla Conferenza internazionale sulla Libia. Da sinistra: il presidente del Consiglio presidenziale libico Mohamed al-Menfi; la cancelliera tedesca Angela Merkel; il presidente francese Emmanuel Macron; il primo ministro italiano Mario Draghi; il primo ministro libico Abdul Hamid Mohamed Dbeibeh. [EPA-EFE/YOAN VALAT / POOL]

A Parigi si è tenuta la Conferenza internazionale sulla Libia, co-presieduta da Italia, Francia, Germania e Onu. Il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ha chiesto l’impegno della comunità internazionale per garantire elezioni libere.

Intervenendo alla Conferenza, Draghi ha chiesto che la comunità internazionale e gli attori libici si impegnino per permettere una transizione istituzionale fluida attraverso le elezioni presidenziali previste in Libia il 24 dicembre 2021.

“Questa è la volontà chiara del popolo libico, come dimostra la registrazione di circa 3 milioni di elettori”, ha detto Draghi. “Dopo anni di conflitto, il popolo libico deve potersi esprimere in elezioni libere, credibili e trasparenti”.

“Per poter arrivare a queste elezioni, serve una legge elettorale urgente, con tutti che lavorino insieme, per poter rispettare la data del 24 dicembre”, ha detto Draghi. “Il secondo pilastro è la sicurezza: ciò che è positivo è che da un anno e mezzo non c’è più guerra”, ha proseguito.

Draghi ha confermato l’impegno della comunità internazionale per la pace e la stabilità di una Libia “pienamente sovrana, democratica e unita”. “Il Piano d’azione elaborato dalla Commissione militare congiunta è un importante passo avanti. Il ritiro di alcuni mercenari stranieri prima delle elezioni aiuterebbe a rafforzare la fiducia tra le parti”, ha aggiunto.

Il primo ministro italiano ha anche detto che “la normalizzazione della Libia passa per un sistema economico in grado di rispondere ai bisogni della popolazione e favorire gli investimenti esteri. Va garantita un’equa distribuzione in ogni parte del Paese e rafforzato il percorso di riunificazione delle istituzioni economiche e finanziarie”.

Draghi ha infine sottolineato che le migrazioni che partono dalla Libia, ma che spesso non originano dal Paese, rendono la situazione “insostenibile, e l’Unione europea deve fare qualcosa per risolvere la questione”, aggiungendo che sono necessari investimenti nella regione.

L’obiettivo dei partecipanti alla Conferenza è quello di permettere alla Libia di imboccare un percorso di stabilità politica, un passaggio obbligato per avviare una nuova fase nel Paese dopo il governo di unità nazionale presieduto dall’Onu.

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Sanzioni per chi interferisce nelle elezioni

Alla Conferenza internazionale sulla Libia, a cui hanno partecipato i leader di Francia, Germania, Italia, Libia, Egitto, insieme alla vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, è stato raggiunto un accordo per sanzionare qualsiasi entità che cerchi di interferire nel processo elettorale e nella transizione politica di Tripoli.

Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha dichiarato, in un videomessaggio rivolto alla Conferenza, che “chiunque interferisca o saboti deliberatamente la pace deve essere affrontare le conseguenze del suo gesto”.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu aveva già deciso di comminare sanzioni a diverse figure politiche libiche per il loro ruolo nel conflitto. Tuttavia, la Russia ha inviato alla Conferenza solo rappresentanti di basso livello, sollevando dubbi sul suo sostegno alle posizioni discusse.

Inizialmente, infatti, era prevista la partecipazione di Russia e Turchia, ma Ankara si è unita a Mosca nel mandare soltanto emissari di basso livello perché teme che la Francia voglia accelerare la partenza delle forze turche dalla Libia.