L’ex premier ucraino Groysman: otto anni di diplomazia franco-tedesca sono stati un completo fallimento

L'ex primo ministro ucraino Groysman in una foto del 2019 [Serghey Dolzhenko/EPA/EFE]

In un’intervista esclusiva ad EURACTIV, l’ex primo ministro ucraina Groysman sostiene che Parigi e Berlino devono riconoscere che otto anni di diplomazia con Mosca hanno solo portato all’escalation e infine alla guerra attuale.

Parigi e Berlino devono riconoscere che gli otto anni di trattative diplomatiche con Mosca hanno solo portato all’escalation e infine alla guerra attuale, è quanto affermato dall’ex primo ministro ucraino Volodymyr Groysman in un’intervista esclusiva rilasciata ad EURACTIV.

Groysman, in carica tra il 2016 e il 2019 (servendo per un breve periodo l’attuale presidente Volodymyr Zelenskyy), ha detto che le condizioni messe sul tavolo dai russi, negli ultimi quattro round di colloqui di pace, sarebbero la fine dell’Ucraina come stato sovrano.

Oggi (martedì 15 marzo) è in programma un nuovo round di colloqui tra Ucraina e Russia dopo che le video-discussioni di lunedì si sono concluse senza progressi. Sia Parigi che Berlino, nelle ultime settimane, hanno sostenuto la necessità di mantenere aperti i canali di comunicazione con Mosca.

Durante la chiamata di sabato con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz Putin non ha manifestato alcuna intenzione di porre fine al conflitto, secondo quanto riferito dall’Eliseo.

“Ho una domanda diretta a Macron e Scholz: quante volte siete stati in Russia o avete parlato con Mosca? Cosa avete ottenuto?”, ha chiesto Groysman. “Continuano solo a dire che chiedono una risoluzione pacifica e che sono profondamente preoccupati per le azioni della Russia – le dichiarazioni senza mordente non funzionano più”, ha aggiunto.

L’accordo di Minsk II, mediato da Francia e Germania per porre fine alla precedente guerra in Ucraina orientale, è stato visto da Kiev come un tradimento dei suoi interessi nazionali e non è mai stato pienamente attuato. Uno dei principali motivi è che la Russia ha sempre ribadito di non essere parte in conflitto, almeno dal punto di vista formale, e proprio per questo non si è mai sentita vincolata al rispetto dell’accordo.

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Alla domanda se Francia e Germania dovrebbero mediare nei futuri colloqui di pace dopo la fine della guerra, Groysman ha risposto che entrambi i paesi “devono smettere di prendere in giro se stessi e i loro cittadini” e “riconoscere che gli otto anni di diplomazia, che hanno cercato di portare avanti prima che questa guerra iniziasse, hanno solo portato a una nuova escalation e a una guerra su larga scala contro l’Ucraina”.

Le sanzioni Ue

Dopo ore di dibattito, i leader dell’Ue la scorsa settimana hanno deciso di non prendere alcun impegno concreto rispetto alla richiesta dell’Ucraina di poter aderire rapidamente all’Unione europea e hanno discusso su quale dovesse essere la portata delle sanzioni contro Mosca. Rispondendo a una domanda sugli attuali regimi di sanzioni occidentali, Groysman ha detto che, pur accogliendo con favore le sanzioni, le misure decise non sono ancora sufficienti.

In particolare, ha chiesto sanzioni sull’energia più severe da parte dei Paesi europei, in particolare dalla Germania, che finora ha rifiutato l’idea di imporre divieto totale alle importazioni di gas e petrolio russo. “Il rublo è un carburante per l’omicidio”, ha detto in proposito Groysman, aggiungendo che l’Ucraina avrebbe bisogno di più forniture di armi.

Inoltre, ha ribadito la richiesta di introdurre una “no-fly zone” sull’Ucraina, un’opzione che i leader occidentali hanno escluso perché porterebbe a un conflitto diretto della Nato con la Russia.

“Naturalmente, molte cose sono state fatte in termini di sostegno all’Ucraina e di fornitura di armi, siamo molto grati ai nostri partner, ma ora è il momento di sbarazzarsi di qualsiasi esitazione e di agire in modo più risoluto”, ha detto Groysman. L’ex premier ha ricordato che l’Ucraina, nel 2019, ha ratificato un emendamento costituzionale che impegna il paese a diventare membro della Nato e dell’Ue.

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A proposito dell’effetto che potrebbe avere sulla situazione attuale la decisione di non concedere all’Ucraina lo status di candidato all’ingresso nell’Ue, l’ex premier sostiene che “l’Ucraina e gli ucraini, che oggi proteggono il fianco orientale dell’Europa, devono ricevere un chiaro segnale da parte dell’Ue che il nostro futuro è lì”. “Qualsiasi messaggio o segnale poco chiaro, che venga inviato all’Ucraina in questi giorni, può essere una fonte di delusione per noi”, ha aggiunto Groysman.

Secondo l’ex premier ucraino, l’esitazione dell’Ue è dovuta alla resistenza di “alcuni stati membri” che, a suo dire, dovrebbero “smettere di avere paura di far arrabbiare Putin”. “Ci meritiamo un segnale chiaro”, ha ripetuto.

Fermare Putin

Groysman, che è ebreo e ha perso diversi membri della sua famiglia nell’Olocausto, ha paragonato il presidente russo Vladimir Putin ad Adolf Hitler, respingendo duramente la dichiarazione di Putin di voler “de-nazificare” l’Ucraina e accusandolo di voler mettere in pericolo la libertà dell’Occidente.

“Putin ha praticamente iniziato la terza guerra mondiale e le sue ambizioni sono molto più ampie del territorio geografico dell’Ucraina stessa – la sua ambizione è quella di sconfiggere il mondo occidentale come esiste oggi”, ha continuato Groysman. “In questo momento c’è solo l’Ucraina sulla sua strada, che gli impedisce di marciare da est a ovest”, ha sottolineato.

L’ex premier ha detto che se l’Ucraina non ferma l’invasione di Putin, gli Stati baltici e la Polonia saranno i prossimi: “L’unica opzione per tutti noi è sconfiggerlo con mezzi militari e con mezzi economici”.

In un riferimento all’aggressione militare della Russia in Georgia nel 2008, l’annessione illegale della Crimea nel 2014 e il sostegno ai gruppi separatisti armati nella regione secessionista ucraina del Donbas, nonché ai vari avvelenamenti e omicidi di dissidenti, Groysman ha detto che Putin “è passato alla fase successiva delle sue tattiche terroristiche”, espandendo un conflitto militare dal Donbas a tutto il territorio dell’Ucraina. “Lui ha attaccato l’Ucraina e sta cercando di distruggere tutti gli ucraini – è un genocidio”, ha concluso l’ex premier , aggiungendo che “gli ucraini devono vincere perché questa è l’unica opzione per evitare la prossima escalation”.