Lavrov: “I rapporti tra Unione europea e Russia sono finiti”

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov durante la sua visita in Cina, da dove ha rilasciato pesanti dichiarazioni contro l'Ue. [EPA-EFE/RUSSIAN FOREIGN AFFAIRS MINISTRY / HANDOUT]

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato martedì 23 marzo che le relazioni tra la Russia e l’Unione europea sono terminate, accusando Bruxelles di “aver distrutto meccanismi che si erano consolidati negli anni”. I commenti sono arrivati durante una visita in Cina, che segna un ulteriore avvicinamento tra i due Paesi.

“Non ci sono relazioni con l’Unione europea come organizzazione. L’intera infrastruttura di questi rapporti è stata distrutta dalle decisioni unilaterali di Bruxelles”, avrebbe dichiarato Lavrov, secondo quanto riportato dal Moscow Times, durante una conferenza stampa con il suo omologo cinese Wang Yi.

Ha specificato che la Russia terrà soltanto rapporti con i singoli Paesi europei. “Se l’Europa ha rotto le nostre relazioni, distruggendo meccanismi consolidati nel corso degli anni, e ora abbiamo solo Paesi singoli guidati dai loro interessi nazionali, la conseguenza è che le nostre relazioni con la Cina si sviluppano più velocemente di quelle che sono rimaste con gli Stati europei”, ha ha aggiunto Lavrov.

“Non ci sono cambiamenti sul fronte occidentale, ma su quello orientale c’è una folta agenda che si arricchisce di anno in anno”, ha detto, come riporta Reuters.

Lavrov e Wang Yi hanno espresso la volontà di convocare un vertice dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu per affrontare quella che hanno definito una “turbolenza politica”, con Mosca che ha dichiarato di ritenere il comportamento degli Stati Uniti “distruttivo”.

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“Prendiamo nota della natura distruttiva delle azioni statunitensi”, ha aggiunto Lavrov. “Si basano sulla natura politico-militare delle alleanze del periodo della Guerra fredda e creano nuove alleanze nello stesso spirito, per minare l’architettura centrale delle Nazioni Unite”.

“Sottolineiamo che, nell’attuale contesto del tentativo dell’Occidente di promuovere il suo concetto di ordine mondiale basate sulle regole, gli sforzi comuni di Russia e Cina per preservare il moderno sistema delle leggi internazionali stanno diventando sempre più rilevanti”, prosegue il ministro degli Esteri russo.

Le relazioni di Mosca e Pechino con Washington sono complesse. Funzionari cinesi e americani hanno concluso venerdì 19 marzo una serie di colloqui “duri e diretti” in Alaska, mentre l’ambasciatore russo è tornato in patria dopo le accuse del presidente americano Joe Biden, che ha definito Vladimir Putin “un assassino”.

Lavrov, nel suo viaggio di due giorni in Cina, ha chiesto a Mosca e Pechino di ridurre la loro dipendenza dal dollaro americano. L’avvertimento di martedì, invece, esorta i Paesi terzi a non interferire negli affari interni di Russia e Cina, con particolare riferimento alle sanzioni dell’Ue contro i due Stati, definite “inaccettabili”.

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Anche la Russia potrebbe essere presto bersaglio di una serie di nuove sanzioni americane, per via dell’accusa di interferenze nelle elezioni presidenziali del 2020. Mosca è già stata soggetta a sanzioni da parte dell’Ue per la detenzione dell’oppositore politico Alexey Navalny.