La Turchia tenta di riavvicinarsi all’Ue. Ripresi i colloqui con la Grecia (che ha acquistato 18 caccia dalla Francia)

Esponenti di Turchia e Grecia durante il 61° incontro esplorativo a Istanbul il 25 gennaio 2021. [EPA-EFE/MINISTERO DEGLI ESTERI TURCO]

I colloqui di Bruxelles durante la visita del ministro turco Cavusoglu della scorsa settimana avrebbero confermato le buone intenzioni manifestate da Erdogan ad inizio anno, dopo un 2020 da dimenticare. Aggiornamento: a Istanbul si sono tenuti i primi colloqui esplorativi con Atene dopo 5 anni.

Si parla di una proficua serie di incontri Ue-Turchia, avvenuti tra giovedì 21 e venerdì 22 gennaio, durante la visita del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu a Bruxelles. Il rappresentante di Ankara ha incontrato l’alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune Ue Josep Borell e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Nell’agenda del ministro di Erdogan anche un appuntamento con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

Il 2020 è stato un pessimo anno nei rapporti tra Unione europea e Turchia. L’apice della tensione è stato raggiunto dopo le trivellazioni esplorative di Ankara a ridosso delle coste greche e l’occupazione della località di Varosha lungo la ‘linea verde’ Onu che divide Cipro da Cipro del nord. Inoltre, una serie di provocazioni via mare e terra hanno fatto il resto, come ad esempio gli sconfinamenti da parte di militari turchi lungo la linea che divide i due Paesi in Tracia.

“Un anno complicato nelle nostre relazioni”, ha detto Borrell in occasione del colloquio, ma ha anche sottolineato come recentemente “entrambe le parti” si siano impegnate per “un miglioramento dell’atmosfera generale e per alcuni passaggi importanti”. L’incontro secondo l’Alto rappresentante Ue è stato “anche un passo importante nella direzione della ricerca di un reciproco interesse strategico, lo sviluppo di un rapporto cooperativo ancorato a valori e principi comuni”.

Borrell ha poi espresso preoccupazione verso Ankara “per la situazione dello stato di diritto e dei diritti umani”. Essendo “un vicino importante – ha proseguito a tal proposito – vogliamo costruire con la Turchia un futuro comune e condiviso”, uno dei principali problemi per il processo di adesione della nazione euro-asiatica all’Ue.

Turchia-Ue, sarà l’anno della distensione? I temi aperti tra Bruxelles e Ankara

I colloqui nel passato weekend tra la Von der Leyen ed Erdogan fanno pensare ad un nuovo corso nelle relazioni dopo gli attriti del 2020, ma sono molti i conti in sospeso con Ankara. Le critiche turche ai negoziati Ue …

Il capo della diplomazia di Bruxelles, rispetto alla ripresa dei colloqui esplorativi diretti tra Grecia e Turchia, ha parlato di “un altro buon passo” e chiesto di “proseguire negli sforzi” e di “tradurre in azione gli annunci”, ricordando che l’Ue “auspica vivamente una de-escalation nel Mediterraneo orientale”.

E proprio al centro della giornata odierna (lunedì 25 gennaio) c’è la ripresa del confronto tra Atene e Ankara, primo banco di prova, ma già alla vigilia non mancano incomprensioni e motivi di tensione sull’ordine del giorno dell’appuntamento, con la Grecia che insiste sul fatto che dovrebbero essere discussi solo i problemi relativi alle zone marittime, mentre la Turchia vorrebbe trattare tutte le questioni, compresa la smilitarizzazione delle isole greche.

L’Ue “attende con impazienza la ripresa dei colloqui esplorativi tra Turchia e Grecia” e del processo per risolvere la questione cipriota, ha detto il presidente del Consiglio Michel. E in vista del vertice di marzo ha affermato che “il dialogo deve produrre risultati tangibili, nell’interesse sia dell’Ue che della Turchia”.

Soddisfazione per la ripresa dei colloqui, sperando non prevalgano le incomprensioni, anche dal segretario Nato Stoltenberg, che ha spinto perché le due eterne rivali tornassero a parlarsi. Le tensioni tra Grecia e Turchia hanno da sempre rappresentato una spina nel fianco dell’Alleanza nord-atlantica, in quanto entrambe aderiscono al patto militare e gli atteggiamenti turchi degli ultimi anni, compreso l’acquisto di sistemi missilistici russi, ha allargato la faglia.

Aggiornamento lunedì 25 gennaio (ore 17:30): Terminato il summit di Istanbul, mentre la Grecia ha acquistato 18 caccia multiruolo dalla Francia

I colloqui esplorativi tra Turchia e Grecia si sono conclusi dopo 5 anni dall’ultima volta. Essendosi svolti a porte chiuse, con un clima alla vigilia non del tutto sereno (nonostante la buona volontà per una concreta ripresa del dialogo) non è dato sapere cosa si siano detti.

La corsa al riarmo della Grecia e i limiti della difesa europea

Nei giorni scorsi i quotidiani europei hanno dedicato molta attenzione alla decisione del governo greco di acquistare 18 aerei Rafale (di cui 12 usati) dalla Francia in sostituzione dei Mirage 2000 e di acquistare quattro navi multiruolo, quattro elicotteri e …

Dall’Agenzia governativa turca Anadolu, si apprende solo che “alti funzionari turchi e greci hanno valutato le questioni dei round precedenti – che si sono conclusi nel 2016 – così come la situazione attuale, i recenti sviluppi e i possibili passi da compiere”, dopo aver riportato informazioni di alcune “fonti che hanno chiesto di non essere nominate a causa delle restrizioni di parlare ai media”.

Dunque, dall’ermetico ufficio Dolmabahce di Istanbul non è trapelato, ad ora, qualcosa di più, mentre quello che è risaputo è l’acquisto da parte della Grecia di 18 caccia multiruolo Dassault Rafale (12 usati e 6 nuovi), proprio nel giorno in cui sono ripresi i colloqui esplorativi con Ankara.

La ministra della Difesa francese Florence Parly e l’omologo greco Nikos Panagiotopoulos hanno messo una firma da 2,5 miliardi di euro, per una commessa che prevede, oltre alla consegna dei caccia, anche il sostegno logistico e la fornitura degli armamenti.

La ripresa della corsa al riarmo della Grecia ha avuto inizio nella seconda metà del 2020, dopo i continui attriti con la Turchia nel Mediterraneo orientale, per i quali la Francia ha intensificato la presenza militare, nella regione marittima, in difesa di Atene.