La Svezia ha deciso formalmente di aderire alla Nato

La premier svedese Andersson interviene in Parlamento sull'adesione alla Nato del 16 maggio 2022 [EPA-EFE/HENRIK MONTGOMERY]

Accelerazione di Stoccolma per entrare nell’Alleanza militare a fronte delle crescenti preoccupazioni per un potenziale attacco russo, ma la cosa non va giù alla Turchia.

Il governo di minoranza socialdemocratico svedese ha deciso, lunedì 16 maggio, di chiedere formalmente l’adesione alla Nato, sulla scia di quanto fatto dalla confinante Finlandia, in un clima di grande preoccupazione a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina.

A seguito di un dibattito nel parlamento del Paese, Magdalena Andersson, Primo Ministro svedese, ha dichiarato che un’ampia maggioranza è favorevole all’adesione all’Alleanza. “La cosa migliore per la Svezia e per la popolazione svedese è entrare nella Nato”, ha aggiunto la leader dell’esecutivo.

Andersson ha dichiarato ai giornalisti che la Svezia si troverà “in una posizione vulnerabile” durante l’esame della domanda di adesione, ma che si sente “fiduciosa che il popolo svedese sia favorevole”.

Il 15 maggio, i socialdemocratici svedesi al governo hanno abbandonato le posizioni contrarie sull’adesione al patto militare (un’opposizione durata 73 anni, a Nato fu istituita nel 1949),  sperando in una rapida adesione dopo che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha messo in evidenza le vulnerabilità di Stoccolma, come di Helsinki, nonostante la stretta collaborazione degli ultimi anni con l’Alleanza.

La decisione di abbandonare il non allineamento militare, che ha caratterizzato fortemente l’identità nazionale per oltre 200 anni, segna un cambiamento significativo nella percezione dell’opinione pubblica nella regione nordica a seguito dell’attacco della Russia all’Ucraina.

“L’Europa, la Svezia e il popolo svedese vivono ora in una realtà nuova e pericolosa”, ha dichiarato Andersson durante un dibattito sulla politica di sicurezza in parlamento lunedì. Non un’adesione incondizionata però.

La Svezia, ha affermato la premier, non vuole basi militari Nato o armi nucleari sul suo territorio in caso di approvazione dell’adesione. La candidatura è ampiamente sostenuta dal Parlamento, anche se il Governo non ha bisogno della sua approvazione per procedere.

La scorsa settimana, in una nota congiunta, il presidente della Repubblica Sauli Niinistö la prima ministra finlandese Sanna Marin hanno affermato che “essere membro della Nato rafforzerebbe la sicurezza della Finlandia”, un ingresso che “rafforzerebbe l’alleanza nel suo insieme”, aggiungendo che il Paese “deve fare domanda per l’adesione alla Nato senza indugio”.

Il desiderio di Svezia e Finlandia, di diventare membri della Nato, è destinato a ridisegnare la mappa geopolitica del Nord Europa. Helsinki condivide con la Russia un confine terrestre di 1.300 chilometri, mentre Stoccolma ha un confine marittimo su cui si affaccia l’isola di Gotland, importante a livello strategico e riferimento fondamentale nei piani di difesa dei Paesi baltici.

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“La situazione sta ovviamente cambiando radicalmente alla luce di quanto sta accadendo”, ha dichiarato lunedì il viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, secondo quanto riportato dall’agenzia statale russa Ria Novosti. “Il fatto che la sicurezza della Finlandia e della Svezia non ne uscirà rafforzata è per noi molto chiaro”, ha aggiunto.

Ryabkov ha anche sottolineato che i due Paesi nordici “non devono illudersi che noi li sopporteremo”, avvertendo che la mossa è “un altro grave errore con conseguenze di vasta portata” e che il “livello generale di tensione militare aumenterà”.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, nel frattempo, ha dichiarato che Mosca “seguirà con molta attenzione quali saranno le conseguenze” delle decisioni di entrambi i Paesi “per la nostra sicurezza, che deve essere garantita in modo assolutamente incondizionato”.

Nel fine settimana, tuttavia, la Turchia ha sorpreso i suoi alleati della Nato affermando che non avrebbe considerato positivamente le richieste di Finlandia e Svezia, citando principalmente la loro storia di accoglienza di membri di gruppi militanti curdi.

Addirittura il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito i Paesi scandinavi “case di accoglienza per organizzazioni terroristiche”. “Invieremo un gruppo di diplomatici per discutere e dialogare con la Turchia, in modo da capire come si possa risolvere la questione e di cosa si tratti realmente”, ha dichiarato il ministro della Difesa svedese Peter Hultqvist all’emittente pubblica Svt.

La Nato e gli Stati Uniti si sono detti fiduciosi che la Turchia non ostacolerà il processo di adesione dei due Paesi nordici, mentre al momento non si prevedono altri blocchi. Parlando prima di un incontro con i ministri degli Esteri dell’Ue a Bruxelles, la titolare degli Affari esteri canadese Mélanie Joly ha auspicato un processo di adesione rapido per entrambi.

“Il nostro obiettivo è quello di essere tra i primi Paesi a poter ratificare l’adesione di Svezia e Finlandia, perché sappiamo che il periodo intermedio tra la richiesta di adesione e la ratifica deve essere ridotto”, ha dichiarato. Joly ha anche detto di aver discusso con Ankara perché la “necessità di soddisfare questo momento storico” sarebbe “molto più importante di qualsiasi questione bilaterale”.