La Slovenia valuta controlli congiunti con Italia, Austria e Ungheria sul confine croato

Il ministro degli Interni sloveno Aleš Hojs (a sinistra). [EPA/PAWEL SUPERNAK]

La Slovenia sta conducendo negoziati con Italia, Austria e Ungheria riguardo un accordo per controlli congiunti lungo il suo confine con la Croazia: lo ha confermato il ministro dell’Interno di Lubiana, Aleš Hojs, alla televisione statale giovedì 18 marzo.

I piani per l’introduzione di controlli di polizia congiunti al confine tra Croazia e Slovenia sono in fase di discussione a causa del flusso di migranti che continuano a percorrere la rotta balcanica e della mancanza di personale locale, ha spiegato il ministro.

Hojs ha inoltre criticato l’opposizione in Parlamento, per aver reso impossibile l’adozione di una legge che consentisse all’esercito sloveno di assistere gli ufficiali di polizia che pattugliano il confine.

Alla domanda se Lubiana intendesse anche avviare una collaborazione con la polizia croata, Hojs ha risposto che gli ufficiali di Zagabria erano già impegnati nel controllo dei propri confini con Bosnia e Serbia. La Slovenia, ha aggiunto, installerà altri 60 km di filo spinato e videosorveglianza lungo il confine con la Croazia.

La polizia slovena ha registrato 630 casi di attraversamenti illegali del confine nei primi due mesi del 2021, in discesa rispetto ai 1.171 dello stesso periodo del 2020. La maggior parte dei migranti fermati provengono dall’Afghanistan.

Di immigrazione, ma anche di lotta al Covid-19 e di cooperazione tra Italia e Slovenia, il primo ministro sloveno, Janez Janša, ha parlato anche con il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, in una videoconferenza che i due hanno tenuto mercoledì 17 marzo.

Janša a tal proposito ha twittato di aver discusso con Salvini anche di cooperazione transfrontaliera e dell’attuale situazione politica in Europa, compresa la Conferenza sul futuro dell’Europa che partità il prossimo 9 maggio.

Non si sa, invece, se i due abbiano parlato anche dell’ipotesi della creazione di una nuova formazione al Parlamento europeo, che possa coinvolgere altri alleati come l’ungherese Viktor Orbán, il quale venerdì 19 marzo, parlando alla radio pubblica ungherese, ha espresso l’intenzione di incontrare Salvini e il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, proprio per discutere la creazione di un nuovo partito nazionalista nell’Unione europea.