La Russia blocca l’ingresso nel paese a commissari, deputati e giornalisti in risposta alle sanzioni Ue

Il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov. [EPA-EFE/EVGENIA NOVOZHENINA / POOL]

La Russia ha dichiarato giovedì (31 marzo) di aver notevolmente ampliato la lista di funzionari, legislatori, personaggi pubblici e giornalisti dell’Unione europea a cui è vietata l’entrata in Russia, adducendo come motivazione la loro responsabilità per le sanzioni e per aver alimentato sentimenti anti-russi.

“La politica di sanzioni dell’UE contro la Russia oltrepassa tutti i limiti”, si legge nel comunicato del ministero degli Esteri russo, il quale aggiunge che “i funzionari di Bruxelles si rifiutano di ammettere di essere stati loro stessi per molti anni responsabili dell’inasprimento dei sentimenti russofobici e neonazisti in Ucraina”.

Di conseguenza, le restrizioni si applicano “al vertice dell’Unione europea, inclusi alcuni Commissari europei e capi delle strutture militari dell’UE, nonché alla stragrande maggioranza dei membri del Parlamento europeo che promuovono politiche anti-russe”.

Inoltre, la “lista nera” russa in risposta alla sanzioni si applica anche a funzionari di alto livello, (compresi rappresentanti di governi e parlamenti di alcuni Stati membri dell’UE) e a figure pubbliche e dei media ritenuti personalmente responsabili della promozione di sanzioni illegali anti-russe, dell’incitamento di sentimenti russofobi e di violazione dei diritti e delle libertà della popolazione russofona”.

L’UE, gli Stati Uniti e numerosi altri paesi occidentali hanno imposto aspre sanzioni economiche e politiche contro la Russia, in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca il 24 febbraio.

Tra i sanzionati rientrano il presidente russo Vladimir Putin, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov e i membri della Duma russa sostenitori della guerra, oltre ai membri dei servizi segreti russi.

Anche un piccolo numero di giornalisti russi che agiscono come propagandisti è stato preso di mira dalle sanzioni europee.

L’anno scorso la Russia ha vietato l’ingresso nel paese a otto funzionari dell’UE (in risposta alle sanzioni europee imposte per l’incarcerazione del critico del Cremlino Alexei Navalny) tra cui l’allora presidente italiano del Parlamento europeo David Sassoli e il vicepresidente della Commissione europea per i valori e la trasparenza, Věra Jourová della Repubblica Ceca.

La Russia non ha pubblicato l’elenco dei politici o dei giornalisti a cui è stato vietato l’ingresso nel Paese. Tuttavia, si può presumere che Mosca abbia aggiunto alla sua “lista nera” tutti i funzionari europei che hanno votato contro la Russia nelle recenti risoluzioni.

Una recente risoluzione del Parlamento europeo – che invitava l’Ue a non riconoscere la Duma russa e chiedeva la sospensione della Russia dalle assemblee parlamentari internazionali, compresa quella del Consiglio d’Europa – è stata approvata con 494 voti favorevoli e 103 contrari. I deputati “amici” della Russia provengono principalmente da partiti populisti e di estrema destra,

Dopo aver invaso l’Ucraina il 24 febbraio, la Russia per evitare di essere espulsa si è ritirata dal Consiglio d’Europa di sua spontanea volontà .