La presidenza portoghese e l’Africa: Lisbona invia soldati in Mozambico

epa09107114 Displaced people from Palma, who took refuge in Afungi, arrive at Pemba Airport, Mozambique, 30 March 2021. Several boats, private and others, organized by Total and the authorities, have been transporting people to Palma since 28 March 2021. Among displace people are women in labour, adults and children shot, among other injuries, in a number that should already be over 2,000, but without official confirmation. EPA-EFE/LUIS FONSECA

L’ex colonia del Portogallo arranca nella lotta ai jihadisti nel distretto di Cabo Delgado, dove i guerriglieri legati all’Isis hanno annunciato la presa della città di Palma: in arrivo 60 militari portugueses

Il problema dell’avanzata dell’Isis in Mozambico si sta ingigantendo, dopo che una cellula dello ‘Stato’ islamico nel paese africano-meridionale (Iscap) ha rivendicato, mercoledì 24 marzo, il controllo della città di Palma, località vicina al confine con la Tanzania tracciato dal fiume Ruvuma, oltre all’uccisione di “55 cittadini stranieri”.

La cosa ha generato allarme a Lisbona dove il governo del Portogallo, già preoccupato per la situazione nella ex colonia, dove risiedono cittadini e aziende portoghesi, ha risposto per mezzo del suo ministro degli Esteri Augusto Santos Silva, annunciando sulla tv pubblica ‘Rtp’ dell’addestramento di “circa 60 soldati portoghesi” che “nelle prossime settimane” saranno inviati “sul campo in Mozambico” per addestrare le forze nazionali. La missione sarà molto probabilmente in linea con quelle, sotto l’egida di Bruxelles, presenti in Mali, Repubblica Centrafricana e Somalia.

Tra l’altro, una decisione analoga a quella del governo portoghese, è stata presa intorno alla metà di marzo dagli Usa, con l’annuncio di Washington di voler offrire un sostegno concreto alle autorità del Mozambico grazie all’accordo del programma congiunto Joint combined exchange training (Jcet).

La regione di Cabo Delgado, dove si trova la città interessata, ospita i principali progetti di gas nel nord del Mozambico. Gruppi di insorti che hanno terrorizzato la regione per tre anni e mezzo e con l’attacco della scorsa settimana decine di civili, tra cui sette persone che stavano cercando di fuggire dal principale hotel cittadino, sono stati uccisi dal gruppo armato.

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Adottato un rapporto al Parlamento europeo che mira a impostare relazioni che non siano sbilanciate sulla gerarchia del donatore sul ricevente. L’agenda europea nel continente: Tigrè, questione jihadista in Mozambico e pirateria.

Una serie di più robuste azioni in sostegno dei …

Molte persone si sono rifugiate nella boscaglia e hanno trascorso diversi giorni senza acqua né cibo, con le operazioni di salvataggio che le hanno portate al sicuro a Pemba. Nell’area colpita dalle violenze si parla ormai di oltre 2.000 morti e 700.000 sfollati.

La presidenza portoghese e l’Africa

Gli orientamenti della presidenza portoghese per l’Africa puntano al rafforzamento dei rapporti politici. La questione della violenza jihadista nel nord del Mozambico è uno dei punti dell’agenda di Lisbona e la missione era stata preannunciata dal ministro della Difesa portoghese Joao Cravinho alla commissione Difesa del Parlamento europeo, dopo che Santos Silva era stato in visita a Maputo per conto dell’Ue, anche se non erano chiari i tempi di invio, accelerati anche dagli avvenimenti di mercoledì.

A gennaio, l’Ue ha lanciato il Cmp (Coordinated marine presences), primo progetto pilota di sicurezza marittima, un’operazione al largo delle coste nel Golfo di Guinea, in Africa Occidentale, che risulta una delle aree marittime mondiali più soggette alla pirateria. Sempre nel primo mese dell’anno, l’Unione ha sospeso 90 milioni di euro di aiuti all’Etiopia in quanto il governo non permette agli interventi di aiuto emergenziale di raggiungere i rifugiati nella provincia del Tigrè devastata dalla guerra; a febbraio il ministro degli Esteri finlandese Pekka Haavisto è giunto in Sudan (che sta accogliendo migliaia di sfollati), in qualità di inviato dell’Alto rappresentante Ue Josep Borrell.