MiG-29 polacchi all’Ucraina: gli Usa chiudono la questione. Harris arrivata in Polonia per chiarire con il governo

MiG-29 polacchi in formazione [EPA/LESZEK SZYMANSKI POLAND OUT]

Il governo della Polonia, nella serata di martedì, aveva annunciato una mossa che avrebbe portato alla consegna di Mig-29 all’Ucraina passando dalla base Nato di Ramstein, in Germania. Ma Washington ha smentito e chiuso la vicenda.

Il pasticcio sui jet da combattimento si è chiuso con il definitivo rifiuto degli Stati Uniti: nessun caccia sarà inviato in Ucraina, né dalla Polonia né da altri paesi Nato. Cadono dunque nel vuoto le richieste del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La vicepresidente Usa Kamala Harris, giunta in Polonia nella notte tra il 9 e 10 marzo, dovrà ricucire quello che nelle ore è diventato uno strappo tra Washington e Varsavia. Sul finire della giornata di mercoledì il Pentagono ha messo una pietra sul tentativo polacco di voler inviare i suoi MiG-29 alla base militare statunitense di Ramstein, in Germania. Una manovra, quella della Polonia, per evitare un coinvolgimento troppo diretto nel conflitto.

La questione è iniziata dopo la richiesta degli Stati Uniti di inviare i MiG della Siły Powietrzne all’Ucraina in cambio dei ben più evoluti F-16 (di cui la Polonia già dispone in parte) ma, preoccupato per un coinvolgimento troppo diretto nel conflitto, il governo polacco ha tentato di prendere una via preferenziale che fosse coperta dall’egida Nato-Usa.

Anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è detto contrario alla fornitura di aerei MiG-29 all’Ucraina da parte della Nato, preferendo un sostegno con aiuti umanitari, finanziari e con sistemi di armamenti individuali. “Oltre a questo, dobbiamo considerare con molta attenzione cosa fare in termini concreti – ha affermato il successore della Merkel durante una conferenza stampa mercoledì a Berlino con Justin Trudeau, il premier canadese in visita in Germania –. E questo non comprende certo aerei da caccia”.

L’antefatto dei giorni scorsi

La Polonia, dopo aver detto che non avrebbe mandato aerei militari a Kiev, con una mossa a sorpresa, ha offerto agli Stati Uniti di trasferire i caccia multiruolo MiG-29 (di fabbricazione russa) nella base Usa di Ramstein in Germania, per poi trasferirli in Ucraina. La proposta sarebbe finalizzata al supporto delle forze aeree ucraine per fronteggiare l’invasione dell’esercito russo. Varsavia però non avrebbe avvisato l’amministrazione Biden prima di rendere pubblico la notizia, portando il Pentagono a respingere questa mossa.

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Dal Pentagono hanno fatto sapere che una tale azione “solleva serie preoccupazioni per l’intera alleanza della Nato”, che non vuole un conflitto diretto con la Russia. Il presidente Joe Biden aveva già escluso l’invio di truppe americane in Ucraina per combattere.

Il portavoce del Pentagono John Kirby dice che non c’è “una ragione sostanziale” che possa fare accettare la proposta della Polonia, ma ha affermato che gli Usa continueranno a consultarsi con Varsavia e gli altri alleati della Nato sulla questione e le difficili sfide logistiche che presenta. “Non crediamo che la proposta della Polonia sia una proposta sostenibile”, dice tuttavia il portavoce.

La mossa polacca in realtà è arrivata dopo che gli Stati Uniti avevano chiesto alla Polonia (che già sta fornendo l’Ucraina di armi da difesa) di inviare i suoi MiG-29 all’Ucraina promettendo di sostituirli con gli F-16. Secondo quanto riportano EURACTIV e Reuters, anche a Bulgaria e Slovacchia era stata fatta la stessa richiesta. Questi mezzi, essendo stati in dotazione ai paesi del Patto di Varsavia, possono essere facilmente guidati dai piloti di Kiev.

Gli osservatori hanno interpretato la mossa polacca come un tentativo di smarcarsi da un’incombenza che dovrebbero assumersi gli americani: se gli Usa vogliono che i MiG polacchi siano inviati in Ucraina, allora Washington, e non Varsavia, dovrebbe assumersi questa responsabilità.

In una audizione della Commissione per le relazioni estere del Senato, la sottosegretaria per gli affari politici Victoria Nuland ha detto che non c’è stata una preventiva consultazione da parte di Varsavia sugli aerei, confermando che si è trattato di “una mossa a sorpresa da parte dei polacchi”.

“La Polonia – prosegue Nuland – beneficia della piena sicurezza aerea dell’alleanza Nato” ma, puntualizza, “la questione principale è valutare quali sono le esigenze immediate” di Varsavia, ritrovatasi a ridosso del conflitto.

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Separatamente, l’esercito Usa ha annunciato che avrebbe riposizionato due batterie di missili Patriot sul territorio polacco per “contrastare proattivamente qualsiasi potenziale minaccia alle forze statunitensi e alleate e al territorio della Nato”.

Ad ogni modo, la richiesta avanza dal presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy sta sollevando molte domande e anche coloro che nel parlamento degli States premono affinché l’amministrazione Biden invii degli aerei militari in Ucraina potrebbero tornare sui propri passi.

Questa settimana il ministero della Difesa russo ha avvertito che offrire campi d’aviazione all’Ucraina per attacchi alla Russia può essere considerato un ingresso nel conflitto.

La questione dei caccia dovrebbe essere al centro della in visita in Polonia della vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris. A Varsavia, Harris incontrerà anche i rifugiati fuggiti dalle violenze in Ucraina, così come i diplomatici americani che si sono trasferiti in Polonia dall’ambasciata americana a Kiev, che è stata chiusa. Incontrerà anche il primo ministro canadese Justin Trudeau, che è in visita contemporaneamente, e venerdì parlerà alle truppe statunitensi e polacche.

Dalla Polonia, la vicepresidente andrà in Romania, dove incontrerà il presidente e il personale del Paese presso l’ambasciata degli Stati Uniti. Alcuni funzionari statunitensi hanno detto che Harris con questo tour in Europa vuole trasmettere tre messaggi chiave: che gli Stati Uniti sono al fianco dei loro alleati della NATO, che continueranno a sostenere il popolo ucraino e che Putin ha commesso un errore che si tradurrà in una “clamorosa sconfitta” per la Russia.