La Grecia potenzia l’esercito per rispondere alle minacce della Turchia

Il premier greco Kyriakos Mitsotakis. [EPA-EFE/KOSTAS TSIRONIS]

La Grecia sta pianificando l’acquisto di armamenti e il potenziamento del settore della difesa e dell’esercito, secondo quanto riferito da un portavoce governativo lunedì 7 settembre. Si tratta di una risposta alle crescenti tensioni con la Turchia sulle dispute territoriali nel Mediterraneo.

Grecia e Turchia sono alleate sulla carta, essendo entrambe parte della Nato, ma negli ultimi mesi sono protagoniste di un confronto dai toni accesi che rischia costantemente di esplodere, minacciando i delicati equilibri del Mediterraneo orientale.

L’annuncio del governo greco arriva pochi giorni dopo le minacce da parte del premier turco Recep Tayyip Erdogan, che ha dichiarato che la Grecia soffrirà “dolorose conseguenze” se non si siederà al tavolo dei negoziati con la Turchia riguardo le dispute territoriali del Mediterraneo orientale.

“Stiamo parlando con i nostri alleati per potenziare le nostre forze armate”, ha dichiarato il portavoce del governo Stelios Petsas, aggiungendo che il premier Kyriakos Mitsotakis dettaglierà il piano durante l’annuale discorso economico il prossimo sabato, 12 settembre.

La Grecia è attualmente in trattativa con la Francia e con altri Paesi per l’acquisto di caccia militari. Inoltre, da anni sta cercando di privatizzare le sue compagnie del settore della difesa, costantemente in perdita.

Petsas ha riferito che Mitsotakis inconterà il presidente francese Macron giovedì 11 settembre in Corsica, prima di un incontro dei leader del Sud Europa (Med 7).

Le tensioni tra Grecia e Turchia sono scoppiate negli ultimi mesi dopo che Ankara ha mandato una nave in esplorazione, accompagnata da vascelli militari, nelle acque rivendicate da entrambi i Paesi. L’episodio è avvenuto pochi giorni dopo la firma da parte della Grecia di un accordo con l’Egitto che ha innervosito il governo di Erdogan.

Da quel momento, la Turchia ha mandato regolarmente navi nelle acque oggetto della controversia, una pratica che Atene ritiene illegale. Entrambe le parti hanno inviato forze militari, navali e aeree, nella zona.

Il premier turco Erdogan è stato molto duro nelle sue dichiarazioni sabato 5 settembre, affermando che la Grecia “capirà il linguaggio della politica e della diplomazia, oppure affronterà dolorose conseguenze sul campo.

“Grecia e Cipro capiranno che la Turchia ha il potere politico, economico e militare di distruggere i documenti e le mappe immorali che stanno imponendo”, ha proseguito Erdogan, riferendosi agli spazi che le due nazioni hanno segnalato come appartenenti alle loro zone economiche marittime.

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