La Germania vuole una politica di sanzioni comune con gli Stati Uniti

Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas parla ad un vertice Nato. [EPA-EFE/CLEMENS BILAN/POOL]

Euractiv ha seguito una conferenza statunitense con il ministro degli Esteri tedesco dove sono state affrontate alcune delle questioni sul miglioramento dei rapporti della Germania (e dell’Ue) con gli Usa di Biden. Il ‘nodo’ Nord Stream 2 e l’opposizione alla visione macroniana sulla Difesa europea. 

“L’America è tornata”, disse il presidente Usa Joe Biden alla conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera di tre settimane fa e la risposta di Berlino va nella direzione del nuovo corso diplomatico di Washington, ‘debilitato’ da quattro anni di amministrazione Trump.

Ad affermarlo è il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas che, intervenuto ad un evento online organizzato dal think tank Brookings di Washington martedì 9 marzo, si è rivolto agli americani dicendo: “La Germania è al vostro fianco”.

Il ministro ha parlato di resettare gli ultimi anni dei rapporti con gli Usa, ma per eliminare le tossine del trumpismo è necessaria una lotta comune per la democrazia, sia gli Stati Uniti che la Germania dovrebbero lavorare per affrontare le minacce antidemocratiche.

Il messaggio di Maas è chiaro: il miglioramento delle relazioni Berlino-Washington sotto Biden permetterebbe ad entrambi i paesi di imporre sanzioni congiunte a Russia e Cina per i diritti umani e altre questioni.

“Abbiamo reagito alla repressione della società civile da parte di Mosca e Pechino e alle violazioni del diritto internazionale da parte di entrambi i paesi”, ha detto il titolare degli Affari esteri, parlando di una maggiore responsabilità tedesca nella risoluzione dei conflitti nel vicinato europeo e di una strategia comune verso la Cina e la Russia.

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Nato …

Maas ha manifestato poi la speranza che Germania e Usa lavorino su posizioni comuni riguardanti “le sanzioni mirate”, che per il politico tedesco sono “qualcosa che non è stato possibile negli ultimi quattro anni” caratterizzati dalla ‘dottrina’ Trump.

L’interesse di Berlino ad influire sulle sanzioni

La Germania ha un chiaro interesse a partecipare al processo decisionale su misure restrittive comuni, per evitare di essere essa stessa colpita negativamente dalle sanzioni statunitensi. Il caso è quello del gasdotto Nord Stream 2, che mira a portare più gas russo sotto il Mar Baltico, aggirando l’Ucraina.

Berlino ha imposto sanzioni alla Russia, insieme ai partner Ue, per la fornitura di armi da parte di Mosca alle forze separatiste nelle regioni ucraine del Donetsk e Donbass e la repressione degli oppositori del presidente russo Vladimir Putin. Il problema per la Germania, però, è quello di aver fatto resistenza alla spinta di altri paesi dell’Unione, Polonia in primis, per fermare il Nord Stream 2.

Maas ha sostenuto l’idea di Biden di invitare le democrazie mondiali a un vertice al più presto, per trovare misure internazionali contro la disinformazione e le teorie del complotto, che rappresentano oggi i principali pericoli per la tenuta democratica.

La pandemia Covid-19 ci spiega perché i paesi dovrebbero lavorare insieme, ha detto il ministro tedesco, aggiungendo che serrare i ranghi consentirà di evitare di perdere terreno contro “coloro che sostengono che i regimi autoritari possono affrontare meglio una crisi come questa”.

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La presidenza di Trump è stata segnata da un’intensa pressione sulla Germania per il suo mancato rispetto degli obblighi di spesa per la Difesa, come richiesto dall’alleanza militare della Nato, per l’insistenza della Germania a comprare gas naturale russo e per le politiche commerciali.

Nelle sue osservazioni, Maas si è impegnato a un ulteriore aumento della spesa per la difesa tedesca, dicendo che la Germania “continuerà sulla strada intrapresa”, avendo già aumentato il suo budget militare del 50% dal 2014.

Tuttavia, in contrasto con la cancelliera Angela Merkel e il ministro della Difesa Annegret Kramp-Karrenbauer, non ha esplicitamente riconosciuto l’obiettivo della Nato di spendere il 2% del Pil per la difesa.

“Investire nella sovranità europea significa investire nel partenariato transatlantico”, ha aggiunto Maas, sottolineando che l’Europa non si vuole distaccare dagli Stati Uniti quando si tratta di politica di Sicurezza e Difesa, contrariamente alle dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron.

Nessuna menzione sul Nord Stream 2

Maas non ha affrontato la questione Nord Stream 2. La Casa Bianca ritiene che l’infrastruttura renderà la Germania eccessivamente dipendente dall’energia russa. Durante il mandato di Trump, così come sotto il controllo di Joe Biden, questo è il punto cruciale di contesa tra Washington e Berlino. Poiché Maas non ha risposto a nessuna domanda durante l’evento, la questione non è stata affrontata.

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La settimana scorsa, i principali esponenti del partito repubblicano avevano messo in guardia Biden in una lettera contro un “accordo dalla porta di servizio” con la Germania sul gasdotto Nord Stream 2. Hanno anche chiesto ulteriori sanzioni contro le aziende coinvolte nel progetto del Mar Baltico.

Mentre il blocco del Nord Stream 2 è stato a lungo una priorità bipartisan, il presidente Biden ha pubblicamente definito il gasdotto un “cattivo affare per l’Europa” e un pacchetto di sanzioni sul progetto continua a essere in preparazione.

La direttrice generale del dipartimento energia della Commissione Ue, Ditte Juul Jørgensen, in una audizione del febbraio scorso di fronte agli eurodeputati della commissione Industria, ha affermato che “per l’Ue in generale, Nord Stream 2 non contribuisce alla sicurezza delle forniture”.

Ma il governo e le imprese tedesche hanno ripetutamente detto che non abbandoneranno il progetto Nord Stream 2, nonostante le sanzioni statunitensi. Secondo l’Ue solo la Germania può bloccarlo.