La Germania richiama la Cina per la situazione di Hong Kong e della minoranza uigura

I ministri degli esteri di Germania e Cina Heiko Maas e Wang Yi durante il loro incontro a Berlino, 1° settembre 2020. [EPA-EFE/Michael Sohn / POOL]

La Germania ha richiamato martedì 1° settembre la Cina per la sua legge sulla sicurezza imposta a Hong Kong e per il trattamento della minoranza uigura durante la visita del ministro degli Esteri cinese Wang Yi, segnata da proteste al di fuori del ministero degli Esteri a Berlino.

Al termine dei colloqui con Wang, il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha anche messo in guardia la Cina dal’avanzamento di “minacce” contro la Repubblica Ceca per la questione Taiwan. Un senatore ceco in visita ufficiale nel Paese era stato infatti richiamato dalle autorità di Pechino, che avevano paventato serie conseguenze.

La legge di Hong Kong imposta a giugno ha aumentato radicalmente il controllo di Pechino sulla città e ha portato a una brutale repressione del dissenso e delle proteste.

“Le nostre preoccupazioni sugli effetti della legge sulla sicurezza non sono state dissipate”, ha detto Maas. “Vogliamo che il principio ‘Un Paese, due sistemi’ sia applicato il più pienamente possibile”.

A Hong Kong è stata garantita l’autonomia nell’ambito dell’accordo ‘Un Paese, due sistemi’ concordato prima del passaggio di consegne del 1997 dalla Gran Bretagna.

Ma secondo i critici, la legge sulla sicurezza, imposta dopo mesi di grandi e spesso violente proteste che chiedevano maggiori libertà democratiche e responsabilità della polizia, segna la fine dell’accordo.

La legge ha spinto gli Stati Uniti a imporre sanzioni ai funzionari cinesi e paesi come Canada, Australia, Gran Bretagna e Germania hanno sospeso gli accordi di estradizione con Hong Kong.

L’Unione europea ha accettato a luglio di limitare le esportazioni verso Hong Kong di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la sorveglianza e la repressione.

Wang ha difeso le politiche della Cina e ha affermato che sia la legge di Hong Kong che il suo approccio agli uiguri sono affari interni che non meritano interferenze straniere.

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L’Unione …

Serve un’azione a livello mondiale

A capo di una protesta di diverse centinaia di manifestanti al di fuori del ministero degli Esteri a Berlino martedì, l’attivista di Hong Kong Nathan Law ha chiesto un maggiore sostegno da parte della Germania contro la legge sulla sicurezza.

“Ciò di cui abbiamo bisogno è l’azione. Questo dovrebbe essere realizzato da tutta l’Ue e la Germania dovrebbe prendere l’iniziativa”, ha detto Law, 27 anni, che è fuggito in Gran Bretagna dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza.

“Berlino è molto tranquilla quando gli argomenti sono la Cina e Hong Kong”.

A Law si sono uniti i sostenitori che sventolano la bandiera bianca e blu degli Uiguri, una minoranza etnica che secondo i gruppi di difesa dei diritti e gli esperti soffre di repressione e persecuzione nello Xinjiang, una regione nord-occidentale della Cina.

Gli attivisti dicono che circa un milione di uiguri e altre persone di etnia turca sono stati incarcerati in campi di conversione, una detenzione di massa che secondo i funzionari statunitensi ha un parallelo con l’Olocausto.

La Cina descrive i campi come centri di formazione professionale e sostiene di cercare di fornire istruzione per ridurre il fascino del radicalismo islamico.

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Maas ha riferito di aver discusso con Wang della questione dei campi di conversione degli uiguri e che sarebbe lieto se “la Cina concedesse l’accesso ai campi a una delegazione di osservatori dell’Onu”.

Il ministro degli Esteri tedesco ha anche denunciato le “minacce” della Cina contro un politico ceco che guidava una delegazione a Taiwan: Wang aveva detto lunedì che la Cina avrebbe fatto pagare gravi conseguenze al senatore ceco Milos Vystrcil “per il suo comportamento sconsiderato e la sua speculazione politica”.

Ma Maas ha avvertito che l’Ue tratta i suoi partner stranieri con rispetto e si aspetta lo stesso in cambio. “Le minacce non fanno parte del nostro comportamento”, ha affermato.

La visita di Wang a Berlino è l’ultima tappa di un tour di cinque paesi europei, nel tentativo di consolidare le relazioni economiche e diplomatiche alla luce delle tensioni con gli Stati Uniti.

Questo viaggio, il suo primo fuori dalla Cina dopo lo scoppio della pandemia di coronavirus, si è svolto anche in Olanda, Francia, Norvegia e Italia, dove ha firmato due accordi commerciali, tra cui uno sulla fornitura di gas.