La Commissione scommette sull’ingegneria finanziaria per sostenere l’azione esterna

L'alto rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri, Josep Borrell, la commissaria europea responsabile dei partenariati internazionali Jutta Urpilainen e il commissario europeo responsabile della politica di vicinato e di allargamento Oliver Varhelyi. [EPA-EFE/POOL / OLIVIER HOSLET / POOL]

La nuova proposta di bilancio della Commissione europea è destinata ad aumentare il finanziamento complessivo disponibile per l’azione esterna, ma ci si baserà più sull’ingegneria finanziaria, con garanzie ed “effetti moltiplicatori”, che sui finanziamenti tradizionali attraverso il bilancio pluriennale dell’UE.

La nuova proposta di Quadro Finanziario Pluriennale della Commissione includerà un’integrazione di 10,5 miliardi di euro per lo Strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) dell’UE, che incanalerà la maggior parte dei fondi per l’azione esterna.

Grazie al denaro proveniente dal fondo “Next Generation EU”, la nuova cifra complessiva di 86 miliardi di euro rappresenta un aumento di oltre l’8% per la NDICI rispetto alla proposta iniziale della Commissione del 2018. L’esecutivo europeo ha tuttavia ridotto i finanziamenti per lo strumento di 3,5 miliardi di euro, pari a circa il 4,4%, nell’ambito dei massimali del Quadro finanziario pluriennale (QFP).

Un portavoce della Commissione ha dichiarato ad EURACTIV che “è vero che la NDICI avrà una piccola riduzione dei fondi del QFP rispetto alla proposta della Commissione del 2018”, perché l’esecutivo ha preso come punto di partenza la proposta piuttosto austera della Presidenza finlandese dello scorso autunno, che aveva tagliato il budget per lo strumento.

Tuttavia, l’attuale documento riflette solo alcune delle posizioni di bilancio della Finlandia in materia di politica estera, come il taglio da 3,1 miliardi di euro a 2,8 miliardi di euro rispetto alla proposta del 2018 per la Politica di Sicurezza e Difesa Comune (PSDC) e per i Paesi e territori d’oltremare, compresa la Groenlandia.

Altri, come la dotazione di preadesione, sono stati mantenuti in linea con la proposta dell’esecutivo di due anni fa a 12,9 miliardi di euro, nonostante la spinta finlandese a tagliare 1,5 miliardi di euro, ovvero l’11,7% dell’assistenza disponibile per i Paesi in via di adesione.

Prima della pandemia, la Commissione era stata disposta a rendere più snello il bilancio della NDICI e ha proposto un ulteriore taglio di 500 milioni di euro in un documento tecnico diffuso tra gli Stati membri, in quello che si è rivelato un tentativo insufficiente di uscire dall’impasse in un vertice dei leader dell’UE a febbraio.

I nuovi 10,5 miliardi di euro “saranno utilizzati esclusivamente per integrare la dotazione della Garanzia per l’azione esterna per combattere le conseguenze negative di COVID-19”, ha dichiarato la Commissione, aumentando la capacità complessiva della garanzia di bilancio dai 60 miliardi di euro, inizialmente proposti, a 130 miliardi di euro.

“La garanzia è uno strumento potente. Fa leva sui fondi del settore pubblico e privato per promuovere gli investimenti e la stabilità macroeconomica nei Paesi partner”, ha dichiarato il commissario per i partenariati internazionali, Jutta Urpilainen.

“Questo effetto moltiplicatore che sfrutta gli investimenti è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno per affrontare le ricadute economiche e sociali causate dal COVID-19 su scala globale”, ha aggiunto.

La scommessa della Commissione sull’ingegneria finanziaria nell’azione esterna può tuttavia deludere coloro che chiedono un maggior numero di aiuti non rimborsabili.

Renew Europe mette in guardia l’esecutivo

Prima di pubblicare la nuova proposta, gli eurodeputati del gruppo liberale Renew Europe hanno messo in guardia la Commissione sul fatto che il fondo di recupero non dovrebbe “vampirizzare il bilancio dell’UE” e si sono espressi contro “la tentazione di usare la magia finanziaria e i moltiplicatori dubbi per vendere un’illusione al pubblico”.

Incanalare tutti i nuovi finanziamenti per l’azione esterna nell’ambito di “Next Generation EU” come garanzie, mentre si asseconda la mossa del Consiglio di tagliare i fondi per la NDICI nell’ambito del QFP si tradurrà probabilmente in un finanziamento inferiore a quello inizialmente previsto nel 2018 per il Fondo Europeo per lo Sviluppo Sostenibile Plus (EFSD+), che comprende non solo garanzie, ma anche sovvenzioni e assistenza tecnica per contribuire a migliorare la qualità dei progetti e l’attuazione delle riforme.

L’esecutivo ha tuttavia proposto di aumentare i fondi per gli aiuti umanitari di altri 5 miliardi di euro.

La Commissione ha anche proposto di ampliare la copertura geografica dei nuovi fondi per includere i Balcani occidentali, in una mossa politicamente importante che potrebbe essere vista come una risposta alle critiche del presidente serbo Aleksandar Vučić, che a marzo aveva suscitato scalpore affermando che “la solidarietà europea è una favola”.