Joe Biden, debole in patria e leader in Europa: il presidente Usa atteso al vertice del G7 e al summit Nato

Joe Biden è il 46º Presidente degli Stati Uniti d'America, in carica dal 20 gennaio 2021. [EPA-EFE/MICHAEL REYNOLDS]

La figura del leader del mondo libero sembra quella di un supereroe, ma il Joe Biden che questa settimana si reca a due vertici europei è in realtà un Presidente politicamente debole, incaricato in qualche modo di risolvere una serie di problemi diplomatici non certo invidiabili.

Sabato (25 giugno) è previsto l’arrivo di Biden in Germania, al vertice del G7, al quale parteciperanno le principali potenze occidentali. A seguire, settimana prossima, il Presidente degli Usa parteciperà al vertice della NATO a Madrid.

Entrambe le sessioni verteranno sull’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ma anche sull’impennata dell’inflazione a livello globale, affiancata dai timori di recessione e dalla sfida, sempre più grande, di contenimento cinese.

Di sicuro, Biden sottolineerà il successo del suo monumentale sforzo per riunire l’Occidente e dare nuova vita alla NATO – un “punto di riferimento per la solidarietà transatlantica nel periodo successivo alla Guerra Fredda”, secondo un alto funzionario statunitense.

Ma c’è anche un’immagine meno lusinghiera del Presidente: è quella di un politico settantanovenne il cui indice di gradimento negli Usa è crollato sotto al 40% e il cui Partito Democratico sembra destinato a perdere il controllo del Congresso a novembre, lasciando il posto agli avversari repubblicani.

Mentre Donald Trump – che ha trascorso quattro anni alla Casa Bianca smantellando le alleanze americane – prepara la sua personale rivincita in vista delle elezioni presidenziali del 2024, Biden è il primo ad ammettere che in molti non hanno più fiducia negli Stati Uniti.

“Viaggio per il mondo cercando di rimettere insieme le cose”, ha detto Biden questo mese a una platea di sindacalisti, e “ovunque vada… mi guardano e io dico: “L’America è tornata”, e loro mi guardano e dicono: “Per quanto tempo?””.

Alleanze democratiche

Biden parla della sua presidenza come di un punto di svolta in una battaglia per la salvaguardia della democrazia occidentale contro personaggi del calibro del Presidente russo Vladimir Putin, nonché contro gli attacchi interni, a cominciare dal tentativo di Trump di ribaltare le elezioni del 2020.

Una parte importante di questa campagna consiste nel ricostruire le alleanze e nel ripristinare il tradizionale ruolo degli Stati Uniti come “primi tra pari”, in antitesi con la politica di Trump di trattare tutti i Paesi come rivali.

Sia in Germania che in Spagna, Biden potrà farsi vanto di notevoli successi, soprattutto per quanto riguarda la risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

“È entrato in carica con l’esplicito obiettivo di rivitalizzare e rafforzare i nostri alleati, le nostre alleanze e i nostri partenariati in tutto il mondo e questo è esattamente ciò che ha fatto”, quanto dichiarato da John Kirby, portavoce della Casa Bianca.

“Non ha avuto paura di usare il potere di aggregazione degli Stati Uniti, che è ancora grande, rilevante e vitale. Il mondo libero ha dimostrato un’incredibile unità”.

Prova di stress

Ma fatte salve tutte le autocelebrazioni che probabilmente si sentiranno all’incontro del G7 in Baviera e a Madrid, i partner occidentali dovranno pensare a come affrontare il contraccolpo sempre più insidioso provocato delle sanzioni inflitte alla Russia.

Il tentativo coordinato di mandare in tilt l’economia russa e di indebolire il rublo non ha chiaramente funzionato finora, mentre l’aumento vertiginoso dei costi energetici sta facendo pagare un prezzo politico molto alto a leader come Biden.

Un funzionario statunitense ha dichiarato che il G7 “adotterà” altre misure per “aumentare la pressione” su Mosca. Ma si presenterà anche una doppia domanda su cui i leader dovranno riflettere. “Come colpire il regime di Putin? Come minimizzare le ricadute sul resto del mondo? Credo che la discussione sulle sfide del mercato dell’energia si svolgerà esattamente in questi termini”, ha riferito.

Tra i segnali di un generale sfiancamento per la situazione in Ucraina che cominciano a vedersi nelle capitali occidentali, Biden spinge l’alleanza transatlantica a resistere. “Ad un certo punto, sarà una sorta di gioco d’attesa: ciò che i russi possono permettersi di sostenere e ciò che l’Europa sarà pronta a sostenere. Questo è uno degli argomenti di cui parleremo in Spagna”, ha aggiunto.

Se ciò accadrà – e se l’Occidente resterà unito di fronte alla crescente minaccia di recessione globale – molto dipenderà da Biden. “La leadership conta molto”, ha detto John Kirby. “La leadership multilaterale conta molto, perché non riguarda solo gli Stati Uniti, ma tutto il mondo”.