Irlanda del Nord, lo Sinn Fein verso una vittoria epocale

L'ex braccio politico dell'organizzazione paramilitare Irish Republican Army (IRA) ha già ottenuto il maggior numero di primi voti di preferenza (29% contro 21,3%). [EPA-EFE/MARK MARLOW]

Il Sinn Fein è sull’orlo di una storica vittoria alle elezioni locali per il parlamento dell’Irlanda del Nord: i risultati parziali del lungo spoglio, cominciato venerdì 6 maggio, il giorno successivo  al voto, danno il partito nazionalista in leggero vantaggio sugli unionisti del DUP, una svolta che potrebbe cambiare profondamente il Regno Unito.

Mentre nella regione britannica segnata da decenni di sangue si attende il risultato definitivo, nel resto del Regno Unito il verdetto delle urne per le elezioni amministrative è stato chiaro. Il partito conservatore del primo ministro Boris Johnson, minato dal ‘partygate’ e dall’inflazione, ha subito una grave battuta d’arresto e indebolito la sua posizione, perdendo diversi seggi soprattutto a Londra e nelleqaltre città dove si è votato.

A Belfast, dove si rinnovavano i 90 componenti dell’assemblea locale, il conteggio dà finora il primo posto al Sinn Fein, partito che sostiene la riunificazione con l’Irlanda, con 21 dei 66 seggi dichiarati contro 19 dei rivale unionisti del DUP, favorevoli alla corona britannica.

L’ex braccio politico dell’organizzazione paramilitare Irish Republican Army (IRA) ha già ottenuto il maggior numero di primi voti di preferenza (29% contro 21,3%). Se questa avanzata sarà confermata dal numero dei seggi ottenuti, il partito otterrebbe la maggioranza relativa nell’assemblea per la prima volta nei cento anni di storia della regione, con la concreta possibilità di mettere in moto una possibile ridefinizione del Regno Unito.

La vicepresidente dello Sinn Fein, Michelle O’Neil, ha parlato di un'”elezione di vero cambiamento”. La vittoria la spingerebbe verso la carica di capo del governo locale, che dovrà essere guidato congiuntamente da nazionalisti e unionisti nell’ambito dell’accordo di pace del 1998. Finora, è stato sempre il DUP ad esprimere il presidente della regione.

I colloqui per la formazione di un governo si prospettano tuttavia difficili, con il rischio di una paralisi politica, anche se lo Sinn Fein ha messo in secondo piano la questione della riunificazione a favore dei temi sociali.

Il DUP condiziona la sua partecipazione a un nuovo esecutivo a un'”azione decisiva” del governo di Londra contro i controlli doganali post-Brexit nella regione, che ritiene minaccino l’integrità del Regno Unito. “Prima accadrà, prima potremo andare avanti”, ha avvertito alla BBC il leader del DUP, Jeffrey Donaldson.

Un altro peso massimo del partito, Edwin Poots, ha affermato che i negoziati richiederanno “settimane, o addirittura mesi”, mentre il ministro britannico responsabile per l’Irlanda del Nord, Brandon Lewis, è atteso a Belfast lunedì.

L’Irlanda del Nord era già precipitata nell’incertezza a febbraio, con le dimissioni del primo ministro unionista Paul Givan in polemica con Londra sulla situazione post-Brexit.

“Il successo dello Sinn Fein sfrutta la debolezza degli unionisti, in un momento di vero cambiamento per il Regno Unito dopo la Brexit. Non rappresenta un cambiamento epocale dell’opinione in Irlanda del Nord a favore della riunificazione”, ha spiegato all’AFP Katy Hayward, politologa della Queen’s University di Belfast, che rimarca anche una frattura nell’elettorato unionista e la crescita del partito centrista Alliance (Alleanza), che al momento ha ottenuto 14 seggi, sei in più delle precedenti elezioni.