Iran, Raisi sceglie un vicepresidente sottoposto alle sanzioni Usa

Mohammad Mokhber, a capo della fondazione Esecuzione dell'ordine dell'Imam Khomeini, è stato nominato vicepresidente dell'Iran. [EPA-EFE/ABEDIN TAHERKENAREH]

Il presidente ultraconservatore dell’Iran Ebrahim Raisi ha nominato domenica 8 agosto come primo vicepresidente Mohammad Mokhber, a capo di un’importante fondazione statale sottoposta a sanzioni dagli Stati Uniti.

Mohammad Mokhber guida la fondazione Setad, conosciuta anche come Esecuzione dell’ordine dell’Imam Khomeini (Eiko) in onore del fondatore della repubblica islamica Ruhollah Khomeini. Mokhber, a capo di Setad dal 2007, da tempo è stato accostato dalla stampa alla carica di vicepresidente.

Setad è stata fondata nella seconda metà degli anni ’80 allo scopo di gestire le proprietà confiscate dopo la rivoluzione del 1979. È successivamente diventata un conglomerato che possiede quote in diverse industrie, inclusa nella sanità, dato che la sua Barekat Foundation ha prodotto il primo progetto locale iraniano di vaccino anti-Covid, che ha ricevuto l’approvazione di emergenza nel Paese a giugno.

Il Setad e Mokhber sono stati inseriti dagli Stati Uniti nella lista nera a gennaio di quest’anno. Washington ha dichiarato che la fondazione “detiene quote in quasi ogni settore dell’economia iraniana, dall’energia alle telecomunicazioni passando per i servizi finanziari”.

Il nuovo presidente Raisi, che ha vinto le elezioni del 18 giugno segnato da un astensionismo record, prende il posto del moderato Hassan Rouhani. Giovedì 5 agosto ha giurato di fronte al parlamento, a cui dovrà presentare una lista di ministri entro due settimane.

Raisi è un ex procuratore generale e presidente della corte suprema, a sua volta sottoposto a un regime di sanzioni dagli Stati Uniti per il suo coinvolgimento negli abusi sui prigionieri e nelle violazioni dei diritti umani.

Come capo dello staff, Raisi ha scelto Gholamhossein Esmaili, ex portavoce della magistratura ed ex procuratore a sua volta, che è sottoposto a un regime di sanzioni da parte dell’Unione europea per lo stesso motivo del presidente.

La presidenza di Raisi, nelle previsioni, potrebbe consolidare il potere nelle mani dei conservatori. Sempre domenica, nella capitale Teheran la corsa alla posizione di sindaco è stata vinta dall’ultraconservatore Alireza Zakani, anche lui candidato alle presidenziali che si è ritirato dalla corsa a favore di Raisi. Zakani, membro del parlamento dal 2004 al 2016 e di nuovo lo scorso anno, succede al riformista Pirouz Hanachi.

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Il nuovo presidente iraniano Ebrahim Raisi ha prestato giuramento giovedì 5 agosto di fronte al parlamento. Raisi, un integralista con visione anti-occidentale, aveva ricevuto la benedizione del leader supremo Ali Khamenei.

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Dissidi interni?

Oltre all’annuncio del vicepresidente, domenica 8 agosto ci si attendeva anche la nomina di alcuni ministri del nuovo governo di Ebrahim Raisi. Tuttavia, questo non è avvenuto e diversi media iraniani hanno attribuito il ritardo a possibili dissidi interni tra il nuovo presidente e il suo vice nelle scelte.

Come riporta Iran International citando altri canali informativi locali, i candidati preferiti dal presidente Raisi per la posizione di ministro dell’economia, di capo dell’organizzazione per il bilancio e la pianificazione e di presidente della Banca centrale dell’Iran non sarebbero coincidenti con quelli scelti dal suo vice, che gode comunque dell’appoggio della guida suprema Ali Khamenei.

Il portavoce del parlamento iraniano aveva inizialmente comunicato che la lista dei ministri sarebbe stata resa nota domenica, salvo poi spostare la data a martedì. Tuttavia, martedì non sono previste sessioni del parlamento, perciò l’annuncio potrebbe essere spostato ulteriormente a mercoledì, con la volontà espressa anche dall’Ayatollah Khamenei di formare un esecutivo il più velocemente possibile.