Il segretario di Stato americano Pompeo annulla la visita in Europa dopo i no dei leader Ue

Mike Pompeo, Segretario di Stato Usa dell'amministrazione Trump. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

Mike Pompeo, già fedelissimo del Presidente Usa uscente, ha cancellato alcune visite programmate tra Bruxelles e Lussemburgo dopo i fatti violenti del 6 gennaio a Washington.

Retromarcia sull’ultimo viaggio in Europa di Mike Pompeo, segretario di Stato del Presidente uscente Usa Donald Trump, che aveva in programma incontri con ministri Ue e alla Nato nella giornata di martedì 12 gennaio. Il fedelissimo esponente di governo doveva incontrare a Bruxelles la vice premier e responsabile Esteri belga Sophie Wilmès, oltre al segretario generale dell’Alleanza nord-atlantica Jens Stoltenberg. In più doveva andare in visita in Lussemburgo.

Ufficialmente la cancellazione sarebbe dovuta alla gravissima crisi interna degli Stati Uniti dopo l’assalto armato al Parlamento da parte dei sostenitori di Donald Trump, che da mesi agita i propri ‘tifosi’ contro l’esito delle elezioni che ha inequivocabilmente perso, parlando di brogli e irregolarità puntualmente smentite da tutti gli organismi istituzionali preposti a farlo. Tra l’altro la situazione, si apprende da fonti delle forze dell’ordine statunitensi, non è affatto rientrata e si temono altre e più massicce mobilitazioni armate contro le sedi governative a Washington.

La situazione è dunque molto tesa e così, in una nota della portavoce del Dipartimento di Stato Morgan Ortagus, si parla di annullamento della visita per continuare a lavorare ad un “processo di transizione ordinato” con il team del presidente eletto Joe Biden.

“Pompeo non lo vogliamo!”

In realtà i motivi sarebbero altri, come si apprende da Euractiv.com: la cancellazione all’ultimo minuto sarebbe causata dalla forte ondata di indignata preoccupazione per l’assalto di Capital Hill di cui Trump è visto come il mandante politico e morale, se non addirittura come golpista. Pompeo è rimasto fedele a The Donald, almeno in un primo momento, nonostante le dimissioni di alcuni suoi colleghi di gabinetto e gli inviti a lasciare l’incarico presidenziale.

Molti leader europei hanno preso le distanze dal presidente uscente (anche se non vuole uscire di scena), tra cui la vice premier belga e il segretario generale Nato che dovevano incontrare l’esponente di governo Usa. Ma la presa di posizione più dura, ostile alla presenza del Segretario di Stato, è stata quella del ministro lussemburghese degli Esteri Jean Asselborn che, da quanto hanno detto fonti degli ambienti alla Reuters, si sarebbe rifiutato di incontrare Pompeo unitamente ad alti funzionari Ue.

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A confermare questo anche un funzionario lussemburghese che, chiedendo di mantenere l’anonimato, ha parlato dell’annullamento come di una protesta proprio verso i commenti del ministro di Lussemburgo, che ha la fama di non avere peli sulla lingua. In seguito alle violenze del Campidoglio il titolare degli Esteri del Granducato aveva dato a Trump del “piromane politico che deve essere portato davanti a un tribunale”, accusandolo di aver “ignorato la sua stessa Costituzione, le decisioni dei tribunali e i risultati delle elezioni”.

Nel programma di viaggio dello sgradito ospite non erano previsti incontri con i vertici dell’Unione, ha detto un portavoce Ue ad Euractiv.com, ma non è stato chiarito se potenziali colloqui con il presidente del Consiglio europeo Michel, la presidente della Commissione Von der Leyen e l’alto rappresentante Borrell, erano stati richiesti da Washington.

Con la Nato invece non si sarebbe trattato di un evento pubblico, ma una visita per “sottolineare l’importanza duratura della partnership transatlantica, difendere il continuo successo della Nato nella salvaguardia della comunità transatlantica e nell’adattamento alle nuove sfide di sicurezza e riaffermare la forza delle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Belgio”, secondo una dichiarazione del Dipartimento di Stato. Il segretario generale Stoltenberg aveva descritto le scene di Capital HIll come “scioccanti” e chiesto che l’esito delle elezioni fosse rispettato.

Come riporta Euractiv.com, da Washington non hanno voluto commentare sul rifiuto degli incontri con Pompeo da parte dei funzionari europei.

Si chiudono gli anni più difficili dei rapporti Usa-Ue

Durante tutto il suo mandato, Pompeo è stato ricevuto freddamente dagli esponenti Ue (se non schivato da altri leader), in particolare per le politiche di Trump che hanno debilitato il multilateralismo (in particolare l’abbandono del Jcpoa sul nucleare iraniano e di altre organizzazioni internazionali, oltre che per la guerra commerciale dei dazi e le politiche contro l’ambiente).

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La prepotenza del Segretario di Stato in alcune occasioni ha toccato livelli mai visti, come quando ha accusato l’Ue di essere “dalla parte degli Ayatollah” iraniani solo perché aveva fatto notare che le ulteriori sanzioni che voleva imporre Washington sul nucleare non erano valide in quanto gli Usa erano usciti dall’accordo di Vienna del 2015 (tra l’altro, contro l’Iran il politico italo-americano non ha mancato di tuonare nella giornata di martedì).

Dopo la nomina al Dipartimento di Stato americano di Anthony Blinken, in attesa dei passaggi parlamentari di conferma, i funzionari europei attendono con ansia la nuova scelta di Biden sull’ambasciatore presso l’Ue dopo la pessima esperienza di questi anni.

Una fonte degli ambienti diplomatici non ha nascosto ad Euractiv.com quanto sarà difficile ricostruire “ciò che è stato distrutto sotto la gestione di Gordon Sondland”, l’ambasciatore di Trump a Bruxelles dal 2018 al 2020.

La prima potenziale apparizione di Biden a Bruxelles è prevista per i primi mesi del 2021 (sono in verifica alcune date di marzo): dopo l’invito ufficiale di Stoltenberg ad un vertice Nato, l’Ue punta ad una sua partecipazione in una delle riunioni del Consiglio europeo in primavera.

Vedremo quanto le drammatiche tensioni interne agli Stati Uniti, che fanno presagire addirittura una situazione assai vicina alla guerra civile, permetteranno al nuovo inquilino della Casa Bianca di occuparsi da subito dei rapporti con l’Europa (dalla quale gli Usa si stanno svincolando sempre più), con l’Ue chiamata ad una maggiore responsabilità nel contesto globale.