Il Montenegro ha iniziato a pagare il prestito cinese da 1 miliardo di dollari per l’autostrada

Il primo ministro montenegrino Krivokapic. [EPA-EFE/BORIS PEJOVIC]

Il Montenegro ha un problema finanziario: deve ripagare alla  un prestito da quasi un miliardo di dollari contratto per la realizzazione di un’autostrada e c’è il rischio che questa operazione abbia pesanti conseguenze sull’economia del Paese.

Il Montenegro ha iniziato il pagamento della prima rata del prestito da quasi un miliardo di dollari, da parte della Cina, per la costruzione di una strada che collegherebbe il paese dalle zone interne fino al mare. Uno sforzo finanziario, quello verso la Banca Exim, che secondo alcuni esperti potrebbe distruggere l’economia della nazione balcanica.

Il prestito, da 944 milioni di dollari, è stata pattuito nel 2014 come parte di un piano per costruire un’autostrada dal porto adriatico della città di Bar (conosciuta anche col nome Antivari) fino al confine nord con la Serbia. Si tratta di uno dei diversi progetti cinesi nei Balcani occidentali che preoccupano l’occidente per l’eccessiva dipendenza da Pechino dei governi di quelle nazioni.

Come ricordato su Euractiv.it si tratta di un prestito che vale un quarto dell’intero debito pubblico dell’ex federata jugoslava, avviato dal precedente governo. Il prezzo da pagare potrebbe essere alto anche termini geopolitici: in caso di insolvenza è previsto, di fatto, che la Cina diventi ‘proprietaria’ dell’intero Montenegro. In questa situazione, dalle prospettive assai preoccupanti, tutto potrebbe volgere verso soluzioni politiche di tipo extracontrattuale, ma sulle quali manca ogni tipo di definizione.

L’annuncio del pagamento è arrivato dal ministro delle Finanze Milojko Spajic, che ha fatto sapere all’agenzia di stampa locale Mina che il governo ha versato la prima rata di quasi 33 milioni di dollari. Tra l’altro il prestito copre solo i primi 41 chilometri, lasciandone altri 130 ancora da costruire.

Il primo tratto avrebbe dovuto essere completato nel 2019, ma si prevede che venga terminato a novembre. Il Montenegro dovrebbe pagare un’altra rata del prestito nel prossimo gennaio, ma le entrate del governo sono state compromesse dalla pandemia di coronavirus. A risentirne è stato soprattutto il turismo, settore chiave. Già lo scorso anno, il debito pubblico del paese ammontava al 97% del Prodotto interno lordo (Pil), dunque ben oltre il limite dichiarato dall’Ue del 60%, mentre il prestito cinese rappresenta da solo quasi un quinto del Pil, compreso in 4,9 miliardi di euro.

Il Montenegro ha chiesto aiuto all’Ue per rifinanziare il prestito e il commissario europeo per l’Allargamento Oliver Varhelyi ha detto che l’Unione sta lavorando a una soluzione. Bruxelles, del resto, non vuole perdere ulteriore influenza nei Balcani, dove oltre alla Cina è molto attiva anche la Russia.