I leader europei chiedono alla Turchia di “essere rispettati”

epa08784750 Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel tiene un briefing per la stampa alla fine del Consiglio europeo, incentrato principalmente sulla crisi COVID-19, a Bruxelles, Belgio, il 29 ottobre 2020. EPA-EFE/OLIVIER HOSLET / POOL

I leader dell’Unione Europea hanno chiesto alla Turchia di mostrare un po’ di rispetto e hanno avvertito che la sua invasione nelle acque greche è “del tutto inaccettabile”.

I 27 leader nazionali si sono incontrati in videoconferenza per discutere misure straordinarie per affrontare la pandemia di coronavirus, ma il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha detto di aver discusso anche delle tensioni nel Mediterraneo orientale.

La Turchia ha dispiegato una nave da ricerca per cercare gas nelle acque territoriali greche, scatenando un feroce scontro verbale con i leader europei, che hanno parlato anche di sanzioni.

La Nato ha istituito una linea telefonica diretta per aiutare i militari greci e turchi ad evitare scontri accidentali, e la Germania ha guidato un’azione diplomatica. Ma la Grecia e Cipro, con il forte sostegno della Francia, hanno chiesto un’azione più dura. I leader dell’Ue torneranno sulla questione al prossimo vertice.

“Abbiamo espresso la nostra determinazione ad essere rispettati e abbiamo deciso di lavorare su due binari, uno positivo e uno meno positivo”, ha detto Michel. “Abbiamo offerto un modo chiaro di lavorare per un’agenda positiva con la Turchia. Finora la Turchia non ha scelto questa strada”, ha aggiunto.

“Condanniamo la recente azione unilaterale nel Mediterraneo orientale, le provocazioni e la retorica che sono del tutto inaccettabili”, ha avvertito. “Avremo l’occasione di tornare su questo tema a dicembre”, ha concluso, riferendosi al prossimo vertice dell’Ue in programma, in cui i 27 potrebbero decidere di agire. I leader europei per ora intendono usare “il bastone e la carota” nei confronti della Turchia, e hanno deciso di aspettare il vertice di dicembre prima di imporre sanzioni.

Di fronte ad uno scenario di tensioni che proseguono da mesi e all’invasione delle proprie acque territoriali, l’Ue si limita a ribadire richieste di “rispetto” e a minacciare ancora una volta sanzioni. Queste però ci saranno solo dopo aver aspettato per più di un mese la prossima riunione tra i leader degli Stati membri, ammesso e non concesso che quell’incontro sia sufficiente per decidere come agire, al di là di dichiarazioni più o meno dure o “positive”, per usare le parole di Michel.

Non essendoci un organo esecutivo titolato a decidere in materia di politica estera e di difesa, non resta che affidarsi a schermaglie verbali, mentre si resta alla mercé degli interminabili tempi diplomatici. Ecco allora che Erdogan può permettersi di insultare non solo la Grecia e Cipro, ma anche la Francia. Del resto can che abbaia..