Guerra nello Yemen: il Regno Unito torna a vendere armi ai sauditi

Il premier Boris Johnson. EPA/KERIM OKTEN

Bufera sul premier Johnson proprio nei giorni in cui sono state annunciate sanzioni contro funzionari sauditi implicati nell’omicidio del giornalista Khashoggi. Caso Magnitsky: Mosca adirata per le accuse di Londra.

Poco più di un anno fa il Regno Unito aveva bloccato la vendita di armi all’Arabia Saudita, implicata nella guerra civile dello Yemen, ma da un articolo della Bbc si apprende che queste ripartiranno, nonostante le preoccupazioni manifestate rispetto ad un utilizzo contro i civili e per la violazione del diritto umanitario internazionale. Le vendite erano state sospese nel 2019 dopo che attivisti pacifisti avevano impugnato legalmente la questione.

L’emittente televisiva londinese sottolinea come l’Onu riporti della morte di almeno 7.700 civili dal 2015 e ha detto che il 60% di questi è dovuto ai bombardamenti della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, di cui fanno parte anche gli Emirati Arabi Uniti.

Intanto il premier Boris Johnson è sotto attacco. Dai laburisti, si apprende sempre dalla Bbc, arrivano bordate che accusano “messaggi contrastanti del governo… hanno minato la pretesa del Regno Unito di essere difensori dei diritti umani”.

Una decisione “moralmente indifendibile” per la segretaria ombra del commercio internazionale Emily Thornberry che arriva “in un momento in cui milioni di bambini yemeniti stanno affrontando la minaccia mortale della fame e delle malattie” mentre “la Gran Bretagna dovrebbe lavorare a fondo per porre fine a questa terribile guerra, non vendere le armi che continuano ad alimentarla”. Il Paese è spaccato. Dure contestazioni arrivano anche dalla Scozia, con il portavoce degli affari esteri dello Partito nazionale scozzese, Alyn Smith, che accusa il governo Johnson di aver “ripetutamente e vergognosamente anteposto i profitti alla pace”.

Il Regno Unito ha cercato a lungo di mediare una soluzione politica al conflitto nello Yemen, sostenendo il governo nel suo sforzo di sconfiggere i ribelli ed è stato criticato per non aver preso una linea più dura con l’Arabia Saudita, alleato di lunga data di Londra.

Tra l’altro, la notizia sulla ripresa dell’invio di armi, arriva dopo che la Gran Bretagna ha annunciato sanzioni contro contro 20 funzionari sauditi sospettati di aver avuto un ruolo nell’omicidio di Jamal Khashoggi, per il quale mercoledì 8 luglio è iniziato il processo a Istanbul. Anche la Russia è nel mirino per la morte di Sergei Magnitsky, avvocato e attivista anti-corruzione, deceduto in circostanze controverse nelle carceri della Federazione nel 2009. Non a caso il provvedimento adottato è simile al Magnitsky act americano, che prende il nome proprio dal legale deceduto, entrato in vigore negli Stati uniti durante l’amministrazione Obama. Il “Sanctions and Anti-Money Laundering Act” è una legge varata nel 2018 per regolare la materia dopo la Brexit.

Nella lista sono presenti 20 sauditi, coinvolti secondo Londra “direttamente o indirettamente” nell’uccisione di Khashoggi. Tra questi Saud al-Qahtani, colui che è ritenuto il capo della squadra che nel 2018 uccise il giornalista nel consolato di Istanbul, smembrandone il corpo. Sono 25, invece, i russi coinvolti nella morte di Magnitsky tra cui risultano il vice ministro dell’Interno Alexei Anichin, il capo della commissione investigativa Alexander Bastrykin, il vicedirettore del carcere Butyrka di Mosca Dmitry Kratov e il vice procuratore generale Viktor Grin.

Figurano inoltre nell’elenco anche due capi militari del Myanmar, Min Aung Hlaing e Soe Win, accusati di genocidio e crimini di guerra contro la minoranza musulmana dei Rohingya in un’inchiesta Onu. Finiscono poi sotto sanzioni anche i ministeri per la pubblica sicurezza e la sicurezza di stato della Repubblica popolare di Corea.

I provvedimenti hanno scatenato reazioni, in particolare a Mosca, dove, per mezzo del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, è stato comunicato che non mancheranno risposte alle sanzioni britanniche.

Gran Bretagna, Johnson allenta il lockdown e viene accusato di "mancanza di chiarezza”

Il Regno Unito inizierà gradualmente ad allentare le misure di lockdown questa settimana: le persone sono incoraggiate a tornare al lavoro e a poter fare esercizio fisico senza limiti, ha annunciato domenica 10 maggio il primo ministro Boris Johnson.

Tuttavia, il …