Guerra in Ucraina, l’Ue si prepara a un’ondata di rifugiati. Questa volta il gruppo di Visegrad apre le frontiere

L’Unione europea si prepara ad accogliere milioni di profughi. La prima destinazione per chi fugge sono i Paesi dell’Europa centro-orientale, noti per la loro politica anti-immigrazione, che hanno dichiarato di essere pronti a riconoscere lo status di rifugiati agli ucraini in fuga.

Scappano a piedi, chi cerca di farlo in auto rimane in coda per decine di ore. Senza niente, chi c’è riuscito ha raccolto poche cose. I più fortunati hanno un piccolo trolley. Migliaia di Ucraina, con l’intensificarsi dell’attacco russo, nella notte di giovedì 24 febbraio hanno tentato di lasciare il Paese. Sono soprattutto donne e bambini. I varchi di frontiera aperti per ora sono Vysné Nemecké in Slovacchia, Záhony in Ungheria, Siret in Romania e Palanca in Moldavia.

“Questa notte Romania e Polonia hanno aperto le frontiere. Fanno passare donne, bambini e anziani. C’è assistenza aiuto e sostegno per i profughi appena passato il confine. Ci sono lunghe code ma ci si muove. È permesso il passaggio con qualsiasi documento che dimostra l’identità” ha dichiarato Fabio Prevedello, presidente della Associazione europea Italia-Ucraina.

L’appello di Unhcr: frontiere aperte

Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati in migliaia hanno già lasciato il Paese e gli sfollati sono oltre 100.000, da quando è iniziata l’invasione da parte della Russia. “Siamo gravemente preoccupati per il rapido peggioramento della situazione e per l’azione militare in corso in Ucraina. Le conseguenze umanitarie sulle popolazioni civili saranno devastanti. Non ci sono vincitori in guerra, ma innumerevoli vite saranno strappate”, scrive in un comunicato l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

“L’Unhcr sta lavorando con le autorità, le Nazioni Unite e altri partner in Ucraina ed è pronto a fornire assistenza umanitaria ovunque sia necessario e possibile. A tal fine, la sicurezza e l’accesso per gli sforzi umanitari devono essere garantiti. L’Unhcr sta anche lavorando con i governi dei paesi vicini, invitandoli a mantenere le frontiere aperte per coloro che cercano sicurezza e protezione. Siamo pronti a sostenere gli sforzi di tutti per rispondere a qualsiasi situazione di sfollamento forzato”, continua la nota.

Polonia, Ungheria e Romania

Giovedì il governo polacco ha fatto sapere che Varsavia sta allestendo centri di accoglienza e ospedali per far fronte all’afflusso di persone in fuga. In giornata dovrebbero essere pronti otto centri di accoglienza vicino ai varchi di passaggio sul confine polacco-ucraino.

Il ministro della Salute, Adam Niedzielski, ha detto che la Polonia creerà un treno speciale per trasportare i feriti in 120 ospedali polacchi.

Nel Paese vivono già 1,5 milioni di ucraini vivono. Il governo di Varsavia, che in passato si è sempre rifiutato di accogliere rifugiati e richiedenti asilo provenienti da altri Paesi Ue e che nei mesi scorsi ha respinto i migranti in fuga dalla Bielorussia, all’inizio di febbraio aveva fatto sapere che avrebbe accolto fino a un milione di rifugiati ucraini, se necessario.

Il governo ha chiesto anche ai i sindaci di presentare dei piani in cui devono indicare quanti rifugiati potrebbero ospitare e quanto costerebbe, ha scritto su Twitter Krzysztof Kosiński, il sindaco di Ciechanów nella Polonia centro-settentrionale.

Anche primo ministro ungherese Viktor Orban, noto per le sue politiche anti-immigrazione, ha detto che il suo Paese è pronto ad accogliere gli ucraini in fuga. L’Ungheria è pronta a “fornire assistenza” ai profughi, ha spiegato il premier, e sarà in grado di “affrontare questa sfida in modo rapido ed efficace”. Anche La Slovacchia si è detta pronta a riconoscere lo status di rifugiato agli ucraini.

In Romania, secondo i calcoli delle forze dell’ordine, giovedì 5.300 persone in fuga dall’Ucraina sarebbero entrate nel Paese. Il ministro della Difesa Vasile Dancu ha fatto sapere la Romania prevede di ospitare i rifugiati in sei o sette regioni lungo il confine.

In Moldavia invece sono arrivate circa 4.000 persone. “Il governo ha schierato centri di accoglienza temporanea nei pressi delle località di Palanca e Ocnita. I nostri confini sono aperti”, ha scritto su Twitter giovedì la presidente della Moldavia Maia Sandu.

Von der Leyen: siamo preparati 

“La Commissione europea è pronta a sostenere gli Stati membri nella preparazione all’accoglienza man mano che la situazione si evolve in Ucraina. Ringrazio Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria per la loro prontezza e disponibilità a fornire una protezione immediata. Stiamo insieme dalla parte del popolo ucraino”, ha scritto su Twitter la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson.

“Tutti gli stati frontalieri hanno dei piani per accogliere immediatamente i rifugiati dell’Ucraina e abbiamo moltissimo supporto, corridoi umanitari per le persone che avranno bisogno. Aumenteremo l’aiuto all’Ucraina” oltre agli 1,2 miliardi già decisi dall’Ue. “Siamo completamente preparati”, ha assicurato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. La Germania ha già assicurato il suo sostegno ai Paesi dell’Europa centrale e orientale, in particolare alla Polonia, per gestire la nuova ondata di profughi.