Guerra in Ucraina: l’Onu chiede alla Russia il ritiro immediato delle truppe. Cinque Paesi si sono opposti

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato in larga maggioranza a favore della risoluzione che condanna l'invasione russa. [EPA-EFE/JUSTIN LANE]

Solo quattro dei 193 membri delle Nazioni Unite hanno sostenuto la Russia, votando contro la risoluzione che chiede a Mosca di ritirare immeditatamente le truppe dall’Ucraina ponendo fine alla guerra. Altri 35, tra cui India e Cina, si sono astenuti. Nel frattempo, emergono prove che Pechino fosse a conoscenza dei piani di Putin prima che avvenissero.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato a larghissima maggioranza mercoledì 2 marzo una risoluzione che chiede alla Russia di ritirarsi immediatamente dall’Ucraina, la dimostrazione che quasi tutti i Paesi del mondo sono contrari all’invasione.

Dopo quasi due giorni di dibattito straordinario, in cui l’ambasciatore ucraino ha accusato la Russia di genocidio, 141 dei 193 membri delle Nazioni Unite hanno votato a favore della risoluzione non vincolante, dimostrano il loro sostegno all’Ucraina.

“Il mondo sta rifiutando le menzogne della Russia”, ha dichiarato il presidente americano Joe Biden. “La Russia è responsabile dei devastanti abusi dei diritti umani e della crisi umanitaria che stiamo vedendo verificarsi in Ucraina”.

La Cina è una dei 35 Paesi che si sono astenuti, mentre solo cinque hanno votato contro la risoluzione: Russia, Bielorussia, Siria, Corea del Nord ed Eritrea. La Serbia, che storicamente è alleata di Mosca, ha sorpreso molti votando a favore. Infine, l’India, che ha legami militari con la Russia dai tempi dell’Unione sovietica, si è astenuta.

I 35 Paesi che si sono astenuti sono: Algeria, Angola, Armenia, Bangladesh, Bolivia, Burundi, Repubblica Centrafricana, Cina, Congo, Cuba, El Salvador, Guinea Equatoriale, India, Iran, Iraq, Kazakistan, Kirghizistan, Laos, Madagascar, Mali, Mongolia, Mozambico, Namibia, Nicaragua, Pakistan, Senegal, Sudafrica, Sud Sudan, Sri Lanka, Sudan, Tagikistan, Tanzania, Uganda, Vietnam, Zimbabwe.

La risoluzione “deplora” l’invasione dell’Ucraina “con la massima fermezza” e condanna la decisione del presidente Vladimir Putin di mettere in allerta le sue difese nucleari.

Questo voto è stato definito dai diplomatici come un segnale di democrazia in un mondo dove sta aumentando l’autocrazia, proprio mentre le forze di Putin attaccano la capitale ucraina Kiev e i cittadini terrorizzati fuggono.

“Sono venuti per privare l’Ucraina del suo stesso diritto di esistere”, ha detto l’ambasciatore ucraino Sergiy Kyslytsya all’Assemblea prima del voto. “È già chiaro che l’obiettivo della Russia non è solo l’occupazione, è il genocidio”.

L’invasione dell’Ucraina è partita giovedì 24 febbraio. Mosca ha dichiarato di aver agito per “autodifesa” secondo l’articolo 51 del Trattato delle Nazioni Unite. Tuttavia, questo è stato rigettato dai Paesi occidentali, che accusano la Russia di averi violato l’articolo 2 del Trattato, che richiede agli Stati membri di non usare la forza per risolvere le crisi.

L’ambasciatore dell’Ue alle Nazioni Unite Olof Skoog ha detto che il voto non era solo sull’Ucraina. “Si tratta di difendere un ordine mondiale basato sulle regole che tutti abbiamo sottoscritto”, ha dichiarato.

Il segretario generale dell’On Antonio Guterres ha detto che il messaggio dell’Assemblea generale è stato “forte e chiaro”. “Fermate le ostilità in Ucraina, ora. Fermate le armi, ora.”, ha dichiarato. “Per quanto la situazione sia brutta per la gente in Ucraina in questo momento, minaccia di diventare molto, molto peggio”, ha concluso.

Alcune delegazioni hanno deciso di posizionare animali di peluche sui loro tavoli durante la sessione, per ricordare l’impatto devastante del conflitto sui bambini.

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Il Parlamento europeo si riunisce in plenaria martedì 1° marzo per discutere della situazione in Ucraina. “Riconosciamo la prospettiva europea di Kiev”, ha detto la presidente Roberta Metsola. È intervenuto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky …

Chi sarà il prossimo?

Il testo della risoluzione, proposta dai Paesi europei in coordinazione con l’Ucraina, ha subito numerosi cambiamenti negli ultimi giorni. Non “condanna” l’invasione come ci si poteva attendere, ma “deplora con la massima fermezza l’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina”.

Quasi tutti i relatori dell’Assemblea generale hanno condannato la guerra senza riserve. “Se le Nazioni Unite hanno uno scopo, questo è evitare la guerra”, ha detto l’ambasciatrice americana Linda Thomas-Greenfield nel suo discorso di mercoledì.

Ha anche accusato la Russia di “prepararsi ad aumentare la brutalità della sua campagna”. “Abbiamo visto video delle forze russe spostare armi eccezionalmente letali in Ucraina, che non dovrebbero trovarsi sul campo di battaglia. Tra queste anche munizioni a grappolo e bombe a vuoto, che sono vietate dalla Convenzione di Ginevra”, ha detto Thomas-Greenfield.

La Bielorussia, alleata della Russia, ha difeso fermamente l’invasione. L’ambiasciatore Valentin Rybakov ha criticato le sanzioni imposte alla Russia, bollandole come “il peggior esempio di terrorismo economico e finanziario”.

Ha seguito altri alleati della Russia, come la Siria, condannando i “doppi standard” delle nazioni occidentali che hanno invaso nazioni come la Libia, l’Iraq e l’Afghanistan negli ultimi decenni.

Altri ambasciatori hanno sollevato la questione del rischio di un ‘effetto cascata’, se l’Ucraina fosse caduta sotto la Russia. La Colombia si è schierata contro ogni “ritorno a un impero”, mentre l’Albania si è chiesta “chi sarà il prossimo?”

Tra i Paesi arabi, la posizione più forte contro Mosca è stata quella del Kuwait, già vittima di un’invasione da parte dell’Iraq nel 1990. Giappone e Nuova Zelanda hanno guidato la condanna dall’Asia, ma i giganti come Cina, India e Pakistan si sono astenuti.

Pechino, in particolare, ha sottolineato che il mondo “non ha niente da guadagnare” da una nuova guerra fredda.

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La Cina già sapeva dell’invasione?

Secondo quanto ha rivelato il New York Times, un report di intelligence occidentale avrebbe rivelato che alcuni funzionari di alto livello cinesi avevano qualche tipo di conoscenza del piano o delle intenzioni russe di invadere l’Ucraina.

La Cina avrebbe chiesto a Mosca di ritardare l’attacco dopo la fine delle Olimpiadi invernali, secondo una fonte informata sui fatti che ha preferito rimanere anonima.

“Il contenuto del report è solo una speculazione priva di fondamento, e ha lo scopo di spostare la colpa e diffamare la Cina”, ha detto Liu Pengyu, portavoce dell’ambasciata cinese a Washington.

Il presidente Vladimir Putin e l’omologo cinese Xi Jinping si sono incontrati all’avvio delle Olimpiadi lo scorso 4 febbraio e hanno concordato una partnership senza limiti per collaborare maggiormente contro l’Occidente.

Il New York Times ha riferito che il report di intelligence è stato prodotto da un Paese occidentale ed è stato considerato credibile dai funzionari che lo hanno visto.

Bonny Lin, esperta di Cina al think tank Centro di studi strategici e internazionali, ha detto che non era chiaro quanto Xi sapesse delle intenzioni di Putin. Ha fatto notare che la Cina è stata lenta a evacuare i cittadini dall’Ucraina, il che suggerisce che non fosse del tutto preparata.

“Con le prove che abbiamo finora, non possiamo escludere alcuna possibilità: che Xi non ne sapesse nulla (che non è bene), o che invece sapesse qualcosa (che è altrettanto male)”, ha detto.

Curiosamente, anche durante l’ultima edizione dei Giochi olimpici svolta in Cina, Pechino 2008, la Russia ha invaso un altro Paese. Si trattava della Georgia, che in quel caso perse circa il 20% del proprio territorio.