Guerra in Libia, Borrell e ministri Ue: “Fermare subito le ostilità”

L'Alto rappresentante europeo per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Il capo diplomatico dell’Ue e i ministri degli Esteri di Italia, Francia e Germania hanno esortato tutte le parti in lotta in Libia a fermare immediatamente le operazioni militari e a rispettare il cessate il fuoco.

L’alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell e i ministri degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian, tedesco Heiko Maas e italiano Luigi Di Maio hanno esortato, in una dichiarazione congiunta di martedì 9 giugno, “tutte le parti libiche e gli attori internazionali a cessare immediatamente e concretamente tutte le operazioni militari”.

“Facendo seguito agli impegni costruttivi volti a fermare i combattimenti” hanno ricordato, è necessario “riprendere il dialogo e raggiungere un cessate il fuoco nel quadro del Comitato Militare Congiunto 5 + 5, assunti al Cairo il 6 giugno”. Borrell e i ministri degli Esteri di Francia, Germania, Italia esortano di attenersi “alla base della bozza del progetto di accordo del 23 febbraio”.

“Tali sforzi – proseguono – devono indurre tutte le parti a convenire rapidamente su un accordo di cessate il fuoco nel quadro del Comitato Militare Congiunto 5 + 5, che comprenda il ritiro di tutte le forze straniere, mercenari e attrezzature militari fornite in violazione dell’embargo sulle armi delle Nazioni Unite da tutte le regioni della Libia, e ad impegnarsi in modo costruttivo in tutti i settori del dialogo intra-libico guidato dalle Nazioni Unite al fine di pervenire ad un accordo politico generale conformemente agli impegni assunti a Berlino”.

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Il cessate il fuoco libico sarebbe dovuto entrare in vigore lunedì ed è stato rilanciato da Khalifa Haftar, leader delle forze della Cirenaica (sostenuto da Russia, Egitto ed Emirati arabi) opposte al governo riconosciuto dalla comunità internazionale e dalla Turchia guidato da Serraj.

Le truppe governative dell’Accordo nazionale (Gna) stanno proseguendo nella controffensiva e, dopo aver ripreso alcune aree a sud di Tripoli, stanno sferrando attacchi contro i luoghi controllati dall’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) che, lunedì 8 giugno, hanno portato alla morte di 8 civili a Sirte. Le forze Gna hanno dichiarato l’obiettivo di prendere la città della Tripolitania (dove fu ucciso il dittatore Muammar Gheddafi durante le rivolte del 2011) e i recenti successi contro gli uomini di Haftar hanno facilitato la strada.

“Impegnarsi in modo costruttivo in tutti i filoni del dialogo intra-libico guidato dall’Onu per aprire la strada a un accordo politico globale secondo i parametri concordati a Berlino” hanno dichiarato Borrell e i Ministri. Si ricorda che, il 19 gennaio scorso, i principali Paesi coinvolti nel conflitto libico hanno concordato di rispettare un embargo sulle armi e di non interferire più negli affari interni della Libia.