Grecia, prosegue il riarmo con il maxi accordo con Israele: Turchia avvertita

Il Dg della Gddia ten. gen. Lagios (sx) e il direttore della Direzione cooperazione internazionale (Sibat) durante la firma ad Atene il 16 aprile 2021. [EPA-EFE/STR]

Atene e Gerusalemme hanno firmato un accordo sulla difesa da 1,65 miliardi di dollari: nel ‘pacchetto’ la gestione di un centro di addestramento e la fornitura di 10 nuovi aerei M-346 prodotti da Leonardo. Dopo gli accordi sull’energia si rafforza il rapporto di due protagoniste del Mediterraneo orientale.

Grecia e Israele fanno sul serio. Se è vero che i due Paesi stanno creando un asse energetico per il Mediterraneo orientale che tiene dentro, sebbene in partite differenti, Cipro ed Egitto, lo è altrettanto che entrambi stanno procedendo in egual maniera in ambito militare.

A dimostrarlo l’accordo di difesa da 1,65 miliardi di dollari, firmato nello scorso fine settimana, che coinvolge l’israeliana Elbit Systems Ltd in qualità di gestore di un centro di addestramento per la forza aerea greca, nel tentativo di stringere relazioni politiche ed economiche bilaterali.

Il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz e il presidente e Ceo di Elbit Systems, Bezhalel (Butzi) Machlis hanno accolto con grande entusiasmo la firma che rappresenta la più vasta operhhazione finanziaria per i due Paesi nel settore.

Essa include anche la consegna di dieci nuovi aerei da addestramento M-346, prodotti dalla divisione velivoli della società italiana Leonardo già in dotazione ad Israele, oltre alla manutenzione della flotta di addestramento per l’aeronautica greca per i prossimi ventidue anni. In più, Elbit aggiornerà e gestirà gli aerei T-6 greci.

Scontro Grecia-Turchia nel Mediterraneo: flop dei colloqui. Preoccupazione della Nato

Nell’incontro tra Atene e Ankara, sui colloqui riguardanti i confini del Mediterraneo orientale e i diritti energetici, mediato dalla Nato, non è stata raggiunta una svolta. Apprensione del segretario generale Stoltenberg.

Non c’è stata alcuna svolta nei colloqui tra Grecia e …

Un accordo che segue l’acquisto, da parte della Grecia, di 18 caccia multiruolo Dassault Rafale (proprio nel giorno in cui sono ripresi i colloqui esplorativi con Ankara del 25 gennaio). La commessa da 2,5 miliardi di euro prevede, oltre alla consegna dei caccia, anche il sostegno logistico e la fornitura degli armamenti.

La ripresa della corsa al riarmo della Grecia ha avuto inizio nella seconda metà del 2020, dopo i continui attriti con la Turchia nel Mediterraneo orientale, per i quali la Francia ha intensificato la presenza militare, nella regione marittima, in difesa di Atene.

L’intesa rafforza la collaborazione tra i due Paesi in chiave anti-turca, tesi confermata da diversi analisti, sia Atene che Gerusalemme sono diffidenti sulle intenzioni di Ankara nel Mediterraneo orientale, nonostante i proclami concilianti (a fasi alterne) del governo di Erdogan dall’inizio del 2021.

Le trivellazioni turche per gas e petrolio al largo della zona economica esclusiva (Zee) cipriota stanno continuando, mentre rimane aperta la questione delle esplorazioni per l’accaparramento di risorse energetiche a ridosso delle coste greche. Le relazioni diplomatiche con Israele, poi, sono ai minimi storici.

infatti, guardando anche allo scenario dei rapporti con Ankara, nel marzo scorso Grecia, Cipro ed Israele hanno sottoscritto un importante memorandum per l’approvvigionamento elettrico, mentre si parla di alcune modifiche ad un trattato per il trasporto del gas che vede protagoniste Atene e l’Egitto.

Il punto sulle ‘triplici intese’ energetiche 

Come già accennato nelle righe precedenti, a marzo la Grecia, Israele e Cipro hanno messo la firma su un memorandum per la costruzione di un cavo elettrico sottomarino nei fondali del Mediterraneo da circa 760 milioni di euro, che sarà completato entro il 2024. Il cavo si estenderà per circa 1.500 chilometri di lunghezza e fino a 2.700 metri di profondità e avrà anche una tensione di 1.000-2.000 megawatt (MW).

Energia elettrica: Grecia, Cipro e Israele unite dal cavo sottomarino EuroAsia Interconnector

I tre Paesi mediterranei hanno firmato un accordo per la costruzione di una infrastruttura, finanziata in parte dall’Ue, che toglierà Nicosia dall’isolamento energetico.

Un’intesa trilaterale tra Grecia, Israele e Cipro, che hanno messo la firma su un memorandum per la costruzione …

Il progetto sarà parzialmente finanziato dall’Ue; l’infrastruttura infatti interessa direttamente il suo Stato membro Cipro, da tempo al centro delle contese sul Mediterraneo orientale che contrappongono la Grecia e l’Ue alla Turchia.

Inoltre, secondo quanto riportava a marzo Euractiv.com, Grecia ed Egitto starebbero valutando la possibilità di modificare il tracciato del gasdotto EastMed, escludendo Cipro, in un primo momento inclusa nel progetto. Il motivo è lo stesso: l’incombente e minacciosa presenza di Ankara sull’isola cipriota, di questi tempi una minaccia maggiore per Nicosia.

Secondo le modifiche in discussione l’infrastruttura destinata a portare il gas in Europa partirebbe, come previsto, dal giacimento israeliano ‘Leviathan’ ma, invece di dirigersi verso Cipro attraverso un gasdotto offshore, andrebbe in direzione dell’Egitto via terra per poi salire verso l’isola di Creta, passando attraverso l’area della zona economica esclusiva greco-egiziana. Il resto del tragitto lo coprirebbero navi di gas naturale liquefatto (Lng), che potranno trasportare il gas o nella città greca di Alessandropoli o in altri terminali gasieri europei.