Grecia, la magistratura sotto accusa per il rilascio di un criminale neonazista

La dirigenza di Alba Dorata è finita in carcere perché giudicata colpevole della morte, nel 2013, del musicista antifascista Pavlos Fyssas. [Shutterstock/Alexandros Michailidis]

La decisione del pubblico ministero di scarcerare il militante neonazista di Alba Dorata George Patelis ha causato disordini in Grecia. Si tratta della terza liberazione anticipata di un membro del gruppo neonazista, un episodio che solleva interrogativi sull’integrità del sistema giudiziario greco.

Patelis è stato rilasciato meno di un anno dopo essere stato condannato insieme al resto della dirigenza dell’organizzazione neonazista, provocando una tempesta di reazioni in Grecia.

Alba Dorata è stato giudicato un’organizzazione criminale nell’ottobre 2020, in una storica sentenza del tribunale salutata come una vittoria della democrazia.

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Mercoledì 7 ottobre il Tribunale di Atene ha stabilito che il movimento neonazista Alba dorata è “un’organizzazione criminale”. Una sentenza storica che arriva dopo 5 anni e mezzo di processo.

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Patelis è stato condannato a dieci anni di carcere in quanto membro dell’organizzazione criminale, e per complicità nell’omicidio del rapper antifascista Pavlos Fyssas, avvenuto nel 2013. Tuttavia, ha scontato solo due anni e mezzo di carcere.

Secondo il quotidiano di Atene EfSyn all’origine del suo rilascio ci sarebbero stati problemi con il figlio, ma anche il fatto che “non vi è alcuna seria possibilità di commettere un nuovo atto in quanto il reato contestato è stato commesso per ragioni specifiche in considerazione di determinate circostanze”.

Il pubblico ministero, inoltre, ha affermato che in carcere Patelis si è comportato da “detenuto esemplare”.

Questa decisione arriva nel mezzo di una ripresa dell’attività dell’estrema destra, con recenti attacchi organizzati a scuole e manifestazioni antifasciste, nonché della sempre maggior diffusione di un movimento anti-vaccinazione che sembra essere politicamente legato a gruppi di estrema destra, tra cui Alba Dorata.

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L’avvocato che ha difeso la condanna di Alba Dorata ha definito la decisione del tribunale “inaccettabile”.

“Le decisioni giudiziarie non vengono prese in vitro, ma in un quadro determinato dalla linea del governo, ed è chiaro che ci sono due pesi e due nell’amministrazione della giustizia”, ha affermato l’avvocato Thanasis Kampagiannis.

Anche i partiti di opposizione hanno criticato la decisione, mentre il governo guidato dalla destra di Nuova democrazia (ND) ha reagito affermando che la giustizia è indipendente e che è stato proprio durante i giorni del suo mandato che i membri di Alba Dorata sono stati condannati.

Su pressione dell’opinione pubblica, martedì 19 ottobre il procuratore della Corte Suprema ha indicato che sta valutando la possibilità di sospendere la sentenza di rilascio.