Francia, Mélenchon: in caso di vittoria alle legislative, il Parlamento dovrà pronunciarsi sulla permanenza nella NATO

Il leader di France Insoumise, Jean-Luc Melenchon (al centro), dopo un discorso del 7 maggio, circondato da diversi dirigenti del suo partito e da Olivier Faure, segretario del Partito socialista. [EPA-EFE/CHRISTOPHE PETIT TESSON]

Il leader della sinistra francese ha affermato che qualora riuscisse a diventare Primo ministro, l’adesione di Parigi all’alleanza atlantica dovrà essere ridiscussa dal Parlamento. Un'”uscita immediata” non è all’ordine del giorno, ma il programma del suo partito fa riferimento a questa possibilità.

Giovedì 19 maggio, durante la conferenza stampa di presentazione del programma congiunto della Nuova Unione Popolare Ecologica e Sociale (NUPES), Jean-Luc Mélenchon  è stato interrogato dai cronisti in particolare sulla linea politica nei confronti della NATO che terrebbe nell’ipotesi in cui diventasse capo del governo.

Fin dall’indomani della sua eliminazione al primo turno delle presidenziali (dove è arrivato terzo a soli 400 mila voti di distanza da Marine Le Pen), Mélenchon ha iniziato a fare campagna per le elezioni legislative di giugno, chiedendo ai francesi di dare la maggioranza alla sinistra per consentirgli di diventare Primo ministro in un governo di coabitazione con il presidente Emmanuel Macron.

In vista del voto, il leader della France Insoumise è riuscito a stringere un accordo con i partiti comunista, socialista e verde per creare il cartello elettorale della NUPES. Tra gli alleati, tuttavia, non sono mancate polemiche e lacerazioni, e tra France Insoumise e le altre formazioni permangono importanti differenze programmatiche: una delle principali riguarda proprio il rapporto con l’Unione Europea e quello con la NATO, il che obbliga i vertici dell’alleanza a spiegazioni talvolta contorte sulla questione.

Il programma

L’appartenenza all’alleanza atlantica è una delle 33 misure del programma comune (su 650) comune su cui esistono “sfumature diverse” tra i partiti che partecipano all’unione della sinistra.

Il documento distribuito ai giornalisti all’inizio della conferenza stampa non conteneva alcun riferimento espresso alla NATO, ma semplicemente l’affermazione che l’obiettivo della coalizione di sinistra sarà quello di “riaffermare che le Nazioni Unite sono l’unico organo legittimo di sicurezza collettiva nel mondo” .

Una posizione in linea con quella tradizionalmente difesa da France insoumise – che ha sempre proposto che la Francia abbandoni la Nato – anche se meno esplicita.

Un’uscita immediata è impossibile

Mélenchon ha tuttavia spiegato che questo “punto di vista non è condiviso oggi”, e ha indicato che “il contesto in Europa” deve essere rispettato.

Proporre un’uscita immediata dalla Nato “impedirebbe la realizzazione dell’unione della sinistra”, ha aggiunto, mentre vicino a lui la presidente socialista facente funzione, Corinne Narassiguin, annuiva.

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Una difficile convivenza

Nell’ipotesi in cui diventasse Primo ministro, Mélenchon ha detto di essere contrario al fatto che il presidente possa invocare uno “spazio d’azione riservato” su questioni di difesa e di politica estera: temi su cui, per il leader di France Insoumise, il capo del governo “naturalmente ha autorità”.

Dato che è il presidente che “negozia e firma i trattati”, un’uscita dalla NATO non è altro che “una dissertazione fuori dalla realtà”, ha detto Mélenchon, aggiungendo però poco dopo che se la NUPES vincerà le elezioni legislative, allora andrà applicato tutto il suo programma, perché “in democrazia è l’ultimo che vince ad avere l’ultima parola”.

Un voto in Parlamento

E nel programma pubblicato online – che evidenzia chiaramente le differenze tra i vari partiti della coalizione e dettaglia le rispettive posizioni una volta terminate le elezioni legislative – si legge che il Parlamento sarà chiamato a decidere sull’adesione o l’uscita dalla NATO.

“La France insoumise proporrà il ritiro immediato della Francia dal comando integrato della NATO e poi, a tappe, dall’organizzazione stessa”, si legge nel documento, che poi specifica che “il Partito socialista sarà favorevole al mantenimento della Francia nella NATO”.

Anche durante la conferenza stampa, Mélenchon ha affermato chiaramente che “l’Assemblea  nazionale sarà interpellata” su questo punto, che sarà quindi oggetto di votazione, e gah insistito sulla necessità che “di fronte al mondo, la Francia parli con una sola voce”.

In ogni caso, secondo Mélenchon saranno necessari nuove “discussioni” all’interno della coalizione, per “fissare” l’atteggiamento da assumere nei confronti del presidente e per “affinare [l’approccio] comune”.

Pertanto, per risolvere eventuali “differenze”, come quella sull’adesione alla NATO, Mélenchon garantisce che sarà proprio “l’Assemblea nazionale ad avere l’ultima parola”.

Secondo le attuali proiezioni, la NUPES potrebbe ottenere tra 100 e 160 seggi circa su 577. Ad oggi appare difficile che riesca a guadagnare la maggioranza assoluta nell’Assemblea nazionale, ma sembra chiaro che, data la distribuzione delle circoscrizioni, i deputati di France Insoumise costituiranno il gruppo dominante all’interno della coalizione di sinistra.