Francia e Germania con la Grecia: stop alle azioni turche nel Mediterraneo orientale e a Cipro

Una foto della nave turca di esplorazione sismica Oruc Reis. EPA-EFE/TOLGA BOZOGLU

Gli ellenici hanno chiesto di inserire le questioni aperte con la Turchia nelle conclusioni del Consiglio europeo dopo i rilievi sismici di Ankara nei pressi dell’isola greca di Kastellorizo e le ingerenze e azioni unilaterali nell’isola cipriota. Ma dall’Ungheria arriva la solidarietà di Orbán a Erdoğan.

Francia e Germania, dopo le pressioni della Grecia, hanno accusato la Turchia, giovedì 15 ottobre, di continuare a provocare l’Unione europea con le sue azioni nel Mediterraneo orientale, e l’hanno esortata a chiarire le sue posizioni nelle prossime settimane.

Nonostante l’accordo del vertice Ue del 2 ottobre, volto a persuadere Ankara a interrompere l’esplorazione per il gas naturale nelle acque contese da Grecia e Cipro, mercoledì la Turchia ha dichiarato che stanno ripartendo le operazioni con una nave da ricognizione. La Turchia ha ritirato il mezzo nel mese scorso, poco prima del vertice Ue, durante il quale si è discusso delle sanzioni economiche, per poi riposizionarla il lunedì seguente.

L’Ue ha detto che avrebbe riesaminato la possibilità di sanzioni contro la Turchia in un vertice europeo a dicembre. “Per noi è chiaro che la Turchia sta perpetrando in modo permanente atti provocatori che sono inaccettabili”, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian in una conferenza stampa a fianco dei suoi omologhi tedeschi e polacchi (Francia, Germania e Polonia si sono riunite nel formato chiamato “il Trio di Weimar”).

Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha affermato che la decisione della Turchia di rimandare la nave nel Mediterraneo è “inammissibile”. Interrogato sulla possibilità di anticipare le sanzioni dell’Ue, ha detto si deciderà come reagire nelle prossime settimane. “Per due volte le discussioni previste non hanno avuto luogo e non sappiamo quando avverranno”, ha detto. “Dobbiamo aspettare di vedere se ci saranno progressi nelle prossime settimane e poi vedremo quale atteggiamento dovrà essere adottato dall’Ue”.

Il sostegno ungherese alla Turchia

Nel frattempo, Euractiv ha appreso che, con una mossa che ha fatto innervosire Atene, il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha abbandonato la discussione sulla Turchia in occasione della riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue tenutasi lunedì a Lussemburgo.

Il ministro ungherese se ne è andato all’improvviso quando i ministri degli Esteri dell’Ue hanno iniziato la discussione sul ritorno della nave da ricerca turca Oruç Reis in acque controverse, per rientrare quando la discussione è terminata e si è passati alla questione successiva, quella sul Nagorno-Karabakh; in questo contesto tra l’altro ha apertamente sostenuto l’Azerbaigian, alleato della Turchia.

Fonti diplomatiche hanno affermato che la mossa non è stata una coincidenza, visti gli stretti rapporti tra il premier ungherese Viktor Orbán e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.

Le esortazioni del Consiglio europeo alla Turchia

Come si apprende dalle conclusioni il Consiglio europeo ha ribadito la linea della riunione dell’1-2 ottobre 2020 e “deplora le nuove azioni unilaterali e provocatorie della Turchia nel Mediterraneo orientale, comprese le recenti attività esplorative”.

Il Consiglio europeo inoltre “esorta a rispettare le risoluzioni 550 e 789 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sottolinea l’importanza dello status di Varosha e ribadisce la sua piena solidarietà con la Grecia e Cipro” ed “esorta la Turchia a invertire tali azioni e ad adoperarsi per allentare le tensioni in modo coerente e duraturo”.

Sempre nel testo si apprende che il Consiglio “continuerà ad occuparsi della questione per dare seguito alle sue conclusioni dell’1-2 ottobre 2020”.

Sulla questione sono intervenuti anche i leader di Francia e Germania: “Abbiamo convenuto che le recenti misure unilaterali adottate dalla Turchia, che sono ovviamente provocatorie, stanno ora aumentando di nuovo le tensioni invece di allentarle”, ha detto la cancelliere tedesca Angela Merkel.

Il presidente francese Emmanuel Macron, che ha fortemente sostenuto la Grecia, anche fino al punto di organizzare esercitazioni congiunte nel Mediterraneo come dimostrazione di forza (e vendendo mezzi militari), ha detto che l’Europa è pronta a parlare con Ankara.

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