Finlandia, il presidente e la premier propongono l’ingresso del paese nella NATO “senza indugi”

"Essere membro della NATO rafforzerebbe la sicurezza della Finlandia”, e “in quanto membro della NATO, la Finlandia rafforzerebbe l'alleanza nel suo insieme”, ha affermato la prima ministra finlandese, Sanna Marin, in una dichiarazione congiunta con il presidente Sauli Niinistö. [EPA-EFE/FRANCK ROBICHON / POOL]

Giovedì 12 maggio il presidente e la prima ministra finlandesi hanno affermato di essere favorevoli all’ingresso del paese nella NATO “senza indugi”, in quello che è un cambiamento radicale della politica estera del paese. Nel frattempo, anche la Svezia è sempre più vicina all’adesione all’Alleanza atlantica.

“Essere membro della NATO rafforzerebbe la sicurezza della Finlandia”, e “in quanto membro della NATO, la Finlandia rafforzerebbe l’alleanza nel suo insieme”: perciò, il paese “deve fare domanda per l’adesione alla NATO senza indugio”, hanno detto il presidente Sauli Niinistö, e la prima ministra Sanna Marin in una dichiarazione congiunta: “Ci auguriamo – hanno aggiunto – che i passi nazionali ancora necessari per prendere questa decisione vengano presi rapidamente entro i prossimi giorni”.

Dopo che martedì scorso la commissione per la Difesa del parlamento finlandese ha concluso che la NATO è “l’opzione migliore” per la sicurezza del paese dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ora toccherà al tandem formato dal presidente e dalla commissione ministeriale per la politica estera e di sicurezza prendere la decisione formale di chiedere l’adesione alla NATO e presentarla al parlamento, che discuterà e voterà la proposta.

La presidenza finlandese ha reso noto che la conferenza stampa in cui il tandem annuncerà la sua scelta si svolgerà domenica 15, mentre il pronunciamento dell’assemblea dovrebbe arrivare il giorno successivo. Ci sono pochi dubbi sul fatto che la proposta sarà approvata, visto che la gran parte dei 200 deputati e dei partiti si sono detti favorevoli, mentre gli oppositori sarebbero soltanto una decina.

La posizione ufficiale di Marin e Niinistö segna un cambiamento radicale della politica estera della Finlandia, che condivide con la Russia un confine di 1.300 chilometri e un passato doloroso: dopo essere stato parte per secoli dell’impero russo, il paese scandinavo era diventato indipendente nel 1917, ma tra il 1940 e il 1944 fu nuovamente occupato dall’Unione Sovietica.

Nel secondo dopoguerra, il paese fu sottoposto ad uno status di neutralità forzata, la cosiddetta ‘finlandizzazione’, durata fino agli anni ’90, quando il Paese è entrato a far parte dell’UE e si è avvicinato alla NATO, senza tuttavia mai chiedere formalmente di aderire.

Nelle ultime settimane, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, l’opinione dei finlandesi sull’ingresso nell’Alleanza atlantica si è capovolta: secondo un sondaggio pubblicato lunedì 9 maggio, il 76% dei 5,5 milioni di abitanti si dicono ormai favorevoli a farne parte, il triplo rispetto a prima della guerra.

“L’adesione alla NATO non sarebbe contro nessuno”, ha affermato mercoledì sera Niinistö, in risposta agli avvertimenti russi. Il presidente finlandese, da tempo sostenitore del dialogo Est-Ovest, ha aggiunto che la Russia non può che incolpare se stessa per aver costretto il suo vicino a unirsi all’Alleanza.

“Se entrassimo [nella NATO], la mia risposta a[lla Russia] sarebbe: ‘sei tu che hai causato questo, guardati allo specchio’, ha detto Niinistö in occasione della visita del primo ministro britannico Boris Johnson, volato a Helsinki e Stoccolma per firmare due accordi di “assicurazioni di sicurezza reciproche” con Finlandia e Svezia, a cui ha assicurato protezione militare in caso di aggressione nell’intervallo temporale fra la loro richiesta di adesione alla NATO e l’accoglimento delle domande.

 “Dobbiamo sperare che la Svezia, nostro stretto partner, giunga alla stessa conclusione e che possiamo candidarci insieme” a entrare nell’Alleanza, ha dichiarato sul suo blog il ministro della Difesa finlandese, Antti Kaikkonen.

A Stoccolma, la revisione strategica preparata dal governo e dai partiti in Parlamento verrà resa nota venerdì 13 maggio, mentre domenica si terrà una riunione decisiva del partito socialdemocratico della premier Magdalena Andersson – fin qui molto prudente – che potrebbe abbandonare la tradizionale posizione di neutralità – un’eredità dello storico leader Olof Palme – e schierarsi a favore della NATO, così come già hanno fatto i principali partiti d’opposizione.

Un sondaggio pubblicato sul quotidiano Aftonbladet di martedì ha mostrato  che il sostegno all’adesione alla NATO, in costante aumento tra gli svedesi dall’inizio dell’anno, è al 61%, contro il 42% di gennaio.

I paesi membri della NATO si aspettano che Finlandia e Svezia facciano domanda formale per aderire all’alleanza a stretto giro – presumibilmente la settimana prossima – e hanno affermato che concederanno rapidamente l’adesione. L’occasione dovrebbe essere il vertice dell’Alleanza previsto per il 29 e 30 giugno a Madrid.

L’ingresso della Finlandia nella NATO, ha affermato il governo russo, sarà “sicuramente” una minaccia per la Russia. La risposta di Mosca, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, “dipenderà dalla vicinanza delle infrastrutture dell’Alleanza ai confini”, e la Russia “adotterà le necessarie misure per garantire la propria sicurezza”.