Europol: “La criminalità organizzata non è mai stata una minaccia così grave per l’Ue”

[Sito web Europol]

La criminalità organizzata “non ha mai rappresentato una minaccia così grave per l’Unione Europea e i suoi cittadini come oggi”, e la pandemia e le sue ricadute economiche e sociali “rischiano di creare le condizioni ideali perché si diffonda e si radichi” ancora di più in un continente che è già “al punto di rottura” per una diffusione di cocaina senza precedenti. A dirlo è il rapporto quadriennale diffuso lunedì 12 aprile da Europol, l’Ufficio europeo di polizia con sede all’Aia.

Nel documento, presentato in diretta streaming da Lisbona, Europol mette in guardia sulla possibilità che bande criminali sempre più violente prendano il controllo di attività legali rese vulnerabili dai danni economici causati dal Covid-19. Inoltre, secondo la polizia europea, i gruppi criminali si stanno proponendo come venditori di falsi kit per i test e vaccini contro il coronavirus, cercando di inserirsi negli sforzi globali per la ripresa dall’epidemia.

 

“Siamo al punto di rottura: quello che emerge da questo rapporto – ha spiegato all’agenzia AFP la direttrice di Europol, Catherine De Bolle – è che l’impatto” delle attività criminali “sulla vita dei cittadini, sull’economia, sullo Stato di diritto è troppo grande”.

Pubblicato ogni quattro anni, il report ‘Serious and Organized Crime Threat Assessment’ (SOCTA – Valutazione della minaccia della criminalità organizzata e grave dell’Unione europea) sarà utilizzato dagli Stati membri dell’Ue per stabilire le priorità della lotta alla criminalità fino al 2025. Nelle sue oltre cento pagine, l’edizione di quest’anno offre per la prima volta “approfondimenti senza precedenti sulla malavita criminale europea, basata sull’analisi di migliaia di casi e dati di intelligence forniti a Europol”.

Il rapporto, scrive De Bolle nell’introduzione, “indica che le strutture criminali sono più fluide e flessibili di quanto si pensasse in precedenza, che l’uso della violenza da parte della criminalità organizzata sembra aumentare”, e che “la pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto significativo sul panorama della criminalità nell’Ue”.

Poco più avanti, il documento spiega infatti che durante l’epidemia di coronavirus le organizzazioni criminali sono state “rapide ad adattare i prodotti illegali, i loro modi operandi e le loro narrazioni per sfruttare le paure e le ansie degli europei e capitalizzare la scarsità di alcuni beni vitali”. Ciò che è ancora più grave, la prevista “profonda recessione metterà a dura prova le economie europee e globali” e “potrebbe plasmare una grave criminalità organizzata per gli anni a venire”.

Livelli di cocaina “senza precedenti”

Tra le minacce più serie, Europol nel suo report cita in particolare quelle del traffico di droga e della corruzione, tra loro intimamente connesse, con il primo che alimenta la seconda in tutto il territorio dell’Ue. I reati di droga, ha detto De Bolle, “coinvolgono tutti, dai lavoratori portuali ai politici” e si riscontrano in quasi tre quarti dei crimini gravi registrati. Il 40 per cento delle organizzazioni criminali attive in Europa è coinvolto nel traffico di stupefacenti, e il 60 per cento in episodi di corruzione.

Secondo il rapporto, “quantità senza precedenti di cocaina vengono trafficate nell’Ue dall’America Latina, generando profitti multimiliardari” per i criminali sia in Europa che in Sud America. Oggi, inoltre, la purezza della cocaina che arriva in Europa è “al livello più alto mai registrato”, e il suo commercio “alimenta le imprese criminali che utilizzano le loro enormi risorse per infiltrarsi e minare l’economia, le istituzioni pubbliche e la società dell’Ue”.

A dare un’idea della vera e propria invasione di polvere bianca che colpisce il nostro continente, ci sono i blitz delle forze di polizia nei principali porti dell’Unione – tra cui Anversa, Amburgo e Rotterdam – che hanno registrato negli ultimi anni dei sequestri record. A fine febbraio, gli investigatori tedeschi e olandesi hanno intercettato un carico record da 23 tonnellate.

Il commercio di droga, sottolinea Europol, porta con sé una crescita dei livelli di violenza, con le bande criminali che spesso  – ha spiegato De Bolle – “non hanno paura di usare pistole, bombe a mano e torture”. Oppure di “uccidere vittime innocenti, o assassinare giornalisti e avvocati in attacchi diretti alle nostre democrazie”, ha aggiunto la Commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson, intervenuta alla presentazione del rapporto.

La pandemia, poi, ha avuto un ulteriore, importante impatto sul modo in cui opera a criminalità organizzata, spiega il documento: le aziende indebolite dalla crisi potrebbero diventare infatti facili prede per le bande che vogliono ‘ripulire’ i proventi delle attività illegali.

Vaccini falsi, criminalità informatica

Un altro effetto del Covid è stata la repentina crescita del business criminale legato alle paure dei cittadini: “Nelle prime fasi – ha detto De Bolle – abbiamo assistito a un’impennata nel commercio di maschere per il viso e disinfettanti per le mani contraffatti. Ora invece vediamo un aumento del commercio di vaccini falsi e kit per test a casa, molto rischiosi per la salute”.

Sempre la pandemia, ha spiegato Europol, ha fatto aumentare la criminalità informatica, visto che con le restrizioni anti-contagio molte più persone devono vivere e lavorare di più online. “Le infrastrutture critiche – scrive il report –  continueranno a essere prese di mira dai criminali informatici nei prossimi anni, e ciò rappresenta un rischio significativo”.

Su questo fronte, i pericoli più seri arrivano dalle frodi online, comprese quelle sugli investimenti, dal phishing malware e dallo sfruttamento sessuale online dei minori. È molto probabile, poi, che alcune organizzazioni criminali abbiano lanciato “attacchi sofisticati e su larga scala contro infrastrutture critiche per accedere e rubare dati sensibili”. A gennaio, la polizia europea ha bloccato EMOTET, il malware per crimini informatici “più pericoloso al mondo”, utilizzato per penetrare nei sistemi informatici.

Per combattere efficacemente le organizzazioni criminali, ha concluso De Bolle, le forze dell’ordine di tutta l’Ue “devono intraprendere azioni comuni, nuove politiche e ripensare il modo in cui lavoriamo: i sequestri da soli non bastano”.