Elezioni Armenia, vittoria a sorpresa per il partito al governo contro lo schieramento filo-russo

I sostenitori del primo ministro armeno Pashinyan festeggiano la vittoria a Yerevan il 21 giugno 2021. [EPA-EFENAREK ALEKSANYAN]

Nonostante il malcontento popolare per la sconfitta nella guerra del Nagorno-Karabakh e i sondaggi negativi il ‘Contratto civile’ del premier Pashinyan ha ottenuto quasi il 54% dei voti.

Doveva essere una sconfitta annunciata e invece il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, a sorpresa, ha ottenuto una vittoria decisiva nelle elezioni parlamentari rafforzando il governo da lui guidato, dopo mesi di malcontento e proteste per la sconfitta militare contro l’Azerbaijan nella guerra del Nagorno-Karabakh.

Il partito del premier, ‘Contratto civile’, ha vinto con quasi il 54% nel voto di domenica 20 giugno. Il voto di domenica è stato in pratica una corsa a due tra Pashinyan e il suo principale rivale Robert Kocharyan, che aveva già guidato l’Armenia tra il 1998 e il 2008 ed è visto come vicino al presidente russo Vladimir Putin. Nonostante il caldo soffocante, ha votato quasi il 50% dei circa 2,6 milioni di elettori aventi diritto.

“Il popolo armeno ha dato al nostro partito Contratto civile il mandato di guidare il paese e personalmente a me di guidare il paese come primo ministro”, ha detto Pashinyan nelle prime ore di lunedì dopo l’annuncio dei primi risultati, esortando i sostenitori a inondare la piazza principale della capitale Yerevan per celebrare la vittoria. Il leader vittorioso, che è stato detenuto nelle prigioni armene come politico di opposizione e dissidente, era considerato un eroe popolare quando salì al potere con una rivoluzione pacifica nel 2018.

Pashinyan, con quella che sembrava un’ardita scommessa, aveva annunciato elezioni immediate all’inizio dell’anno, quando le proteste contro il suo governo stavano ormai imperversando.

Il Caucaso meridionale a sei mesi dalla fine del conflitto: le sfide per l’Europa

A sei mesi dalla stipula della Dichiarazione tripartita tra Russia, Armenia e Azerbaigian che ha posto fine alla “guerra dei 44 giorni” tra Armenia e Azerbaigian, la parola d’ordine è ricostruzione.

Il contenuto dell’accordo sottoscritto dai leader di Azerbaigian, Armenia e …

Queste manifestazioni e gli appelli dell’opposizione per le dimissioni del primo ministro sono iniziati lo scorso novembre, in seguito all’accordo di pace (mediato da Mosca) per porre fine ai combattimenti con l’Azerbaigian, nemico di lunga data dell’Armenia.

I due paesi hanno combattuto una feroce guerra durata sei settimane, tra la fine di settembre e il mese di novembre, che ha provocato circa 6.500 morti e ha visto Yerevan cedere a Baku importanti porzioni di territorio. Come prima cosa lunedì mattina, il primo ministro ha visitato un cimitero militare e ha deposto fiori sulle tombe dei soldati.

Tra paura del ritorno delle ‘élite’ e la scelta di “Un leader onesto”

Secondo gli analisti molti armeni hanno votato per Pashinyan perché temono il ritorno delle vecchie élite filo-Cremlino; un sentimento che si è fatto molto sentire soprattutto nella capitale Yerevan. “La gente vuole avere un leader onesto che non rubi e non sia un oligarca”, ha detto Ruben Kazaryan, un lavoratore informatico di 60 anni.

Ma l’avversario sconfitto Kocharyan, la cui coalizione ha ricevuto il 21% dei voti, ha accusato il competitor di aver giocato sporco. “Centinaia di segnali dai seggi elettorali, che testimoniano falsificazioni organizzate e pianificate, sono una seria ragione per non avere fiducia” nei risultati, ha dichiarato ‘Armenia Alliance’, il partito di Kocharyan, in una nota stampa, precisando inoltre che non riconoscerà i risultati finché le “violazioni” non saranno studiate.

Il conflitto Armenia-Azerbaijan e le responsabilità dell'Ue

Trent’anni di conflitto, e si continua a morire. La settimana scorsa, fra il 12 e il 16 luglio, è tornata alta la tensione fra Azerbaijan e Armenia per un confronto militare e politico, quello per la regione del Nagorno-Karabakh, che …

In realtà la sconfitta è dovuta anche al malcontento contro Kocharyan, accusato di aver truccato un’elezione presidenziale a favore di un suo candidato e soprattutto di essere responsabile delle feroci repressioni contro i manifestanti, che portarono morti e feriti, nelle proteste del 2008.

Tuttavia, gli osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) hanno descritto positivamente lo scrutinio. Per l’Osce è stato “competitivo e ben gestito” e il conteggio dei voti è stato “estremamente trasparente”. “Le libertà fondamentali chiave per le elezioni democratiche sono state generalmente rispettate”, hanno detto gli osservatori in una dichiarazione.

L’ufficio del procuratore generale dell’Armenia ha fatto sapere di aver ricevuto 319 segnalazioni di violazioni. Nel 2018, l’Armenia aveva ottenuto il plauso internazionale per aver tenuto il primo voto libero ed equo del paese sotto Pashinyan.

Gli osservatori dell’Osce hanno tuttavia sottolineato “un’intensa polarizzazione” nel panorama politico dell’Armenia, dicendo che la gara è stata “segnata da un linguaggio sempre più infiammato da parte dei principali concorrenti”.

Del resto la campagna elettorale è stata avvelenata da un linguaggio duro e sprezzante, con i candidati che sono arrivati a scambiarsi insulti e minacce. Pashinyan ha brandito un martello durante i comizi, mentre Kocharyan ha detto addirittura di essere pronto a combattere il primo ministro in un duello.

Impegno della Georgia per la pace tra Armenia e Azerbaigian. Ue e Stati Uniti applaudono

Guerra del Nagorno-Karabakh: Tbilisi ha offerto la propria mediazione per il rilascio di 15 prigionieri armeni, mentre Erevan ha fornito notizie sulle vaste aree minate nella regione. Soddisfazione espressa anche da Mosca.

Nello scorso fine settimana si è verificato un importante …

Il voto è stato seguito con attenzione dalla Russia, che esercita un’influenza sulla regione dai tempi dell’Unione sovietica, dal nemico azero e dalla Turchia, alleata dell’Azerbaijan.

La vittoria di Pashinvan rappresenta un buon elemento di continuità nella ricerca della pace in una regione soggetta a grande instabilità politica. La settimana scorsa, grazie alla mediazione della Georgia, sostenuta da Ue ed Usa, sono stati rilasciati 15 prigionieri armeni, mentre l’Armenia ha fornito all’Azerbaijan delle mappe sulle mine anticarro e antiuomo piantate nel distretto di Aghdam. Un’operazione salutata con grande soddisfazione dall’Occidente e anche da parte della Russia.