Draghi, Macron e Scholz in visita a Kiev. Il premier: “L’Italia vuole che l’Ucraina stia nell’Ue”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (al centro) in conferenza stampa con i leader europei in visita. Da sinistra: Klaus Iohannis (Romania), Mario Draghi (Italia), Emmanuel Macron (Francia), Olaf Scholz (Germania). [EPA-EFE/SERGEY DOLZHENKO]

I leader di Italia, Francia e Germania si sono recati insieme a Kiev nella giornata di giovedì 16 giugno, in una visita ampiamente prevista ma non divulgata dai propri governi per ragioni di sicurezza. Al centro dell’incontro la ricostruzione dell’Ucraina, ma anche il percorso per l’adesione all’Ue.

Sono partiti nella notte tra mercoledì e giovedì i leader dei tre principali Paesi europei, Mario Draghi, Emmanuel Macron e Olaf Scholz. Hanno viaggiato con un treno notturno dalla Polonia fino a Kiev, dove sono giunti nella mattinata per incontrare il presidente Volodymyr Zelensky.

La visitia, ampiamente prevista, non è stata inserita nell’agenda di nessun leader per scongiurare ogni possibile rischio per la sicurezza. “Siamo venuti per inviare un messaggio di unità europea verso tutti i cittadini ucraini”, ha dichiarato Macron.

Si tratta della prima visita dei tre leader all’Ucraina dopo lo scoppio della guerra il 24 febbraio. È altamente simbolico che i tre Paesi, pur con visioni diverse sul futuro dell’Europa e dell’Ucraina stessa nell’Ue, abbiano voluto presentarsi congiuntamente all’incontro con Zelensky. Era presente a Kiev, giunto separatamente, anche il presidente rumeno Klaus Iohannis.

Prima dell’incontro con il presidente, i quattro leader hanno visitato la città distrutta di Irpin, dove hanno camminato tra gli edifici bombardati in compagnia delle autorità locali, assistendo a scene descritte da Scholz come di “crudeltà inimmaginabile” e “violenza senza senso”.

“Qui è un luogo di distruzione ma anche di speranza. Molto di ciò che mi hanno detto riguarda il futuro e la ricostruzione. È un popolo che è stato riunito dalla guerra, che può fare cose che prima forse non avrebbe potuto fare”, ha commentato Draghi durante la visita.

Successivamente hanno incontrato il presidente Zelensky, che non li ha accompagnati a Irpin. “Giornata impegnativa, incontri importanti. È un piacere incontrare il presidente Macron, il cancelliere Scholz, il primo ministro Draghi e il presidente Iohannis a Kiev. Apprezziamo la vostra solidarietà al nostro Paese e popolo”, ha scritto su Telegram.

La conferenza stampa

Durante la conferenza stampa a Kiev con il presidente ucraino e gli altri leader europei, Mario Draghi ha detto che “l’Italia vuole l’Ucraina nell’Ue, vuole che abbia lo status di candidato e sosterrà questa posizione al prossimo Consiglio europeo”.

“Siamo qui per portare sostegno incondizionato al popolo ucraino. Un popolo che si è fatto esercito per respingere l’aggressione della Russia e vivere in libertà. E l’Europa deve avere lo stesso coraggio che ha avuto Zelensky”, ha aggiunto.

Anche il presidente ucraino ha affrontato l’argomento dell’integrazione nell’Ue. “La nostra integrazione può rafforzare la libertà in Europa. Capiamo che c’è un percorso ma questa strada deve avere un inizio. Gli ucraini sono pronti ad andare avanti”, ha detto, chiedendo che il sesto pacchetto di sanzioni sia applicato il prima possibile.

Durante la conferenza stampa il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto anche l’invio di armi ulteriori, dichiarando che “ogni arma inviata è una vita salvata” e chiedendo armamenti “pesanti e moderni”.

Il cancelliere tedesco Scholz ha espresso chiaro sostegno all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, sostenendo che “appartiene alla famiglia europea” e che sarà sostenuta “fino a quando ne avrà bisogno”, aggiungendo che anche la richiesta della Moldavia sarà appoggiata.

Macron ha aggiunto che “già domani [17 giugno] la Commissione deciderà il quadro e il prossimo Consiglio europeo prenderà delle decisioni. Tutti e quattro i nostri Paesi sosterranno lo status di candidato dell’Ucraina”.

Nel frattempo, Mosca ha fatto sapere che i leader europei dovrebbero sfruttare l’incontro con Zelensky per “dare uno sguardo realistico allo stato delle cose” anziché discutere dell’invio di più armi in Ucraina. L’ex presidente Dmitry Medvedev ha ridicolizzato la visita sostenendo che abbia “un’utilità pari a zero”.