Draghi al Senato: “Necessario affiancare alla Nato una vera e propria difesa europea”

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi durante l'informativa sull'invasione russa dell'Ucraina, al Senato il 19 maggio 2022. [EPA-EFE/Riccardo Antimiani]

In Senato per l’informativa al Parlamento sui recenti sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina,  giovedì 19 maggio, il Presidente del Consiglio Mario Draghi è tornato a ribadire la necessità, per l’Unione Europea, di affiancare alla Nato una vera e propria difesa europea, razionalizzando la spesa militare nell’Ue, “la cui distribuzione è inefficiente”, ha sottolineato il Premier.

All’inizio dell’85esimo giorno dell’invasione russa in Ucraina, Mario Draghi ha riaffermato che il posto dell’Italia è dalla parte di Kiev, dell’Ue e della Nato. “Per impedire che la crisi umanitaria si aggravi dobbiamo raggiungere il prima possibile un cessate il fuoco e far ripartire i negoziati: è la posizione dell’Italia, dell’Ue e che ho condiviso con il Presidente Biden a Washington”, ha detto il Premier. Aggiungendo che, nel corso della visita negli Stati Uniti, ha “riscontrato un apprezzamento universale per la solidità della posizione italiana, fermamente ancorata in campo transatlantico e nell’Ue”.

“L’Italia – ha proseguito – si muoverà con i partner europei e gli alleati per ogni possibilità di mediazione, ma sarà l’Ucraina, e non altri, a decidere quale pace accettare: una pace senza il via libera dell’Ucraina non sarebbe accettabile”.

È stato “grazie alle armi che l’Ucraina ha potuto resistere”, ha ribadito nell’informativa. Un accenno, questo, che apre il capitolo sull’invio di nuove armi all’Ucraina, tema su cui la maggioranza si è spaccata nelle scorse settimane. Nell’informativa, Draghi ha affermato che “il governo ha riferito più volte al Copasir, il quale ha sempre riscontrato la coerenza del sostegno offerto nel rispetto delle indicazioni e delle decisioni del Parlamento”.

La difesa europea

Sulla base degli sviluppi recenti, Draghi ha invitato a ragionare in termini di una maggior integrazione europea in materia di difesa e sicurezza. “È necessario affiancare alla Nato una vera e propria difesa europea, complementare all’Alleanza Atlantica. E il primo passo deve essere la razionalizzazione della spesa militare in Ue, la cui distribuzione è inefficiente”, ha detto il Premier.

Come anticipato già nel discorso al Parlamento europeo a inizio mese, a Palazzo Madama ha rilanciato “la proposta di una Conferenza europea che abbia l’obiettivo di avviare un miglioramento delle capacità collettive e di coordinamento degli investimenti in sicurezza”. Citando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha aggiunto che “nel lungo termine servirà uno sforzo creativo su un modello di conferenza di Helsinki”.

Draghi: “Sì a Finlandia e Svezia nella Nato. Non fermiamo diplomazia con Mosca”

Durante l’incontro con la prima ministra finlandese Sanna Marin, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha confermato il sostegno dell’Italia all’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato.

La prima ministra finlandese Sanna Marin e il presidente del Consiglio Mario Draghi hanno …

Gli aiuti all’Ucraina

La crisi in Ucraina ha già portato a 7,7 milioni di sfollati interni e 6 milioni di profughi dall’inizio dell’ostilità. Significa che “14 milioni di residenti hanno lasciato le proprie case, quasi un cittadino su 3. Di questi, 116 mila sono arrivati in Italia”, ha sottolineato Draghi.

Nel ribadire “il costo terribile dell’invasione russa in termini di vite umane”, il Presidente del Consiglio ha detto che “l’Italia ha offerto sostegno per indagare sui crimini di guerra”.

L’informativa al Senato è stata l’occasione per fare un resoconto degli aiuti che Roma ha  finora inviato a sostegno di Kiev. “L’Italia ha contribuito con oltre 800 milioni per aiutare i profughi, di cui circa 300 fanno parte dell’ultimo decreto aiuti; con 110 milioni di euro in sovvenzioni al bilancio dell’Ucraina e con 200 milioni in prestiti; e 26 milioni sono stati erogati alle organizzazioni internazionali attive in Ucraina e nei paesi limitrofi. Abbiamo inoltre fornito 20 tonnellate di materiali umanitari nel quadro del meccanismo europeo di protezione civile. La protezione civile italiana ha inviato letti da campo, apparecchiature sanitarie, tende e altro materiale”.

Sul piano della difesa, la crisi in Ucraina ha comportato “l’intensificarsi delle operazioni dell’Alleanza Atlantica”, in particolare sul fianco orientale. “L’Italia ha inviato in Ungheria e Bulgaria rispettivamente 250 e 750 unità. Valutiamo in aggiunta la possibilità di sostenere la Romania nello sminamento del Mar Nero e la Slovacchia nella difesa anti aerea”, ha detto il Presidente del Consiglio nel discorso al Parlamento.

Crisi energetica

Il Presidente del Consiglio ha indicato la strategia: proseguire con le sanzioni alla Russia, per costringere Mosca al tavolo del negoziato.

Sul fronte delle misure per rendersi indipendente dalle importazioni di gas dalla Russia, l’Italia si è mossa rapidamente, dall’inizio della guerra in Ucraina, per diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetico. “Le stime del governo indicano che potremmo renderci indipendenti dal gas russo nel secondo semestre del 2024: i primi effetti di questo processo si vedranno già alla fine di quest’anno. Durante la visita a Washington ho condiviso con il presidente Biden la strategia energetica italiana e siamo d’accordo sull’importanza di preservare gli impegni sul clima che l’Italia intende mantenere”, ha detto Draghi, parlando anche di “massima determinazione per eliminare i limiti burocratici alle rinnovabili”.

Lo spettro di una crisi alimentare

A causa della crescita dell’indice dei prezzi dei prodotti alimentari, si affacciano sull’attuale scenario “effetti disastrosi in particolare per alcuni paesi di Africa e Medio Oriente, dove aumenta rischio crisi alimentari”, ha avvertito Draghi. “La Russia e Ucraina suppliscono al 25% delle esportazioni globali di grano, e 26 paesi dipendono da loro per più di metà del fabbisogno”, per questo bisogna “sbloccare le tonnellate di grano ferme nei porti del sud dell’Ucraina”.