Difesa Ue: occorre strategia concreta in caso di attacco

EPA-EFE/Sergio G. Canizares

Si tratta di un particolare aspetto emerso nella riunione dei ministri della Difesa dell’Ue presieduta dall’Alto rappresentante. Un passo importante in uno scenario di instabilità crescente.

I ministri della Difesa dell’Ue hanno tenuto una videoconferenza presieduta dall’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, per discutere dell’agenda dell’Ue in materia di sicurezza e difesa.

I ministri hanno poi proceduto a uno scambio di opinioni sul modo di far progredire le iniziative dell’Ue in materia di difesa, quali la cooperazione strutturata permanente (Pesco) e l’elaborazione della “bussola strategica” (Strategic Compass) dell’Unione.

Da ultimo i ministri hanno discusso della questione dei mezzi finanziari necessari per attuare le iniziative dell’Ue in materia di sicurezza e difesa, con particolare attenzione al Fondo europeo per la difesa, alla Mobilità militare e allo strumento europeo per la pace.

Il documento finale è articolato in 14 punti, ognuno dei quali è focalizzato su un tema specifico ma la dichiarazione più interessante è quella espressa nel punto 6, quando si parla del tema dell’aggressione armata nei confronti di uno Stato europeo.

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Nelle conclusioni dei ministri della difesa viene sottolineata “l’importanza dell’assistenza reciproca e/o della solidarietà, in linea con l’articolo 42, paragrafo 7, del Tue e con l’articolo 222 del Tfue”, soprattutto per quanto riguarda l’identificazione di “un’interpretazione comune dell’articolo 42, paragrafo 7, del Tue”.

Il paragrafo 7 dell’Articolo 42 del Trattato dice che “Qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, in conformità dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”.

Si tratta dunque di capire come dare attuazione concreta alle espressioni “aiuto” e “assistenza con tutti i mezzi in loro possesso”. Il punto è che si vuole rendere chiara “l’operatività” della solidarietà europea, con una pianificazione specifica.

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Inoltre viene esplicitamente menzionato che le discussioni dovrebbero essere incentrate sulle modalità pratiche per la sua attuazione, compresi gli scenari pertinenti all’articolo 222 del Tfue, e con il necessario coinvolgimento della Commissione.

Il riferimento all’articolo 222 è quello alla cosiddetta “clausola di solidarietà”, che prevede la possibilità per l’Unione europea e per i Paesi dell’Ue di agire congiuntamente; di prevenire la minaccia terroristica sul territorio di un Paese dell’Ue; di fornire assistenza a un altro Paese dell’Ue vittima di una calamità naturale o provocata dall’uomo.

L’articolo 42, paragrafo 7 era stato invocato per la prima volta dalla Francia in seguito agli attentati terroristici avvenuti a Parigi il 13 novembre 2015 (Bataclan, St. Denis e altri luoghi).