Difesa, nuovo accordo tra Spagna e Turchia: le proteste della Grecia contro Madrid

Il presidente turco Erdogan (sx) e il primo ministro spagnolo Sanchez durante la visita ad Ankara del 17 novembre 2021 [EPA-EFE/STR]

Ad Atene non va giù l’accordo annunciato dopo l’incontro tra Sánchez ed Erdoğan ad Ankara e accusa gli spagnoli di non seguire le linee del Consiglio europeo.

Il governo greco ha reagito con forza dopo che il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez si è accordato con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan per migliorare la collaborazione dei loro paesi nel settore della difesa.

Quando i due leader si sono incontrati ad Ankara, mercoledì 17 novembre, Erdoğan ha lodato Sánchez, annunciando dei programmi di armamento in cooperazione con la Spagna. In particolare, ha ricordato che la Turchia, in collaborazione con la Spagna, ha costruito la nave d’assalto anfibio della Marina turca “Anadolu”, che può essere configurata come una portaerei leggera. Il presidente turco ha anche proposto la costruzione di una portaerei ancora più grande per il suo paese.

“Il nostro obiettivo è quello di costruire una grande portaerei. Forse faremo degli sforzi anche nel campo dei sottomarini. Faremo questi passi. Ci sono molte cose che possiamo fare insieme nel settore della difesa”, ha detto Erdoğan, aggiungendo che la posizione della Spagna nei confronti della Turchia dovrebbe essere vista come un “modello” dalle altre nazioni dell’Ue. Il presidente turco ha poi espresso soddisfazione per le oltre 600 aziende spagnole che investono in Turchia. “La presenza della banca spagnola BBWA è il segno più concreto di fiducia nella Turchia”, ha sottolineato.

La Spagna, come la Germania e la Bulgaria, si è opposta alla richiesta della Grecia di sanzioni Ue contro la Turchia fin dall’inizio delle tensioni nel Mediterraneo orientale. Atene aveva accusato Ankara di aver violato il diritto internazionale conducendo attività di esplorazione del gas nelle sue acque territoriali.

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Nell’ottobre 2020, il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias aveva inviato una lettera ai suoi omologhi di Germania, Spagna e Italia, sottolineando la necessità di imporre un embargo sulla vendita delle armi alla Turchia. Secondo i dati ufficiali dello Stockholm International Peace Institute, Spagna e Italia sono i principali fornitori europei di armi alla Turchia: in particolare, per il periodo 2015-2019, il 43% delle importazioni di armamenti alla Turchia provengono dai due Paesi.

Il fastidio di Atene e dell’opposizione spagnola 

Il flirt spagnolo-turco non va giù alla Grecia. Il portavoce del governo greco Giannis Oikonomou ha detto che “va da sé” che gli Stati membri dell’UE sono vincolati dalle decisioni del Consiglio dell’UE su questioni riguardanti “le relazioni con la Turchia e le violazioni del diritto internazionale da parte di quest’ultima”.

“Il primo ministro socialista spagnolo avrebbe dovuto prendere in considerazione la posizione generale del Consiglio europeo”, ha detto il funzionario greco. Sulle sponde dell’Egeo, i critici suggeriscono che il riavvicinamento spagnolo-turco non è una coincidenza, soprattutto dopo che la Grecia e la Francia hanno firmato un accordo militare di riferimento che prevede l’assistenza reciproca nel caso in cui una parte venga attaccata da un paese terzo, anche se quest’ultimo appartiene alla NATO.

Gli osservatori ritengono che la Spagna non vede in modo positivo il crescente coinvolgimento della Francia nel Mediterraneo orientale. La spinta di Sánchez per legami più stretti con la Turchia ha anche suscitato le critiche del principale partito di opposizione in Spagna. Pablo Casado, leader del Partito Popolare, ha sottolineato che il suo partito continua a sostenere l’integrità territoriale di Grecia e Cipro.

Tensioni Ue-Turchia: dal Consiglio europeo prevale una moderata fiducia verso Ankara

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L’Unione europea sta cercando di tracciare un modo …

“Dopo la visita di Sánchez in Turchia, noi del Partito Popolare (PP) ribadiamo che sosteniamo l’integrità territoriale della Grecia e di Cipro come membri dell’Unione Europea e il rispetto dei diritti umani e la politica comune di sicurezza e immigrazione nelle nostre relazioni internazionali”, ha detto Casado.

Le tensioni tra Atene ed Ankara in breve  

Le storiche nemiche Grecia e Turchia, costrette alla convivenza forzata all’interno della NATO, sono tornate a fronteggiarsi. La politica regionale del rais di Ankara si è fatta più aggressiva e i rapporti si sono deteriorati, in particolare negli ultimi due anni per le questioni delle esplorazioni nel Mediterraneo orientale e, sullo sfondo, quelle della contesa isola di Cipro divisa, dopo l’invasione turca nel 1974, tra la zona nord (sotto il controllo di un’entità filo-turca) e il territorio controllato da Nicosia (da sempre filo-greca), separati dalla Linea verde Onu. Non sono mancate poi tensioni a ridosso dei confini terrestri, come gli sconfinamenti dell’esercito turco lungo la linea di demarcazione in Tracia.

In seguito a questi eventi Atene ha deciso di riprendere la corsa al riarmo, per tutelarsi dal turbolento vicino, con importanti accordi militari stipulati con Francia e Israele. Sul versante europeo, invece, le richieste greche di nuove sanzioni contro Ankara sono cadute nel vuoto.