Difesa, l’Ue mira a una maggiore indipendenza strategica e tecnologica

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg (a sinistra) e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel (a destra). Bruxelles, 26 febbraio 2021. [EPA-EFE/JOHANNA GERON / POOL]

L’Unione europea si impegna a potenziare la cooperazione con la Nato e le Nazioni unite, ma anche le proprie strategie di difesa, investimenti e operazioni per fronteggiare le future crisi. Questo l’esito del Consiglio europeo del 26 febbraio su difesa e sicurezza.

L’Unione europea continua a lavorare per implementare l’Agenda strategica 2019-2024, cercando di aumentare la sua autonomia strategica. In particolare, intende migliorare la propria resilienza di fronte ai rischi per la sicurezza.

Come sottolineato anche nella conferenza stampa pre-Consiglio di venerdì 26 febbraio, in cui il presidente Charles Michel era accompagnato dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, potenziare l’alleanza transatlantica e il rapporto con le Nazioni Unite è uno degli obiettivi.

“L’Europa vuole maggiore stabilità nella sua area di vicinato e discuterà gli strumenti che potrà utilizzare per ottenerla”, ha anticipato Michel. “Dobbiamo inoltre affrontare nuove minacce: cyberattacchi, attacchi ibridi, disinformazione. Dobbiamo adattarci per diventare più resilienti”, ha aggiunto.

“Per la Nato, il compito principale in questa pandemia è stato quello di assicurarsi che una crisi sanitaria non sfociasse in problemi di sicurezza”, ha dichiarato Stoltenberg. La nuova amministrazione Biden, secondo Stoltenberg, sarà un’opportunità per riaprire il dialogo con gli Stati Uniti.

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Pesco e autonomia strategica

L’Unione europea prevede di migliorare la cooperazione interna tra Stati membri dal punto di vista militare, attraverso una migliore pianificazione e l’implementazione dell’European Peace Facility. Inoltre, i Paesi Ue saranno incoraggiati a sfruttare meglio le opportunità offerte dalla Revisione annuale coordinata sulla difesa (Card) e dalla Cooperazione strutturata permanente (Pesco) per gli investimenti e le capacità collaborative.

“Un’ottima collaborazione Ue-Nato resta una delle priorità della Commissione europea, ma l’Ue deve sviluppare le proprie capacità e mettere fine alla frammentazione attuale, mettendo fine ai nostri problemi in modo sistematico”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

La Pesco esiste proprio per questo, sottolinea von der Leyen. È dal Fondo europeo per la difesa del valore di 8 miliardi di euro che ci aiuterà a sviluppare le capacità militari come europei. Solo così si potrà ridurre la frammentazione e migliorare l’interoperabilità.

La base tecnologica e industriale della difesa europea sarà rafforzata, in particolare attraverso la rapida adozione del Fondo di difesa europeo e incoraggiando le sinergie tra le industrie civili, spaziali e della difesa.

A tal proposito, il Consiglio ha invitato la Commissione europea a presentare una tabella di marcia entro ottobre 2021 per dare una spinta alla ricerca e lo sviluppo tecnologico e ridurre la dipendenza strategica nelle catene di valore essenziali.

Inoltre, L’Ue intende affrontare il problema crescente delle minacce digitali, migliorando la risposta agli attacchi alla cybersicurezza. L’Alto rappresentante Ue e la Commissione riporteranno i dati dei primi sei mesi di applicazione della nuova Strategia digitale a giugno 2021.

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